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Monza - Arezzo non si è giocata PDF Stampa E-mail
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Lunedì 12 Marzo 2018 13:40
 
(Laura Giulia D'Orso).Ed è già la seconda partita consecutiva che il Monza di Mister Zaffaroni resta a guadare ciò che evolve nel campionato del girone A di serie C. Domenica scorsa era stata la copiosa nevicata che aveva impedito lo svolgersi di numerosi incontri. Perciò l’incontro previsto al Brianteo contro il Prato era stato rinviato. Questo fine settimana è toccato alla Federazione Calcio lo spostamento automatico dell’incontro Monza – Arezzo dovuto agli annessi problemi E così, da adesso a dopo Pasqua il biancorossi del presidente Colombo saranno chiamati ad impegni importanti ed impegnati due volte a settimana in partite ufficiali per via dei rinvii. Parlare di campionato “falsato” è forse un’espressione un po’ forte, certo è che … le regole non si cambiano in corsa! Si dice che l’Arezzo sia stato ceduto a una società di Malta, la J Nicol Corporation Ltd, assicurano che all’interno della nuova società ci saranno degli italiani e quando si materializzeranno presenteranno un programma. Sarebbero pronti 350 mila euro per i pagamenti del 16 marzo ma ne servono tanti altri. E i nuovi acquirenti sarebbero pronti ad approvare anche una fideiussione di 2 milioni. In casa Monza intanto in assenza di impegni di campionato, il Monza ha giocato un'amichevole a Briosco contro il Seregno con il risultato finale di 2-2. Oggi invece riprenderanno gli allenamenti del Monza. La squadra di Zaffaroni riprenderà a lavorare in vista del difficile incontro di sabato contro la Robur Siena prima in classifica con 55 punti.
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.