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Negozi ed artigiani aperti ad agostoa Monza

Sono disponibili i calendari con le aperture dei negozi e degli artigiani nel mese di agosto, ...

Una nuova Questura entro l'anno prossimo

E’ una notizia che qui a Monza attendevamo da nove anni:e finalmente le parole del capo della Polizi...

Cantieri aperti a Monza ecco le mappe

Quella del 2018 è un’estate di cantieri e di lavori sulla rete stradale cittadina, che conta circa 2...

Vendite a domicilio in aumento

Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Risultati migliori rispetto al commercio tradizionale, ...

Nuovo aumento dei prezzi dell'energia?

La Francia blocca ancora reattori: Italia, possibile nuovo aumento dei prezzi dell'energiaPucci: "Pr...

  • Negozi ed artigiani aperti ad agostoa Monza

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Una nuova Questura entro l'anno prossimo

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Cultura & Tempo Libero
Teatro alla Scala: Nabucco PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Febbraio 2018 15:22
(Vittoria Lìcari) Inizia la sinfonia di Nabucco, e si ha l’impressione di una grande lentezza. Che succede? Non si era mai sentito un simile stacco di tempo, o, almeno, non ci ricordavamo di averlo mai ascoltato: è davvero spiazzante. Sul podio Nello Santi procede con gesto sicuro, obbligandoci ad avere pazienza. E ben presto la nostra pazienza verrà ricompensata, perché ascolteremo una esecuzione di questo brano celeberrimo che ce ne farà apprezzare l’insieme e i particolari in un modo che, paradossalmente, ci sembrerà nuovissimo.
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Teatro alla Scala. Der Freischütz PDF Stampa E-mail
Sabato 17 Febbraio 2018 19:48
180217 Der Freischuetz(Vittoria Lìcari) Introducendo la recensione all’allestimento del Freischütz di Carl Maria von Weber rappresentato alla Scala nello scorcio autunnale della stagione 2016/2017 è assolutamente doveroso citare, prima di tutto e di tutti, Myung-Whun Chung, la cui direzione è stata veramente grandissima.
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Giselle PDF Stampa E-mail
Sabato 23 Dicembre 2017 15:51
171223 giselle ballettoL’appuntamento è fissato per il 7 Gennaio 2018 alle ore 21.00 presso il Teatro Manzoni di Monza. In scena l’incanto delle coreografie e dei costumi di uno dei corpi di ballo più famosi al mondo.
Balletto romantico per eccellenza, nasce dalla fantasia del grande scrittore ThéophileGautier, affascinato dalla leggenda delle Willi, personaggi della tradizione popolare tedesca. Le Willi sono spiriti di giovani donne in abito nuziale decorate, morte per amore prima del matrimonio, che vagano nei boschi al calare delle tenebre in cerca di vendetta sugli uomini da cui sono state tradite, costringendoli al ballo fino alla morte stessa.
 
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Teatro alla Scala: Tamerlano PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Dicembre 2017 07:03

(Vittoria Lìcari ) Dopo Il trionfo del tempo e del disinganno, rappresentato lo scorso anno, la collaborazione fra la Scala e Diego Fasolis prosegue, sempre nel nome di Georg Friedrich Händel, con Tamerlano, uno dei capolavori operistici del “caro Sassone”, com’era soprannominato in Italia il compositore, originario appunto di Halle, città della Bassa Sassonia.

 

171218 TAMERLANOAncora una volta, i membri dell’orchestra scaligera interessati ad approfondire il repertorio barocco su strumenti storici e l’orchestra della radiotelevisione svizzera I Barocchisti si sono riuniti sotto la direzione di Fasolis per affrontare questa imponente opera, rappresentata per la prima volta a Londra (King’s Theatre di Haymarket) il 31 ottobre 1724. L’esecuzione si è basata sul confronto fra la versione originale e quella del 1731 che, come spiega lo stesso Fasolis, «[…] non segue l’originale del 1724, ma si piega alle esigenze dei cantanti e della scena. Ciò che potrebbe sembrare abuso è vero rispetto di prassi storica ed è impressionante vedere sugli originali dell’epoca quale lavoro di “taglia e cuci” ci sia in queste opere: pagine strappate o ripiegate, incollature, ripensamenti, sostituzioni, cambi di registro vocale al cambio degli interpreti, rimaneggiamento dei testi, spesso in fretta e furia per eliminare similitudini con compositori concorrenti o per piegarsi al gusto del momento. Tutto specialmente a servizio di uno spettacolo che vede negli Attori (così indicati nell’originale) i protagonisti assoluti con tutti gli altri al loro servizio.»

 

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L' Editoriale

Il Peso di una Valigia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Passano uomini e donne senza nome né volto. Hanno avuto solamente il permesso di recuperare qualche cosa di personale dalle loro case che probabilmente saranno abbattute. Una vita passata fra quattro mura forse anche comprate con sacrificio, in una zona dove notte e giorno senti il fragore delle auto e dei camion che sembra ti passino in soggiorno. Quattro mura neanche tanto sicure come un tetto sulla testa che adesso non hanno più. Ognuno trascina una valigia piena di “loro”. Difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare.

Grazie a Dio, io non sono fra quelle persone, la mia casa sarà ancora là quando tornerò ma mi sono domandata cosa avrei stipato nella mia valigia se fosse capitato a me. Non è stato semplice; ma poi ho compreso: solamente ciò che è stata la mia esistenza, il mio passato. Avrei preso tutti gli album di foto della mia famiglia, un pugno di “preziosi” che ricordano eventi felici, i miei libri del liceo, la trilogia di Dante del Sapegno, quelli con la copertina verde di storia dell’arte dell’Argan, quelli di Italiano del Pazzaglia, la mia vita, la mia conoscenza, le mie origini, ciò che sono. Scriveva Robert M. Edsel in Monumnets Men: “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano.”

E se quel maledetto ponte che conosco molto bene, su cui sono transitata tante volte da bambina, fosse stato sotto il mio controllo, sarei lì a scavare a mani nude, almeno per ridare i corpi di chi non c’è più a familiari che piangono un loro disperso.

 

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

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(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?