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Cultura & Tempo Libero
Teatro alla Scala. Der Freischütz PDF Stampa E-mail
Sabato 17 Febbraio 2018 19:48
180217 Der Freischuetz(Vittoria Lìcari) Introducendo la recensione all’allestimento del Freischütz di Carl Maria von Weber rappresentato alla Scala nello scorcio autunnale della stagione 2016/2017 è assolutamente doveroso citare, prima di tutto e di tutti, Myung-Whun Chung, la cui direzione è stata veramente grandissima.
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Giselle PDF Stampa E-mail
Sabato 23 Dicembre 2017 15:51
171223 giselle ballettoL’appuntamento è fissato per il 7 Gennaio 2018 alle ore 21.00 presso il Teatro Manzoni di Monza. In scena l’incanto delle coreografie e dei costumi di uno dei corpi di ballo più famosi al mondo.
Balletto romantico per eccellenza, nasce dalla fantasia del grande scrittore ThéophileGautier, affascinato dalla leggenda delle Willi, personaggi della tradizione popolare tedesca. Le Willi sono spiriti di giovani donne in abito nuziale decorate, morte per amore prima del matrimonio, che vagano nei boschi al calare delle tenebre in cerca di vendetta sugli uomini da cui sono state tradite, costringendoli al ballo fino alla morte stessa.
 
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Teatro alla Scala: Tamerlano PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Dicembre 2017 07:03

(Vittoria Lìcari ) Dopo Il trionfo del tempo e del disinganno, rappresentato lo scorso anno, la collaborazione fra la Scala e Diego Fasolis prosegue, sempre nel nome di Georg Friedrich Händel, con Tamerlano, uno dei capolavori operistici del “caro Sassone”, com’era soprannominato in Italia il compositore, originario appunto di Halle, città della Bassa Sassonia.

 

171218 TAMERLANOAncora una volta, i membri dell’orchestra scaligera interessati ad approfondire il repertorio barocco su strumenti storici e l’orchestra della radiotelevisione svizzera I Barocchisti si sono riuniti sotto la direzione di Fasolis per affrontare questa imponente opera, rappresentata per la prima volta a Londra (King’s Theatre di Haymarket) il 31 ottobre 1724. L’esecuzione si è basata sul confronto fra la versione originale e quella del 1731 che, come spiega lo stesso Fasolis, «[…] non segue l’originale del 1724, ma si piega alle esigenze dei cantanti e della scena. Ciò che potrebbe sembrare abuso è vero rispetto di prassi storica ed è impressionante vedere sugli originali dell’epoca quale lavoro di “taglia e cuci” ci sia in queste opere: pagine strappate o ripiegate, incollature, ripensamenti, sostituzioni, cambi di registro vocale al cambio degli interpreti, rimaneggiamento dei testi, spesso in fretta e furia per eliminare similitudini con compositori concorrenti o per piegarsi al gusto del momento. Tutto specialmente a servizio di uno spettacolo che vede negli Attori (così indicati nell’originale) i protagonisti assoluti con tutti gli altri al loro servizio.»

 

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Teatro alla Scala: Hänsel und Gretel PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Dicembre 2017 06:54
(Vittoria Lìcari) L’autunno alla Scala è iniziato con Hänsel und Gretel di Engelbert Humperdinck (1854 – 1921), compositore tedesco che deve la propria notorietà proprio a quest’opera, rappresentata per la prima volta, con grandissimo successo, al Teatro di Corte di Weimar, il 23 dicembre 1893 sotto la direzione di Richard Strauss.
Si tratta di un “Märchenspiel” (“commedia fiabesca”), appartenente al più ampio filone della “Märchenoper” (“opera fiabesca”), genere molto popolare in ambito tedesco negli anni Settanta dell’Ottocento come contraltare, più semplice, alla estrema complessità del dramma wagneriano.
 
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L' Editoriale

Nomen Omen - Sanremo 2019

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».
 

Siamo sicuri che la Supercoppa Juventus -Milan sia progresso?

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso).Jean-Jacques Rousseau, nel suo Discorso sulle scienze e sulle arti (1750), denunciava il carattere illusorio e mendace della civilizzazione. Dal suo punto di vista, l’unica qualità che poteva distingue i popoli più evoluti era l’abilità nell’occultare, che significava evitare la brutalità dei rapporti sociali. “La raffinatezza, scriveva, è un velo steso sopra la barbarie”. Il Discorso sulle scienze e sulle arti è un capolavoro di retorica. Si apre con un panegirico del progresso umano che riprende e porta all'apice i valori illuministi: l’eroica vittoria su ciò che è brutale, l’uscita dell’umanità dalle tenebre, lo slancio prometeico verso una conoscenza che abbracciava sia il mondo fisico, sia il progresso tecnologico sia il mondo morale.

Il mito del progresso sull’emancipazione delle donne a Gedda viene svuotato dietro la gloriosa apparenza tecnologica del settore per le donne, nelle piccole giocatrici che scendono in campo con i più grandi calciatori del mondo. La Supercoppa diventa perciò un potente effetto retorico, si compie in una società dove la cultura ammanta l’oppressione politica e dove le convenzioni impongono l’ipocrisia, rendendo impossibile ogni comunicazione autentica.

Eppure lo spirito ha anche i suoi bisogni al pari o forse superiori a quelli del corpo. Questi sono il fondamento della società, l’ornamento primario di un vero progresso. Mentre il governo e le leggi provvedono alla sicurezza e al benessere delle persone.

“La ricchezza dell’adornamento può rivelare un uomo opulento e la sua eleganza un uomo di gusto; ma l’uomo sano e robusto si riconosce da altri segni: sotto l’abito rustico d’un agricoltore, non sotto la doratura di un cortigiano si troverà la forza e il vigore del corpo. L’adornamento non è meno estraneo alla virtù, la quale è la forza e il vigore dell’anima. L’uomo dabbene è un atleta, che si compiace di lottar nudo; egli disprezza tutti quei vili ornamenti che impaccerebbero l’uso delle sue forze, e che per la maggior parte non son stati inventati che per nascondere qualche deformità.”

Fino a quando i giornali scriveranno …”che allo stadio sono attesi 62mila tifosi ed anche 15mila donne … e non …”sono attesi 77mila spettatori, continueranno ad edulcorare un primario ordinamento di progresso.