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Giornate Nazionali della Speleologia PDF Stampa E-mail
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Martedì 26 Settembre 2017 05:39
Sabato 30 settembre e domenica 1 ottobre 2017, l’Italia è speleologica. Un fine settimana di escursioni, attività didattiche e dimostrazioni per avvicinare il pubblico alla conoscenza delle grotte e della speleologia.
“Venite a conoscere la nostra passione”: è questo lo slogan e la finalità delle Giornate Nazionali della Speleologia, che la Società Speleologica Italiana, l’Associazione Grotte Turistiche Italiane, il Club alpino italiano e il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico promuovono in molte località italiane sabato 30 e domenica 1 ottobre 2017.
Gli appuntamenti, organizzati da gruppi, associazioni, federazioni regionali e grotte turistiche, sono rivolti al grande pubblico, per permettere a tutti di avvicinarsi al mondo delle grotte, delle esplorazioni e degli studi del vuoto sotterraneo. Sono in programma visite guidate, proiezioni di audiovisivi, escursioni in territori carsici, ipogei naturali e artificiali, dimostrazioni tecniche, laboratori e attività ludiche per ragazzi.
Per gli organizzatori si tratta di "giornate che intendono far conoscere il mondo sotto i nostri piedi, per valorizzare le cavità naturali e artificiali, ovvero le opere dell’uomo legate agli acquedotti, alle miniere, a luoghi di culto nascosti e molti altri siti di valore storico e culturale. Le giornate puntano a presentare la speleologia nella sua giusta luce, come disciplina di conoscenza e sistema di sicura corretta frequentazione del mondo sotterraneo. La salvaguardia è un tema centrale. Salvaguardare le grotte significa preservare straordinarie testimonianze del tempo e anche un habitat unico di biodiversità. Inoltre, vuol dire mettere al sicuro le acque carsiche, risorsa primaria e sempre più decisiva per la stessa vita dell’uomo".
Per maggiori informazioni sui singoli appuntamenti: www.giornatedellaspeleologia.it
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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