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Io e la mamma, Bruno Grisolia omaggia la madre Ada Serpagli PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 10 Maggio 2017 06:20
Al di là della quotidianità, quando posso, entro in un mio mondo. Qui rilasso la mente, qui raccolgo immagini e sensazioni, che traduco per voi nelle mie opere”. (Bruno Grisolia)
 
In occasione della festa della mamma questa mostra è un omaggio che l’artista tributa alla madre Ada Serpagli. “Da anni faccio Mostre di quadri, sculture, ceramiche, ma questa e la prima che faccio con lei. Ho voluto proporre 15 quadri di mia Mamma che ripercorrono la sua storia artistica e contrapporre 15 miei Piatti-Scultura.” Così Bruno Grisolia spiega l’iniziativa e prosegue dicendo di avere “pensato a questo allestimento perché lei ha iniziato dalla Ceramica di Albisola negli anni 50 quando era frequentata dai migliori artisti Internazionali ed ha collaborato a Milano con Piero Fornasetti a Milano. Ha dipinto fino alla sua scomparsa nel 2012, lavorando ed insegnando ai ragazzi ed agli anziani, creandosi un mondo dove viaggiava.”
Bruno Grisolia è cresciuto con il suo spirito libero, con tanta fantasia, creatività. Dopo gli studi artistici inizia subito iniziato a lavorare, ma investe il suo tempo per fare Mostre con successo, comunicare la sua passione.
“Le mie Mostre-Evento non sono solo per guardare le mie creazioni, ma per viverle e stare insieme a tutti gli invitati coinvolgendoli nel mondo della mia Mostra."
 
Inagurazione: 13 maggio, ore 18.00 (rigorosamente in rosso, colore del Cuore e della Mamma).
Date e orari: domenica 14 maggio, sabato 20 maggio e domenica 21 maggio: dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.00 alle ore 18.30
Durante la settimana la mostra sarà visitabile con accesso dall'ascensore negli orari di apertura degli uffici comunali.
Sede: Palazzi Rasini - Cavenago B.
 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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