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Teamservicecar HRC Monza - H. Thiene 4-2 (3-0) PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 24 Ottobre 2018 13:35
Teamservicecar: Zampoli, Zucchetti, Martinez (C), Franci, Olle' - Nadini, Galimberti, Lazzarotto, Schena, Uboldi - All. Colamaria Thiene: Pertegato, Sperotto (C), Piroli, Casarotto, Ardit - Sola Torres, Brendolin, Dalle Carbonare, Luotti, Dalla Vecchia - All. Casarotto Marcatori: 1t: 5'12" Zucchetti (M), 10'26" Ollè (M), 19'58" Nadini (M) - 2t: 2'51" Brendolin (T), 12'01" Nadini (M), 14'54" Brendolin (T), 23'48" Franci (M), Arbitri: Enrico Uggeri di Lodi, Mauro Giangregorio di Giovinazzo (BA) Prima vittoria stagionale per i ragazzi di Tommaso Colamaria, che battono l' Hockey Thiene 4-2. Primo tempo dominato, con una pressione e un'intensità costanti da parte dei biancorossoblu, chiuso avanti 3-0. Nella ripresa la stanchezza per il viaggio di Lisbona si fa sentire e il Thiene rientra grazie al solito Brendolin, ma Zampoli nel finale chiude ogni varco. Primo tempo Al 6’ il Monza passa con la rete di Matteo Zucchetti, che festeggia al meglio il suo 21° compleanno. Il biondo difensore è un pericolo costante per Pertegato, impegnato spesso dalle sue bordate, una delle quali si stampa clamorosamente contro la traversa. I brianzoli dominano e sfruttano al meglio l'arma del contropiede, colpendo anche un palo con Ollé, mentre Pertegato viene impegnato costantemente. Il raddoppio porta la firma del catalano, che poco dopo su passaggio di Lazzarotto serve al volo Nadini per il 3-0 di fine primo tempo. Secondo tempo Nella ripresa la musica cambia, la pressione monzese si affievolisce e il Thiene accorcia con Andrea Brendolin. Davide Pertegato e Stefano Zampoli compiono numeri d'alta scuola, mentre Nadini con un rovescio all'incrocio realizza il 4-1. Ancora Brendolin chiude il tabellino, fallendo un tiro diretto nell'ultimo minuto di gioco, fischiato per l'inopinata espulsione di Franci. Il Power play veneto non porta a nulla e il Monza festeggia in attesa in attesa della gara di sabato sera (20.45) in casa del Forte dei Marmi.
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».