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Giovannini 2019

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La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

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Spettacolo pirotecnico della Festa di San Giovanni: Lunedì 24 giugno dalle ore 22.00

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SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Giovannini 2019

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Cultura & Tempo Libero
Apertura prevendita Concerto di San Silvestro al LAC PDF Stampa E-mail
Giovedì 25 Ottobre 2018 06:36
Apertura prevendita Concerto di San Silvestro al LAC
La prevendita dei biglietti per l’attesissimo Concerto di San Silvestro (lunedì 31 dicembre 2018 ore 18.30, Sala Teatro LAC), che vede protagonisti d’eccezione la pianista Martha Argerich e il direttore d’orchestra Charles Dutoit, inizierà martedì 16 ottobre 2018 su www.luganolac.ch e presso la biglietteria del LAC.
L’occasione del concerto è un modo per manifestare l’affetto e l’alta stima di Lugano e di tutti gli appassionati per Martha Argerich e per il celebre direttore d’orchestra vodese, che per l’occasione eseguiranno un loro cavallo di battaglia: il Primo concerto per pianoforte di Franz Liszt, dopo la fiabesca suite del balletto di Maurice Ravel, Ma Mère l’Oye. Nella parte conclusiva del concerto, a seguire la brillante ouverture romantica per le Lustige Weiber von Windsor di Otto Nicolai, sono previsti tre gioielli di Johann Strauss figlio (il valzer Frühlingsstimmen, la polka Tritsch-Trasch e la polca veloce Unter Donner und Blitz). A conclusione del concerto, seguirà un brindisi augurale per il nuovo anno offerto dal LAC alla presenza degli artisti e dell’Orchestra della Svizzera italiana.
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"Chapeau! L'industria del Cappello tra ’800 e ‘900" PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Ottobre 2018 07:36
cappDal 19 Ottobre 2018 al 6 Gennaio 2019 ai Musei Civici di Monza inVia Teodolinda, 4.

Un’intera mostra dedicata all’industria del cappello. Attraverso l’esposizione di numerosi documenti, oggetti e macchine sara possibile seguire l’evoluzione storica della fabbricazione dei cappelli in Monza. Un’attività che ha agito nel tessuto sociale e produttivo cittadino, in consonanza con il costume e la moda, lasciando profonde trasformazioni urbanistiche. I vecchi stabilimenti dove lavoravano migliaia di uomini e donne sono adesso diventati piazze, giardini, abitazioni o restano luoghi di archeologia industriale, custodi di una non lontana eppure scomparsa civiltà.

Ingresso libero venerdì 19 alle ore 18 in occasione dell’inaugurazione fino ad esaurimento posti.

La mostra sarà aperta al pubblico da sabato 20/10/2018 a domenica 6/1/2019 nei giorni e orari di apertura del museo.

 
Immaginabili Risorse 2018: Tikitaka – Equiliberi di essere PDF Stampa E-mail
Mercoledì 17 Ottobre 2018 05:50
Tutto pronto per la terza edizione di Immaginabili Risorse alla quale TikiTaka – Equiliberi di essere prenderà parte in veste di protagonista e con un evento conclusivo organizzato a Monza
 
