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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 01 Marzo 2017 22:42
(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.
Fu soprattutto lo stabilirsi della Francia in Tunisia che, cancellando le speranze di una pacifica penetrazione italiana in quel paese, spronò l’Italia ad una più energica azione nelle sole zone dell'Africa rimaste ancora fuori della sfera d'influenza delle maggiori potenze.

Nel febbraio del 1885, occupò il porto di Massaua, allontanandone senza alcuno scontro la locale guarnigione egiziana che all'epoca controllava la città. Nei mesi successivi l'Italia occupò tutta la fascia costiera tra Massaua e Assab, conquistò Saati annettendole al Regno d’Italia.

Successivamente, nel 1889, l’allora capo del governo firmò un controverso trattato con il quale, l'Etiopia non solo riconosceva il controllo italiano sull'Eritrea, ma diventava di fatto un protettorato italiano. Infine 13 gennaio 1905, con un accordo tra Italia e Regno Unito che rappresenta il sultano del Zanzibar, venivano riscattati quattro porti della Somalia. E questa è storia!

Le palme tropicali divennero le piante più alla moda a Milano, Roma, Messina e non solo. In tutta Italia molti giardini dell’epoca venivano piantumati con palme e piante grasse tropicali. In tutta Italia verso la fine dell’Ottocento, e poi ancora nell’era fascista, cioè nella nostra stagione coloniale, l’Italia coloniale amò addobbarsi in stile esotico per ricordare a tutti le sue conquiste. E lo stesso venne fatto anche in Piazza del Duomo a Milano.

Comunque la si voglia vedere oggi, risulta alquanto particolare che una giunta non propriamente “nostalgica” riproponga il progetto di una piazza che richiama un’epoca storica che non dovrebbe appartenerle.

La storia di Starbucks non deve essere solo business, historia magistra vitae!

 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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