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Monza - dal 27 ottobre MonzaMontagna 2018

“MonzaMontagna” cresce anno dopo anno e per la quattordicesima edizione, partita lo scorso 7 ottobre...

  • 100 scatti di Robert Capa a Monza

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  • Chiesa di San Biagio - 50°anniversario della Consacrazione

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  • L’omaggio di Monza al grande Rossini

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Limitazioni e misure anti inquinamneto

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Cultura & Tempo Libero
Gille Villeneuve:il mito che non muore PDF Stampa E-mail
Mercoledì 08 Agosto 2018 07:32
 
"Vilgillesleneuve, con il suo temperamento, conquistò subito le folle e ben presto diventò… Gilles! Sì, c’è chi lo ha definito aviatore e chi lo valutava svitato, ma con la sua generosità, con il suo ardimento, con la capacità “distruttiva” che aveva nel pilotare le macchine, macinando semiassi, cambi di velocità, frizioni, freni, ci insegnava cosa bisognava fare perché un pilota potesse difendersi in un momento imprevedibile, in uno stato di necessità. È stato campione di combattività e ha regalato tanta notorietà alla Ferrari. Io gli volevo bene.  Enzo Ferrari

Dal 11 agosto al 23 settembre 2018, arriva all’Arengario di Monza la mostra “Gilles Villeneuve. Il mito che non muore” per ripercorrere la storia umana e sportiva di uno dei piloti più amati dal pubblico attraverso l’esposizione di oltre 150 fotografie di Ercole Colombo, corredati dai testi di Giorgio Terruzzi, che accompagnano il visitatore lungo l’emozionante vicenda biografica di Villeneuve.

La mostra. Negli spazi dell’Arengario, in Piazza Roma, saranno in mostra le immagini più significative di una carriera folgorante, una lunga successione di sorpassi, azzardi e sbandate, che contribuirono a far nascere tra i tifosi ferraristi quella “Febbre Villeneuve” che mai li abbandonerà.

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FAI al via in Brianza dal 15 al 30 settembre PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Agosto 2018 08:04
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Ville Aperte in Brianza, la manifestazione ideata dalla Provincia di Monza, grazie alla quale saranno aperte al pubbliche le più belle tenute del territorio dal 15 al 30 settembre. Il programma prevede l’apertura di oltre 150 siti pubblici e privati, tra ville, palazzi, parchi e giardini, chiese e musei nel territorio delle cosiddette “Brianze”, comprendente territori monzesi, comaschi e lecchesi, unitamente a quelli del nord di Milano e per la prima volta della provincia di Varese. Le “Ville di delizia”, così come si chiamavano una volta, rappresentano una quota importante del patrimonio culturale e architettonico del territorio.
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Monza - Resegone 2018 PDF Stampa E-mail
Venerdì 15 Giugno 2018 16:02
È stata presentata ufficialmente nei giorni scorsi Monza la nuova edizione della Monza Resegone: è giunta alla 58° edizione la storica manifestazione podistica della Brianza che ogni anno raduna un numero sempre crescente di sportivi, appassionati e curiosi.
“Appartiene alla tradizione più autentica della nostra terra la Monza – Resegone, una competizione che - passo dopo passo - ha saputo fare breccia nel cuore di tutti, sportivi e non. Si dice che solo gli atleti più eroici abbiano le carte in regola per affrontare il percorso durissimo che dal centro della nostra città porta fin lassù, a quota 1.173 metri - ha esordito in conferenza il Sindaco di Monza Dario Allevi - Questa iniziativa non è solo un trofeo per i runners, ma è simbolo stesso della tradizione della corsa podistica cui molte altre manifestazioni locali s’ispirano. A dare valore a tutto ciò è il fatto che siamo qui, oggi, a presentare l’edizione numero 58” - ha poi concluso.
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Ricordo di Giuseppe Chichi, bibliotecario della “Capitolare” di San Giovanni Battista PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Giugno 2018 10:52
https://webmail.host.it/?_task=mail&_action=get&_mbox=INBOX&_uid=117344&_part=3&_extwin=1&_mimewarning=1&_embed=1(Paolo Paleari) Lo scorso 1 giugno 2018, in Duomo, parrocchia in cui risiedeva, ha ricevuto l’ultimo saluto il maestro Giuseppe Chichi, per lunghi anni studioso, “custode”, “bibliotecario ad honorem” e guida alla Biblioteca Capitolare della Basilica di San Giovanni Battista.
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.