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Quanto è il valore ed il peso dell’amore. (Laura Giulia D’Orso) PDF Stampa E-mail
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Giovedì 24 Ottobre 2019 12:49
 
L’affermazione potrebbe sembrare una sinestesia, non si può usare una unità di misura per qualcosa che non risulta reale. Eppure, a ben riflettere, nel nostro agire quotidiano, siamo talmente abituati a controllare il costo delle cose, che siano beni o servizi, che spesso riteniamo che sia appunto quel dato prezzo ad identificarlo e così succede nei sentimenti. Siamo, però, così sicuri che il prezzo identifichi anche il reale valore di ciò che acquistiamo o proviamo? Certo, il prezzo è immediato e semplice da capire, mentre il valore presuppone un’analisi più approfondita.
Nel mondo dell’economia e della finanza le cose non sono tanto diverse: ogni titolo ha il suo prezzo e, se vogliamo comprarlo, dobbiamo sborsare una certa somma di denaro. In economia il prezzo, che è stabilito dal mercato, corrisponde al reale valore dell’azienda? Spesso e volentieri la risposta è no.
Per comprendere meglio il concetto prendiamo ad esempio una società che tutti “conosciamo”, la Ferrari. Guardiamo l’andamento del prezzo del titolo negli ultimi mesi: Il primo ottobre 2018 il prezzo era 119,25 euro. Il 27 dicembre 2018 il prezzo era 84,08 euro. Il primo aprile 2019 il prezzo è 120,80 euro. Una discesa del prezzo del 30% e un incremento di oltre il 40%: questo solo in sei mesi! Impossibile pensare che il valore di “Ferrari” abbia subito le stesse variazioni, In un solo semestre? Non credo proprio… I prezzi oscillano continuamente, anche in modo considerevole, indipendentemente dal valore.
Nonostante questo, molte persone continuano a non avere ben chiara la differenza tra prezzo e valore e pensano che siano la stessa cosa: sbagliato! Il prezzo è sotto gli occhi di tutti, ma il vero valore lo sanno in pochi. Questo processo identificativo è applicabile anche ai sentimenti umani. Le emozioni e i sentimenti determinano la qualità della nostra vita. Sono la misura del nostro benessere, il fulcro di ognuno. Costruiamo le nostre esistenze cercando di avere più emozioni positive e meno emozioni negative. È facile quindi comprendere come queste possano caratterizzare ogni relazione e motivare molte delle nostre azioni.
Questo perché le emozioni e i sentimenti hanno significati sempre differenti, esattamente come il prezzo ed il valore in economia. Uno studio relativo ai sentimenti ed alle emozioni, condotto dall’istituto di ricerca Human Highway, palesa come sentimenti ed emozioni siano, ahimè, sempre profondamente legati ai consumi e conseguentemente agli oggetti della vita quotidiana. Le persone esprimono sentimenti ed emozioni per esempio attraverso lo shopping. Così gli oggetti che acquistiamo o regaliamo perdono la loro primaria funzionalità per assumere il ruolo di alfabeto delle emozioni.
Invece non è così! Se un innamorato regala un mazzo di rose del prezzo di trenta euro, l’innamorata percepisce non il prezzo ma il valore immenso del gesto, dell’azione, del sentimento, dell’amore. Se si invia una lettera compro un foglio, una busta, un francobollo che ha un prezzo, ma il valore ed il peso per chi la riceve è centuplicato. Allora possiamo chiederci. Si può pesare l’amore? Si misura con il metro? Che colore, che forma ha? Domanda stupida ci viene da pensare… perché l’amore non si può misurare, né afferrare o fotografare. Ma se non si misura, non si vede e non si tocca, come si fa a dire che esiste?
Eppure lo diciamo in tutti i modi, con poesie e canzoni, ed è la convinzione più profonda che abbiamo: senza amore non possiamo andare avanti. Senza amore siamo come i sassi sulla luna, immobili da secoli, nel grigiore e senza vita… E’ vero che parlare di amore si rischia di dire cose così scontate da risultare banali, eppure sull’amore ci sono innumerevoli canzoni, libri, poesie, opere d’arte, opere di teatro e cinema ed è sicuramente certo che l’amore ha un peso, un valore, una misura.
 
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L' Editoriale

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra …”

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(Laura Giulia D’Orso)
Historia magistra vitae. Non dovremmo mai dimenticarlo ed invece, senza lungimiranza, dagli errori o dagli avvenimenti passati, sembra si resti estrani e non si impari nulla!
 
29 - 30 settembre 1938, Monaco, Germania. L'oggetto della Conferenza, tenutasi circa l’anno precedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, verteva sulle rivendicazioni tedesche della regione dei Monti Sudeti, posta in territorio cecoslovacco, ma abitata prevalentemente da popolazione di etnia tedesca. L’“Accordo di Monaco” con il quale Francia e Regno Unito cedevano alle richieste della Germania di Hitler, fu siglato dai principali uomini politici dell’epoca, Daladier e Chamberlain.

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