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Cultura & Tempo Libero
Gille Villeneuve:il mito che non muore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Agosto 2018 07:32
 
"Vilgillesleneuve, con il suo temperamento, conquistò subito le folle e ben presto diventò… Gilles! Sì, c’è chi lo ha definito aviatore e chi lo valutava svitato, ma con la sua generosità, con il suo ardimento, con la capacità “distruttiva” che aveva nel pilotare le macchine, macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. È stato campione di combattività e ha regalato tanta notorietà alla Ferrari. Io gli volevo bene.  Enzo Ferrari

Dal 11 agosto al 23 settembre 2018, arriva all’Arengario di Monza la mostra “Gilles Villeneuve. Il mito che non muore” per ripercorrere la storia umana e sportiva di uno dei piloti più amati dal pubblico attraverso l’esposizione di oltre 150 fotografie di Ercole Colombo, corredati dai testi di Giorgio Terruzzi, che accompagnano il visitatore lungo l’emozionante vicenda biografica di Villeneuve.

La mostra. Negli spazi dell’Arengario, in Piazza Roma, saranno in mostra le immagini più significative di una carriera folgorante, una lunga successione di sorpassi, azzardi e sbandate, che contribuirono a far nascere tra i tifosi ferraristi quella “Febbre Villeneuve” che mai li abbandonerà.

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FAI al via in Brianza dal 15 al 30 settembre PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Agosto 2018 08:04
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Ville Aperte in Brianza, la manifestazione ideata dalla Provincia di Monza, grazie alla quale saranno aperte al pubbliche le più belle tenute del territorio dal 15 al 30 settembre. Il programma prevede l’apertura di oltre 150 siti pubblici e privati, tra ville, palazzi, parchi e giardini, chiese e musei nel territorio delle cosiddette “Brianze”, comprendente territori monzesi, comaschi e lecchesi, unitamente a quelli del nord di Milano e per la prima volta della provincia di Varese. Le “Ville di delizia”, così come si chiamavano una volta, rappresentano una quota importante del patrimonio culturale e architettonico del territorio.
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Monza - Resegone 2018 PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Giugno 2018 16:02
È stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi Monza la nuova edizione della Monza Resegone: è giunta alla 58° edizione la storica manifestazione podistica della Brianza che ogni anno raduna un numero sempre crescente di sportivi, appassionati e curiosi.
“Appartiene alla tradizione più autentica della nostra terra la Monza – Resegone, una competizione che - passo dopo passo - ha saputo fare breccia nel cuore di tutti, sportivi e non. Si dice che solo gli atleti più eroici abbiano le carte in regola per affrontare il percorso durissimo che dal centro della nostra città porta fin lassù, a quota 1.173 metri - ha esordito in conferenza il Sindaco di Monza Dario Allevi - Questa iniziativa non è solo un trofeo per i runners, ma è simbolo stesso della tradizione della corsa podistica cui molte altre manifestazioni locali s’ispirano. A dare valore a tutto ciò è il fatto che siamo qui, oggi, a presentare l’edizione numero 58” - ha poi concluso.
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Ricordo di Giuseppe Chichi, bibliotecario della “Capitolare” di San Giovanni Battista PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Giugno 2018 10:52
https://webmail.host.it/?_task=mail&_action=get&_mbox=INBOX&_uid=117344&_part=3&_extwin=1&_mimewarning=1&_embed=1(Paolo Paleari) Lo scorso 1 giugno 2018, in Duomo, parrocchia in cui risiedeva, ha ricevuto l’ultimo saluto il maestro Giuseppe Chichi, per lunghi anni studioso, “custode”, “bibliotecario ad honorem” e guida alla Biblioteca Capitolare della Basilica di San Giovanni Battista.
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».