Parteciperà anche TikiTaka – Equiliberi di essere al convegno nazionale “Immaginabili Risorse”. Giunta alla sua terza edizione, la tre giorni sarà un’occasione di dialogo e confronto sulle pratiche e tesi attorno al valore sociale della disabilità. Lo staff di TikiTaka – Equiliberi di essere prenderà parte all’importante convegno non solo per riflettere sul mondo della disabilità, ma in veste di protagonista: il progetto relativo all’Ambito di Desio e di Monza verrà infatti presentato all’intera platea, quale esperienza emblematica attraverso la quale dare ufficialmente avvio alla due giorni di lavori.
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Premio Angelo d'Oro Lissone 2018 PDF Stampa E-mail
Venerdì 12 Ottobre 2018 10:30
Il Comune di AngldrLissone, ritenendo di promuovere il miglioramento sociale e morale della comunità valorizzando l'attenzione per la partecipazione e la cura del bene comune,  riconosce tra i suoi doveri il compito di indicare alla pubblica stima l'attività di tutti coloro che abbiano in qualsiasi modo dato lustro alla Città, accrescendone il prestigio ed operando con disinteressata dedizione. Pertanto, con una delibera votata all'unanimità in Consiglio Comunale, l'Amministrazione  ha istituito la Civica Benemerenza denominata "PREMIO ANGELO D'ORO".  Il riconoscimento, che può essere concesso anche alla memoria, consiste in una medaglia d'oro e in un attestato di benemerenza.Le Civiche Benemerenze, che verranno assegnate in relazione alle seguenti tipologie, non dovranno superare il numero complessivo di 3 per ciascun anno con un massimo di 2 per la medesima categoria
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L' Editoriale

Guida semiseria alla sobrietà ... piccole avvertenze per il maschio italico

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura G. D'Orso).… premetto che per l’argomento trattato “nessun essere di razza umana maschile” è stato da me maltrattato durante la stesura di questa piccola guida!

Tutte le città italiane hanno due facce, una sonnacchiosa, chiusa, fredda e ventosamente pigra in inverno e l’altra chiassosa, schiamazzante e vivacemente affollata da giugno in poi, soprattutto quando si aggiunge la chiusura delle scuole. Chi ci vive e lavora, da un po’ di anni deve farci i conti. Lo sa e ... aspetta smarrito. Arriva giugno e … la città non è più la sua.

Se in inverno, sotto la pioggia o fra la nebbia gelida, chiunque si imbattesse in un altro suo simile, risulterebbe in grado di ricostruire l’albero genealogico fino a quattro generazioni (e ci includo la cassiera dell’Unes vicino all’ufficio), ecco che da giugno in poi, tutto ciò che esiste di umanamente calpestabile, prati, aiuole e monumenti compresi, sono presi d’assalto da orde di persone di cui non hai mai visto neppure lontanamente il viso.

Sono turisti? Viaggiatori? Ospiti? Stranieri? Magari sono anche solamente gli autoctoni locali che si sono “vestiti” da vacanzieri”.

I residenti, lavoratori inclusi, tradendo una leggera insofferenza procedono la loro faticosa esistenza cercando di sopravvivere! Eppure creare una guida “fashion” proprio per coloro che una volta all’anno si liberano dal giogo delle nebbie padane e si godono il periodo di sole, potrebbe essere utile per il quieto vivere.

E’ inutile sottolineare che Anna Wintor fondatrice e redattrice di Vogue, tratterebbe a stento un’espressione vagamente sgomenta nel vedere un qualsiasi uomo che si rechi al lavoro in versione “brianzolo-in-vacanza-a-Rimini” e non me ne vogliano né i brianzoli né i riminesi! Se il mondo fosse un posto giusto, ma l’ho già appurato da anni che non lo è, non dovreste più indossare in città quell’abbigliamento vagamente  mix tra Ibiza e Rio de Janeiro durante il carnevale.

E qui iniziamo con la prima e forse più importante regola aurea: nudo si gira a casa propria (vale sia per i ragazzi che per le ragazze). Indecenza a parte, ogni essere umano ha sempre un amico “maitre d’élégance” che partorisce la stessa frase da anni: “vestiti leggero tanto nelle città afose non se ne accorge nessuno, pure se giri nudo!”. Perciò la conseguenza è che “il passeggio buono” di una volta, lo “struscio” degli anni ’60, il quadrilatero della moda, si trasforma così per molti nell’autostrada A14, quella che, per intenderci, porta da Bologna al Gargano transitando verso lidi assolati e caoticamente festaioli.

