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Il Faro in una Stanza: omaggio a Virginia Woolf PDF Stampa E-mail
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Domenica 12 Novembre 2017 21:22
Tre giorni dedicati all'opera, al pensiero e alla vita dell'autrice inglese, tra proiezioni cinematografiche, incontri e letture.  Interverranno alcune tra le più importanti studiose e traduttrici dell'opera di Virginia Woolf. Il festival è organizzato da Elisa Bolchi, Raffaella Musicò, Liliana Rampello e Sara Sullam in collaborazione con la Italian Virginia Woolf Society
Scrittrice, saggista, una delle più significative voci del novecento sul pensiero femminile: sono solo alcuni dei motivi che fanno di Virginia Woolf una delle scrittrici più amate del '900.
Per questo motivo Raffaella Musicò, proprietaria della libreria monzese Virginia e Co ha deciso lo scorso anno di organizzare un Festival a lei dedicato insieme a Elisa Bolchi, ricercatrice presso l'Università cattolica del Sacro Cuore, e Liliana Rampello, critica letteraria e saggista. Dopo il successo della scorsa edizione, quest'anno si replica e il comitato organizzatore ha visto l'aggiunta di Sara Sullam, ricercatrice presso l'Università degli studi di Milano. Il festival è organizzato in collaborazione con la Italian Virginia Woolf Society, la cui fondazione venne annunciata proprio durante la passata edizione del festival, e con l'amichevole sostegno di Chiara De Vizzi Fumagalli.
Il faro in una stanza – II edizione è il festival italiano dedicato a Virginia Woolf e si tiene a Monza il 24, 25 e 26 novembre 2017.
Il festival si apre venerdì 24 novembre con un tè presso Virginia e Co., per inaugurare la nuova sede della libreria (in via Bergamo, angolo via Durini) e un'introduzione a Orlando a cura di Sara Sullam con letture di Ida Spalla. Ci si sposterà poi al cinema Metropol per la proiezione del film Orlando di Sally Potter, in lingua originale sottotitolato in italiano.
La mattinata di sabato 25 novembre, presso la Sala Conferenze dei Musei Civici di Monza, si apre alle ore 10.30 con la presentazione della nuova edizione aggiornata del volume Virginia Woolf e i suoi contemporanei (il Saggiatore). La curatrice Liliana Rampello ne palerà con Caroline Patey. A seguire, alle ore 12.00 Francesca Cosi e Alessandra Repossi, traduttrici dei Diari di viaggio in Italia e in Europa (Mattioli 1885) converseranno con Elisa Bolchi.
Il programma del pomeriggio di sabato 25 è invece tutto dedicato alla Lettura dei traduttori e coordinato da Liliana Rampello. Si inizia alle ore 15.00 con Nadia Fusini, scrittrice, studiosa e saggista, che parlerà della sua traduzione delle Onde (Feltrinelli); si prosegue, alle 16.30, con Anna Nadotti, traduttrice, che racconterà del suo lavoro su Gita al faro (Einaudi); chiude il pomeriggio Antonio Bibbò, docente e traduttore, sulla sua traduzione de Gli Anni (Feltrinelli).
La mattinata conclusiva di domenica 27 novembre, che vede in calendario gli incontri Virginia e le altre, con Sara Sullam (ore 11.00) e Le altre e Virginia, con Elisa Bolchi (ore 12.00), sarà dedicata a una riflessione sulle scrittrici che hanno rappresentato il 'canone' di Virginia Woolf e su quelle che hanno invece raccolto l'eredità di Woolf. Coordina la mattinata Massimo Scotti.
Chiude il festival Raffaella Musicò.

Gli ingressi singoli (con esclusione dell'evento di venerdì 24) hanno un costo di €6, la tessera per le intere giornate di sabato e domenica costa €15. La tessera studenti - su esibizione di documento o tesserino - ha un costo di €10. Ingressi scontati per i soci della Italian Virginia Woolf Society.

Il biglietto del cinema per la proiezione di venerdì 24 avrà un costo di 7€.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.