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Incontro formativo per ginecologi e medici di base sull'infertilità PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Giugno 2019 14:08
Calo della natalità e accesso a informazioni affidabili e specifiche sull’infertilità per ginecologi e medici di base: due tematiche strettamente connesse
Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi organizza a Monza venerdì 14 giugno un corso di formazione sul tema
 
Secondo un recente studio scientifico, il 56% dei ginecologici italiani crede erroneamente che il limite dell’età fertile della donna sia tra i 44 e i 50 anni e che la procreazione assistita possa sempre sopperire ai problemi di infertilità. Le pazienti ignorano che già dai 35 anni la fertilità declina rapidamente e anche i medici di base sono insufficientemente informati su questo tema. Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, parte del Gruppo San Donato, organizza un incontro per condividere con ginecologi e medici di base i percorsi di prevenzione, diagnostici e terapeutici per la sterilità di coppia
 
La denatalità in Italia sta assumendo dimensioni e caratteristiche allarmanti: i nuovi nati sono la metà dei nati all’epoca del baby boom. La “trappola demografica” nata da questo fenomeno è di duplice natura e conduce da una parte ad un continuo calo di nati per anno e dall’altra ad una sempre crescente diminuzione di potenziali genitori tra 20 o 30 anni.
 
L’infertilità di coppia interessa il 20% della popolazione in età fertile e tra le cause responsabili dell’aumento della problematica di infertilità - oltre ai fattori di rischio, alle patologie che hanno influsso sulla fertilità e alle condizioni ambientali - assume un ruolo sempre più rilevante il mutamento delle esigenze e delle abitudini sociali. Mentre una volta la famiglia veniva costituita presto e le gravidanze si conseguivano in età giovane, i cambiamenti sociali, le necessità di studio e carriera, la difficoltà maggiore a trovare un partner o un lavoro stabile portano sia le donne che le coppie a posporre la gravidanza. Quando si accorgono che sta diventando tardi, però, spesso è veramente troppo tardi per potere avere un figlio con i propri ovociti. La fertilità femminile, infatti, subisce un drastico declino a partire dai 35 anni. E nessuno spiega chiaramente che la medicina della riproduzione non è in grado di sopperire completamente al declino della fertilità.
 
È importante informare le coppie su questi limiti e far sì che i medici di base e ginecologi – spesso il primo riferimento per le coppie con problemi di fertilità - sappiano affrontare le problematiche legate all’infertilità con percorsi aggiornati sia nella prevenzione che nella diagnostica e nella terapia. E’ necessario informarli dei continui progressi in ambito di Medicina della Riproduzione per potere accorciare i tempi nel percorso per il raggiungimento della gravidanza, soprattutto nelle coppie dove il fattore legato all’età rappresenta la principale causa del mancato concepimento. Attenzione ai limiti dell’età fertile, accesso alla fecondazione assistita con gameti propri o donati e adozioni: i percorsi possibili sono molti ma devono essere illustrati alla coppia nei tempi corretti.
 
Da un recente studio scientifico  emerge invece che il 56% dei ginecologi italiani che lavorano in strutture ospedaliere pubbliche e private ritengono non rara la possibilità di avere un figlio spontaneamente e senza aborto dopo i 44 anni e fino ai 50. Il 49% è convinto che la PMA possa sopperire completamente al declino naturale della fertilità femminile, mentre solo il 44% dei medici sa come calcolare la riserva ovarica di una donna, ovvero la quantità di ovociti disponibili nelle ovaie per iniziare una gravidanza. L’informazione ai pazienti sulla fertilità e sulla sua preservazione è ancora un argomento di massima rilevanza nella formazione e nell’aggiornamento di molti medici. Da qui nasce l’idea dell’incontro informativo organizzato dal Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi.
 
Il corso, dedicato a ginecologi e medici di base, prevede il pagamento di una quota di iscrizione e il riconoscimento di 4 crediti formativi. I posti disponibili sono 50. È possibile verificare la disponibilità di posti scrivendo a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
L’incontro si terrà presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza. Tra i relatori il Dott. Rubens Fadini, Responsabile del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi e il Dott. Mario Mignini Renzini, Direttore Medico del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi e Responsabile dell'Unità Operativa di Ginecologia presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza.
 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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