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Chiesa di San Biagio - 50°anniversario della Consacrazione

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Monza - dal 27 ottobre MonzaMontagna 2018

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  • 100 scatti di Robert Capa a Monza

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Chiesa di San Biagio - 50°anniversario della Consacrazione

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  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
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Cultura & Tempo Libero
Fierrabras PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Settembre 2018 06:11
190926 FIERRABRAS 1(Vittoria Lìcari) Non è vero, come generalmente si crede, che Franz Schubert non fosse dotato per l’opera: il suo rapporto con l’opera, però, non fu fortunato. Dopo che, nel 1822, Domenico Barbaja, impresario del viennese Teatro di Porta Carinzia, aveva rifiutato il suo Alfonso und Estrella, Schubert decise di ritentare la sorte nel genere operistico con Fierrabras, opera “eroico-romantica” in tre atti, per il cui libretto si rivolse a Josef Kupelwieser, fratello del pittore Leopold - suo grande amico - nonché segretario di quello stesso teatro. Kupelwieser attinse a due fonti medievali - la francese Chanson de Fierabras e la germanica Emma und Eginhard - e alle loro successive rielaborazioni letterarie, mettendo insieme un libretto di valore peraltro non eccelso.
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Teatro alla Scala: Il pirata PDF Stampa E-mail
Mercoledì 26 Settembre 2018 05:59
180926 K61A5330 PROVE Il pirata(Vittoria Lìcari) L’allestimento del Pirata di Vincenzo Bellini che ha concluso la stagione scaligera prima della pausa estiva costituisce una nuova tappa del processo di valorizzazione dei titoli del belcanto, che negli ultimi anni ha visto riproporre importanti lavori di Rossini e Donizetti. L’ultima opera belliniana andata in scena alla Scala era stata, nel 2001, La sonnambula, seguita, nel 2004, da una ripresa di Beatrice di Tenda al Teatro degli Arcimboldi, durante i lavori di restauro della sala del Piermarini.
 
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Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti. PDF Stampa E-mail
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Lunedì 24 Settembre 2018 10:15
 

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

 

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.
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Medio Oriente conteso. Turchi, arabi e sionisti in un conflitto lungo un secolo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 21 Settembre 2018 14:41
Una serata per conoscere e dibattere su un tema di strettissima attualità
Giovedì 27 settembre alle ore 21:00 nella Sala Carver del Teatro Binario 7 (via F. Turati 8) sarà presentato il saggio storico Medio Oriente conteso. Turchi, arabi e sionisti in un conflitto lungo un secolo (Historica Edizioni, 2017) all’interno di un più ampio dibattito sulla questione mediorientale che vedrà l’intervento di esperti e studiosi organizzato con il patrocinio del Comune di Monza e il contributo dell’associazione culturale-scientifica “Nuova Urania”.
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.