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Sponsorizzazioni Autodromo: condanne emesse dal Gup PDF Stampa E-mail
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Lunedì 09 Luglio 2018 09:22
Quattro le condanne decise con rito abbreviato al Tribunale a Monza, con pene che vanno dai 7 anni e 4 mesi ad un anno. Quattro anche i patteggiamenti da 8 mesi a 2 anni e 6 mesi e quattro sono stati i rinvii a giudizio, decisi dal Gup di Monza, nell’inchiesta della Guardia di Finanza del nucleo operativo di Monza e Brianza su una presunta organizzazione criminale operativa nelle sponsorizzazioni di gare automobilistiche, tra cui quelle di Formula 1, conclusasi lo scorso anno con l’arresto di cinque imprenditori e un totale di 82 indagati. Accusati per associazione a delinquere, frode fiscale e riciclaggio per un importo complessivo di 75 milioni di euro, il Gup ha chiesto la pena più alta, 7 anni e 4 mesi, per Alberto Bernardoni, 60 enne uomo d’affari svizzero. Andrea Soldati, imprenditore italo svizzero di 49 anni è stato condannato a 5 anni a 4 mesi, Emilio Maria Rebay, 51 enne imprenditore di Lissone a 4 anni e 1 mese e a Salvo Zangari, a cui sono state riconosciute le attenuanti e la pena è stata convertita in una multa di 27mila euro.
Hanno richiesto il patteggiamento Ivan Ventrasca, 41 residente a Londra, 2 anni e 6 mesi, Rudy Polato 1 anno e 10 mesi, Salvatore Falvo 2 anni e 4 mesi e Luigi Carvelli, 8 mesi. Per coloro che hanno invece deciso di essere processati con il rito ordinario il processo prenderà il via il 10 dicembre prossimo.
 
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L' Editoriale

Il nuovo gioco dei ragazzini incoscienti.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). Prima fu la moda dei treni in corsa da evitare, poi arrivò quella dei selfies scattati su “abissi” aperti come voragini ai loro piedi, adesso il nuovo “gioco” degli adolescenti si potrebbe chiamare “come ti schivo gli autobus”.

Un video caricato su youtube ha messo alla gogna l'autista di un bus francese che, dopo aver schivato uno studente che attraversa, intenzionalmente, è stato ripreso mentre schiaffeggia l'adolescente, reagendo ai suoi insulti.

Il fatto si svolge in una trentina di secondi, appena il tempo di una brusca frenata, la presa di coscienza di non aver schiacciato nessuno e la reazione da padre di famiglia dell’autista, egli stesso genitore di due figli.

Il tutto avviene ormai sotto l’occhio del “grande fratello” smartphone di un altro studente.

Ovviamente scoppia la polemica tra chi prende le parti dell'autista, che rischia il licenziamento, e chi quelle del ragazzo. La Società per cui lavora, ha avviato un'indagine disciplinare perché, affermano, contrario ai principi e ai valori di chi lavora nei servizi pubblici".

Ma per favore!

Ragazzi scesi in un inferno senza futuro, stupidi, arroganti, abituati in casa a dare del cretino ai genitori che invece giocano a fare gli amici più che i genitori stessi.

Genitori imbecilli, che gareggiano con la propria prole, trasformandosi in ridicoli “ragazzi di 40/50 anni”, che per evitare l’insulto o la “scocciatura” di un perentorio NO non reggono il confronto, perché si è ragazzi a 13 anni ma a 50, si dovrebbe essere adulti e maturi.

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Grazie a tutti: la F1 come lezione di vita

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(di Mattia Mauri). Ci sono tre parole che, più delle altre, ho sentito in questi tre giorni passati a Monza in Autodromo a vivere il weekend della formula 1, bellissimo nonostante il sogno del venerdì e del sabato si sia bruscamente interrotto trasformandosi nell’incubo domenicale di un’altra occasione mondiale sprecata da Seb Vettel.

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