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MONZA: CERTIFICATI ANAGRAFICI IN TABACCHERIA

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RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre

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IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

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Cultura & Tempo Libero
Dantedì - Musei Civici e Biblioteche cittadine da giovedì 25 marzo PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Marzo 2021 10:33

danteDantedì - Musei Civici e Biblioteche cittadine

Anche Monza si prepara a festeggiare il «Dantedì»: giovedì 25 marzo, la data che gli studiosi riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia.

In questa occasione la città inaugura le celebrazioni della figura di Dante Alighieri, quest’anno reso ancora più importante dalla ricorrenza del 700° anniversario della morte del celebre poeta.

A partire da giovedì 25 marzo quindi, per quattro giovedì consecutivi, sul canale Facebook dei Musei Civici, si potrà fruire di immagini, suoni, suggestioni e forme d’arte, tutte accomunate dalla figura di Dante Alighieri e da tutto ciò che trasversalmente si può ricondurre alla sua poetica.

Il programma:

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Seveso: V Concorso di Chitarra "Gaetano Marziali" PDF Stampa E-mail
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Giovedì 04 Marzo 2021 12:19
Si è chiuso con la fine di febbraio, e con uno straordinario numero di partecipanti, il Concorso internazionale di chitarra classica "Gaetano Marziali" di Seveso.
La crisi del mondo musicale, causata dalla pandemia di Covid, non accenna a risolversi e, mentre teatri e sale da concerto si dividono fra streaming e pause forzate, sono pochi i luoghi in cui si può continuare a fare cultura.
 
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MonzaOggi e Social Media Booster PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Marzo 2021 12:12
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Villa Contemporanea: Esercizi di Purezza, mostra collettiva PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Febbraio 2021 20:03
Villa Contemporanea è lieta di presentare la collettiva Esercizi di purezza, con le opere di Elisa Cella, Alberto Gianfreda, Camilla Marinoni, Max Marra e Eva Reguzzoni.
Sono esposte opere differenti tra loro ma accomunate, oltre che dal colore, da una similitudine nell’approccio del fare artistico. Domina il bianco che simbolicamente diventa il punto di partenza di una rinascita interiore, della ricerca di una “purezza” che si esterna attraverso media diversi: la carta (Camilla Marinoni, Eva Reguzzoni), la tela (Elisa Cella, Max Marra) e la scultura (Alberto Gianfreda). Il bianco si fa amplificatore di sentimenti profondi, nel suo candore cela turbamenti ma anche nuove possibilità espressive.
 
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L' Editoriale

LE DONNE & GLI UOMINI E DIO

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso) - Dopo che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso, ebbero figli, e figli dei loro figli. Riuniti a tavola una sera, sorse fra loro una discussione. L’avvio lo diede Calmana, che aveva scelto di fare la direttrice d’orchestra, ma che voleva farsi chiamare “direttore”. S’aprirono le cateratte del cielo, coi pareri più discordanti. Deborah redarguì la sorella tirando in ballo la dignità della Donna.
A quel punto, Caino, acquisita coscienza di sé, chiese che la di lui testa non fosse più chiamata al femminile, essendo egli maschio. Abele gli fece osservare che “testo” significava già altro, e che v’era rischio di confusione. Ma Caino, che la giurò proprio quella sera ad Abele, ribatté che allora avrebbe abolito il femminile per la milza, la lingua, la gola. Awan sorrise soddisfatta, e cominciò a contare quante cose di sé avrebbe appellato diversamente: fegato, cuore, rene, polmone. La gamba era già al suo posto, ma osservò che il braccio, l’orecchio e il ginocchio erano transgender, poiché al singolare suonavano maschi, mentre al plurale femmine. Le costole, invece, erano coerentemente femmine sempre e comunque, la qual cosa faceva arrabbiare assai Adamo, andato in crisi di identità sessuale e che ricorse ad uno psicologo, perché non capiva come potesse avere dentro di sé il pezzo fondante di Eva, lui che era maschio. Il piccolo Enos, allora, anima candida, si guardò attorno, e chiese come mai gli alberi avessero pressoché tutti nomi maschili.
La madre Azura gli fece presente che alle volte, da un albero maschio, nascevano frutti femmine: le mele, le pere, le banane, e che comunque parecchi fiori erano femmine, mentre altri maschi, eppur tutti graziosi. Deborah andò allora su tutte le furie, lamentando che il frutto del fico fosse invece rimasto aggrappato alla “Y”, e urlò: “Cielo e mare, perché devono essere maschi?”. ”Beh, se è per questo, perché la terra, le stelle e la luna sono femmine?”, rispose serafico Abele, che a quel punto decretò la sua condanna a morte, giacché Caino avrebbe preferito terro, stelli e luno. Insomma, ne venne fuori un putiferio che mancò solo di anticipare la Torre di Babele: mischiando maschi e femmine, a un certo punto, non si capì più nulla.
Fu a quel punto che spuntò il buon Dio, il quale disse: “Se v’ho fatto maschi e femmine, uomini e donne, avrò avuto le mie buone ragioni. Credo, fra l’altro, che in questo momento abbiate problemi un poco più seri di cui occuparvi. Chiamatevi pure come accidenti volete: l’importante è che non vi manchiate mai di rispetto, mai. Gli uni con gli altri!”.
P.S.: Ma chi l’ha detto che il Covid-19 è maschio? Ecco, apriamo una bella discussione sul fatto che “virus” è ingiusto, perché dovrebbe chiamarsi “vira” (è latino). Rimane il problema che “vira”, in italiano, è un verbo (1^ coniugazione, 3^ persona singolare del presente indicativo, o anche 2^ persona singolare dell’imperativo), o no? Va beh: inutile insistere. Non se ne esce. Forza allora a tutte le Donne. A quelle che sanno chi sono senza necessità di etichette e sostantivi concordanti oltre ogni ragionevolezza, e anche a quelle che di etichette e sostantivi hanno bisogno.