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A Monza la prima gravidanza con vitrificazione automatizzata PDF Stampa E-mail
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Giovedì 25 Ottobre 2018 06:31
A Monza la prima gravidanza ottenuta in Italia grazie al congelamento automatizzato degli ovociti
Presso il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, convenzionato con il SSN, si è ottenuta la prima gravidanza mediante l’impiego di un innovativo macchinario per il congelamento automatizzato degli ovociti e degli embrioni, che consente di migliorare l’esito dei trattamenti. Il processo di crioconservazione di ovociti ed embrioni è uno dei più delicati nella fecondazione assistita, automatizzarlo significa ottenere un processo controllato, con una standardizzazione perfetta e non dipendente unicamente dal fattore umano
 
Crioconservazione di ovociti e embrioni: una tecnica indispensabile per la buona riuscita dei trattamenti di fecondazione assistita
Nella fecondazione assistita, la crioconservazione è uno dei fattori cruciali per la buona riuscita del trattamento: si tratta di un processo che permette di aumentare le probabilità cumulative di successo di una procedura di PMA (procreazione medicalmente assistita) consentendo di ottimizzare l’utilizzo di ovociti ed embrioni e limitando i rischi di  complicanze legate alla procedura e di gravidanza plurima. La crioconservazione, detta anche vitrificazione, è costituita da un insieme di processi, estremamente delicati, che portano le cellule dalla temperatura di 37°C a -196°C  per consentirne poi la conservazione in azoto liquido. Il congelamento e scongelamento degli ovociti e degli embrioni è un processo critico, che influisce significativamente sugli esiti della procedura. Le cellule umane sono composte al 90% di acqua e se questa, durante il congelamento, dovesse trasformarsi in cristallo di ghiaccio, aumentando quindi di dimensioni, potrebbe causare danni meccanici alle strutture cellulari e compromettere l’esito dell’intero trattamento. Il congelamento ultrarapido messo in atto con il processo definito vitrificazione rende possibile ovviare a tale problema, consentendo di solidificare la molecola dell’acqua così rapidamente da impedire la formazione del cristallo. L‘abbassamento ultrarapido della temperatura a -20.000 °C al mi viene ottenuta con immersione manuale diretta in azoto liquido delle cellule da parte dei biologi.
A Monza la prima gravidanza ottenuta mediante vitrificazione automatizzata: i vantaggi della procedura spiegati dai medici del Centro di PMA Biogenesi
“Fino ad oggi il processo di vitrificazione è stato svolto con una metodologia completamente manuale, fattore che ha determinato la variabilità dei tassi di sopravvivenza delle cellule in quanto dipendente esclusivamente dalle abilità dell’operatore”. Spiega la Dott.ssa Maria Beatrice Dal Canto, Biologa e Direttrice di Laboratorio presso i centri di Medicina della Riproduzione Biogenesi di Monza (presso gli Istituti Clinici Zucchi). “L’arrivo di questo nuovo strumento per la vitrificazione automatica ha portato grandi benefici per il nostro centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi di Monza, che è il primo in Italia ad avere ottenuto una gravidanza mediante l’impiego di questa innovazione.
 
La novità è particolarmente importante perché Biogenesi opera in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, mettendo a disposizione quindi di tutti i cittadini competenze e soluzioni di elevatissima qualità, che non si riscontrano neppure in gran parte dei centri privati non convenzionati. La vitrificazone automatizzata ci permette di ottenere un miglior controllo su tutte le variabili coinvolte nella metodica della vitrificazione, cruciali per assicurare la standardizzazione dei risultati: temperatura, manipolazione dell’embrione, concentrazioni e tempi di esposizione alle soluzioni di vitrificazione. Finalmente si può garantire la stessa efficienza e sicurezza ad ogni singolo congelamento". continua la Dott. Maria Beatrice Dal Canto.
 
I vantaggi della vitrificazione automatizzata rispetto a quella manuale
Nella vitrificazione manuale, l’operatore esperto deve disidratare l’ovocita o l’embrione attraverso l’immersione degli stessi in diverse soluzioni per il congelamento, utilizzando un timer per rispettare le tempistiche. Alla fine della disidratazione è necessario posizionare correttamente la cellula sui piccoli dispositivi di congelamento da immergere in azoto liquido. Ogni singolo passaggio è cruciale affinché il congelamento vada a buon fine. “Con l’utilizzo dello strumento di vitrificazione automatizzata i nostri operatori si limitano a posizionare l’ovocita o l’embrione all’interno del dispositivo di congelamento, dove rimane per tutto il processo. La disidratazione della cellula viene poi avviata e controllata dalla macchina, passo dopo passo. Questo ci dà la certezza che ogni passaggio venga svolto in maniera assolutamente controllata e standardizzata.” Spiega il Dott. Mario Mignini Renzini, Responsabile dell'Unità Operativa di Ginecologia presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza e Direttore Medico del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi.
 
Ma i benefici dati dall’utilizzo del nuovo strumento di vitrificazione automatizzata non sono finiti, la Dott.ssa Maria Beatrice Dal Canto approfondisce l’argomento. “Fino ad oggi, per ottenere un congelamento ultrarapido abbiamo utilizzato la tecnica di immersione diretta della cellula in azoto liquido su un supporto di plastica definito “aperto”. Questo processo non prevedeva alcuna copertura per la cellula che entrava in contatto diretto con l’azoto liquido, sostanza non sterile, con rischio di contaminazione da parte di virus, batteri o muffe presenti nell’azoto. La metodica utilizzata dal nuovo strumento prevede invece l’utilizzo di supporti sigillati da un’etichetta di alluminio chiusa ermeticamente che impedendo il contatto diretto azoto-cellula elimina completamente il rischio di cross-contamination da agenti esterni “.
Dott.ssa Maria Beatrice Dal Canto
 
Chi è Biogenesi
Biogenesi è il principale centro di procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, con sedi operative a Monza, presso gli Istituti Clinici Zucchi del Gruppo Ospedaliero San Donato, e Ponte San Pietro, in Provincia di Bergamo. Biogenesi opera in convezione con il Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso ai trattamenti avviene senza alcun tempo di attesa.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.