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Mostre fino al 2 Agosto - La Famiglia De Agostini: la storia della cartografia in Italia PDF Stampa E-mail
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Martedì 21 Luglio 2020 09:07

Lo spazio espositivo di via Camperio, ospita un’importante mostra sulle opere cartografiche realizzate dalla storica Famiglia De Agostini. A cura di Giovanni, nipote del Prof. Giovanni De Agostini, fondatore della moderna cartografia italiana e dell’omonimo Istituto Geografico di Novara, l’esposizione presenta tutte le carte geografiche più suggestive della produzione di famiglia. Una preziosa raccolta di geopittoriche in originale, realizzate negli anni Trenta e Quaranta, sarà arricchita da altre riproduzioni come: la Carta Stradale del 1906-1910, le Carte dei Laghi Lombardi del 1896-1904, la Cartografia Scolastica, la Carta della Luna e le tavole lombarde dell’Atlante dei Laghi Italiani. Inoltre, per la prima volta in esposizione, la riproduzione della Tavola di Roma della Carta d’Italia (1:200.000) e la Carta della Cina realizzata a Como nel 1901.

Ingresso gratuito e contingentato.

I visitatori dovranno avere la mascherina e rispettare la regola del distanziamento sociale, secondo quanto stabilito dalle vigenti disposizioni in materia di Covid -19.

Orari:

Mar-Giov-Sab-Dom 10/13 - 15/19; Mer-Ven 15-19

In collaborazione con:

Associazione Italgeo

 
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L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

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