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"Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

Un importante evento espositivo in occasione delle celebrazioni del 500.mo anniversario della mort...

“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

(Laura Giulia D'Orso). Il 7 Aprile 2004 viene ritrovato l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry abbatt...

Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

(laura Giulia D'Orso). https://youtu.be/EV_Q03zvtkM La Liberazione .... il governo italiano aveva ...

L’omaggio di Monza al grande Rossini

Il 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del gra...

Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

In occasione della prossima Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019, anche i...

  • "Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
  • “I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Storia di quelle tre note che da 155 anni onorano i Caduti di tutte le Guerre

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Elezione del Parlamento Europeo fissata per il 26 maggio 2019

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09

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Cultura & Tempo Libero
Monza, quattro incontri quaresimali a san Fruttuoso PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Aprile 2019 12:21
Venerdì 15 marzo, nella parrocchia di San Fruttuoso a Monza, prenderà il via un ciclo di quattro incontri quaresimali proposti quest’anno sul tema della Santità.
Ecco il programma:
Venerdì 15 marzo: «Fare un’anima» (Monologo teatrale di Giacomo Poretti) Che cos’è l’anima, come nasce, esiste?” L’irriducibile desiderio di una vita piena
Venerdì 22 marzo: «Una santità fino al martirio» Dalla Siria al Libano la testimonianza di una fede provata ma mai vinta. Sotto lo stesso cielo: la solidarietà dell’AVSI. Interviene un testimone dell’AVSI che ha operato in quei territori
Venerdì 29 marzo: «Carlo Acutis, pochi anni per raggiungere l’amico Gesù» “Tutti nascono come originali ma molti muoiono come fotocopie” Interviene il Sidi Perin, vice-postulatore della Causa di Beatificazione
Venerdì 5 aprile: «La vita è data per essere donata» “Non c’è sofferenza al mondo che non valga la pena sopportare per un figlio” Interviene il marito di Cristina, Carlo Mocellin con Lucia Bellaspiga, giornalista Ogni appuntamento si tiene nella chiesa di San Fruttuoso – Monza – alle ore 21.00
 
Teatro alla Scala di Milano: L’elisir d’Amore PDF Stampa E-mail
Sabato 30 Marzo 2019 06:31
PERCORSO  “C”  Stagione  2018 / 2019
 
Da giovedì 4 Aprile inizia la raccolta di iscrizioni per assistere al Melodramma giocoso in due atti L’elisir d’Amore di Gaetano Donizzetti (Direttore: Michele Gamba, regia: Grischa Asagaroff

Giovedì 10 ottobre 2019
ore 20,00
Partenza pullman ore 18,30
 
Operatrice  Culturale
Dott.ssa Sallustio D’Andria Maria Rosaria
 
Biblioteca Civica  -  Monza (MB)  – Via Padre Reginaldo Giuliani, 1  –  Tel. 039 386984
Operatrice culturale: Dott.ssa Sallustio D’Andria Maria Rosaria  –  Cell. 349 1465185
Presente in Biblioteca Civica tutti i giovedì mattina dalle ore 10,30 alle ore 12,30 
 
“CERTE DONNE BRILLANO”…. io credo tutte, caro Ligabue PDF Stampa E-mail
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Giovedì 28 Marzo 2019 08:49
seaLa ragazza del Mare e quella lettera mai ritrovata

(LGD). Una lettera di carta rosa, sbiadita e sigillata da un dolore che è arrivato quando ho dovuto riconsegnare questo momento al passato. Perché la vita, in tutta la sua prepotente urgenza, alla fine, è sempre più forte di qualunque fantasma.La prima volta che mi hai visto. In quel ventoso pomeriggio di tramontana ero avvolta in una sciarpina di lino che riempiva la distanza sospesa tra te e tutto il resto. L’ultimo tavolo  accostato al muro ed alla vetrata … ho sempre avuto bisogno di certezze!

C’era un’aria opprimente fuori, nell’ampio locale ricolmo di piante verdi, aria condizionata. All’ingresso divanetti e tanti bagagli pesanti, come se l’afa aspettasse solo di essere inalata per diventare bollente e ustionare il respiro. Amavo la rarefazione dell’estate, ma quel giorno mi arrivava insopportabile. Quel giorno era pronta a riversarsi all’esterno, svuotandomi la gola.

Assurdo. Non riesco a ricordare il perché delle visioni sbiadite, il motivo di tanto malessere. Non riesco a mettere a fuoco niente prima dell’attimo in cui hai sollevato lo sguardo dai fogli e lo hai riempito di me. Sono nata in quel momento. Nel viaggio che la luce ha compiuto attraverso il vetro del bar, penetrando la cavità socchiusa dell’iride.

Il mio primo ricordo in questa vita di verità interrotte e poi riprese che affioravano sul bordo di ceramica di una piscina azzurra al tocco distratto della mano. Tra i fumi dell’acqua che, fra le dita, senza accorgersene tracciavano quel confine fra la fragilità dell’armonia e la durezza dell’universo. Ero assente, impalpabile. Attendevo immobile. Eppure, in quel non- gesto hai ascoltato il racconto dei miei giorni lontani, il rispetto del mare, l’intimità di una conchiglia, le risa di una bambina lungo il viale alberato di ghiaia.

Tutto splende; colori da una foto sbadita che non hai più ritrovato, che non ho più provato, persa fra le onde di un gran mare in tempesta di maestrale o di una tramontana che spazza allegria, sorrisi e risate. Solo i tuoi occhi ragionavano in infinite sfumature, e sentivo che qualcosa era cambiato. Qualcosa era accaduto.

Si è cresciuti, è cresciuto il mondo, sono cresciuti i problemi … la vita ha ripreso a camminare veloce. Dodici anni e poi sedici e ancora sento il rumore sordo del cuore mentre riattacco la cornetta di un telefono.

 

C’era la musica in salotto. Il sole carico di primavera filtrato dalle persiane dischiuse sul giardino. L’odore pungente dell’aria gonfia di vita… E quella canzone… Non sono più riuscita ad ascoltarla. Se non fosse stata così gettonata, forse con il tempo sarei stata in grado di dimenticare. Ho bruciato tutte le lettere rosa. Fino ad oggi neppure una lacrima. Nemmeno una lacrima. Forte e risoluta. Non c’è posto.  Non c’era più posto per ciò. Te lo dicevo sempre, in continuazione, io sono forte … Sono stata una stupida, ero io quella da proteggere, non tu. Ma mi hai camminato a fianco.
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Un monzese in Toscana (in B&B) PDF Stampa E-mail
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Martedì 26 Marzo 2019 06:55
podere la casina 6(Publiredazionale) “Noi lo consideriamo il nostro rifugio lontano dalla città e abbiamo ritenuto che fosse doveroso aprirlo ad altri amanti della pace e della quiete, che solo la campagna può regalare” queste sono le motivazioni che hanno spinto Alberto Vannucci, monzese di 45 anni, e sua moglie Lorena Sampietro ad avviare un’attività di accoglienza nel loro podere in Toscana, a Monsummano Terme.
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.