Sembrerebbe scontato ma non lo è. Da giugno a settembre infatti in città ormai è quasi abitudine imbattersi in persone che entrano nei negozi e nei supermercati vestiti nello stesso identico modo in cui andrebbero vestiti in spiaggia. (salvo poi tonsilliti causa aria condizionata “sparata a palla” ovunque ci sia un posto chiuso).

Sarebbe ottimale che, oltre al senso del decoro, si potesse indossare anche quello della misura.

Camicie di lino, abiti destrutturati, chemisier di cotone, avete solo l’imbarazzo della scelta, l’importante è che almeno un po’ siate coperti.

Altro tasto veramente dolente: la canottiera. Cito testualmente dall’Enciclopedia Treccani: “canottiera: indumento intimo senza maniche, di filo di cotone o lana, simile a quelle del canottaggio da indossare sotto l’abbigliamento”. RIPETO, SOTTO.

Qualunque altro utilizzo è inspiegabile. Eppure all’arrivo dei 28  gradi, è tutto un proliferare di canottiere aderenti e scolorite. Comprendo bene la necessità di stare comodi o freschi, ma per quello c’è il letto di casa, o il divano magari similpelle che appiccica! Quelle “canotte” spesso schiacciate su addomi prominenti, muscolosi o tatuati che lasciando intravedere tutto il “sotto-avambraccio”, andrebbero ritirate al mittente.

Vi assicuro che una camicia bianca di cotone fa mille volte di più la sua bella figura e, se proprio volete affascinare il gentil sesso, e vi “selfate” in continuazione o vi postate in versione estiva su Instagram, una camicia di lino è sempre molto attuale! (non sbottonata per tre quarti, per favore).

Parliamo adesso di borse e marsupi, sì perché gli stilisti già da tempo hanno sdoganato la borsa per il maschio. Ma che ci mettete dentro?! Un uomo riesce con abile capacità di sintesi a riempire un portafoglio e basta! Le borse lasciamole alle donne e i marsupi ai marsupiali, mica siete dei canguri o degli opossum! Neanche Gucci ce l’ha fatta a convincermi che il marsupio sia un accessorio chic e costosissimo (on line il negozio te lo regala solamente a 890 euro, un affarone!)  Chi siete voi per insistere su questa strada? Se proprio volete portavi dietro qualcosa di più ingombrante come telefono, i-pad o chiavi del maniero di proprietà, uno zainetto discreto e maschile sarà sufficiente.

Ma cosa può esserci peggio del marsupio cittadino in un caldo pomeriggio assolato milanese? La ciabattina di gomma. Essa oramai vive di luce propria; si è insinuata nelle moltitudini di piedi piatti che brulicano e strascicano per la città, silenziose ed invisibili come i pokemon. Un tempo usate nelle docce delle palestre o in spiaggia, la ciabatta ha raggiunto la vetta della popolarità quando l’ha indossata per la prima volta Gisele Bundchen, top model brasiliana. Vorrei sottolineare TOP MODEL,  se voi non siete come lei (1,80 di altezza per 86-61-86) e non sono i numero del Lotto ma le sue misure o, come il suo sexy marito Tom Brady, beh in città lasciatele a casa per la doccia.

Anche i bermuda, se non avete più dieci anni, in città evitateli. Lo so che anche loro sono stati rivisitati dagli stilisti con giacca e camicia ma non danno un’immagine professionale. Pensate se in ospedale o in tribunale il medico che vi visita o il magistrato che vi giudica si presentassero così vestiti, credo perderebbero di credibilità.  Se proprio però non potete fare a meno del pantaloncino corto, che sia due dita sotto il ginocchio. (né hot pant, né pinocchietto). Il galateo per non sbagliare suggerisce “un pantalone lungo e morbido in un tessuto estivo per eccellenza come il lino”. Vi farà fare sempre un figurone.

E se dopo aver letto tutto ciò aprite l’armadio sconsolati, non preoccupatevi non c’è mai un limite a questa pazza moda estiva, sempre che la Ferragni e Fedez siano d’accordo!

 

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.