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“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

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Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

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La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

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Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

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Al via il Piano freddo per i senza dimora

Anche quest'anno il Comune, in collaborazione con le associazioni di volontariato, ha predisposto ...

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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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L'Otello di Zeffirelli alla Scala PDF Stampa E-mail
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Venerdì 16 Giugno 2017 19:58
Domenica 18 giugno 2017, ore 11.00
Teatro alla Scala
 
40 anni di collaborazione tra Rai e Teatro alla Scala
 
PROIEZIONE SU GRANDE SCHERMO
 
OTELLO di Giuseppe Verdi
Recita del 7 dicembre 1976
Direttore Carlos Kleiber
Regia Franco Zeffirelli
    Ingresso con biglietto gratuito fino a esaurimento posti
Biglietti disponibili – massimo due a persona – con registrazione dalle ore 12 del lunedì precedente ciascuna proiezione presso la Biglietteria Centrale (Galleria del Sagrato, Piazza del Duomo, Stazione Metropolitana Duomo – aperta tutti i giorni dalle ore 12 alle 18).
     
    Informazioni:
    tel. 02 72 00 37 44
    www.teatroallascala.org
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.