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“Essere volontario”: al via i corsi di formazione a Lesmo PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Febbraio 2018 12:18
Al via da marzo i corsi di formazione per i volontari della Lega del Filo d‘Oro presso la Sede di Lesmo (MB). Una esperienza formativa per tutti coloro che vogliono dare una mano a bambini, ragazzi ed adulti sordociechi.
Per tutte le informazioni, collegarsi al sito www.legadelfilodoro.it
Si terranno dal 3 al 17 marzo a Lesmo i corsi di formazione che la Lega del Filo d’Oro organizza ogni anno per tutti coloro che vogliono diventare volontari e vivere una esperienza gratificante e formativa a contatto con bambini, ragazzi e adulti sordociechi.
Si tratta di corsi, tenuti da professionisti dell’Ente ed articolato in una serie di lezioni e in una parte di attività pratiche. In questa fase il volontario partecipa ad alcune attività con gli utenti della Lega, affiancando volontari già esperti e/o operatori.
 
Il volontariato rappresenta un valore fondante della Lega del Filo d’Oro: gestito dal Settore Attività Associative e Volontariato viene coordinato, nelle diverse sedi dell’Ente, attraverso la presenza di responsabili ai quali fanno riferimento i singoli gruppi. Si tratta, insomma, di un patrimonio di competenze assolutamente eterogeneo e complementare, messo gratuitamente al servizio dell’Associazione e dei suoi utenti. Particolarmente preziosa è, ad esempio, la presenza dei volontari durante le varie attività ricreative o ai soggiorni estivi, un’attività storica della “Lega”, che negli anni si è evoluta rimanendo però sempre centrale.
 
“La presenza dei volontari alla Lega del Filo d'Oro – dichiara Rossano Bartoli, Segretario Generale - risale ai tempi della sua costituzione ed è divenuta negli anni una risorsa irrinunciabile. Rappresentano un prezioso supporto nelle attività dei Centri Residenziali e dei Servizi Territoriali e auspico che in tanti aderiscano, anche quest’anno, ai corsi di formazione, permettendoci di continuare ad aiutare in modo concreto le persone sordocieche e le loro famiglie”.
In oltre 50 anni di storia della Lega del Filo d’Oro sono infatti quasi 3 mila i volontari - che hanno partecipato ai soggiorni estivi, consentendo a tante persone sordocieche o pluriminorate psicosensoriali di vivere un’esperienza per loro straordinaria. Non si tratta infatti di una semplice vacanza ma di un’occasione autentica di crescita e socializzazione.
 
A Lesmo i corsi di formazione si terranno presso il Centro Socio Sanitario residenziale della Lega del Filo d’Oro – in via alla Stazione 2, Lesmo (MB) – nei giorni sabato 3 e domenica 4 marzo dalle ore 14.00 alle ore 18.00; mentre sabato 10 e sabato 17 marzo il corso si terrà dalle ore 10.00 alla ore 18.00. Ci si potrà iscrivere entro il 23 febbraio 2018.
 
L’IMPEGNO DI ESSERE VOLONTARIO ALLA LEGA DEL FILO D’ORO
Nei diversi servizi ed attività gestite dalla Lega, l’impegno del volontario può essere espletato in modo diretto e/o indiretto. Nel primo caso si è a stretto contatto con la persona sordocieca. Il volontario infatti viene coinvolto in attività individuali o di gruppo (gestite dai diversi Servizi dell’Ente), in particolare ludico ricreative, culturali e di tempo libero. Il volontario, affiancando la persona sordocieca e pluriminorata psicosensoriale, ha il ruolo di “persona di contatto”, deve cioè essere guida negli accompagnamenti e fungere da intermediario con il mondo esterno, ma anche consentire ed agevolare l’accesso alle informazioni, essere di aiuto nell’esplorazione dell’ambiente e favorire la partecipazione attiva della persona sordocieca in qualunque contesto, formale ed informale. Inoltre, il volontario diretto, in alcuni casi, può essere di supporto anche per l’autonomia personale.
 
Il volontariato indiretto invece viene svolto quando non si ha un contatto diretto con l’utente, ma si è coinvolti in attività ed iniziative di supporto all’Associazione. In particolare, quando si partecipa ad eventi promozionali, di raccolta fondi, sensibilizzazione o nel corso di stand fieristici, mostre e spettacoli organizzati da o per la Lega del Filo d’Oro; ma anche quando si può essere di supporto in attività d’ufficio e di laboratorio o per la guida di automezzi dell’Ente per servizi di trasporto.
 
Ma quali sono i requisiti per diventare volontari della Lega del Filo d’Oro? Per prima cosa bisogna aver compiuto 18 anni d’età e dare una disponibilità a prestare servizio almeno due volte al mese, o una settimana durante i soggiorni estivi per chi svolge volontariato diretto. Inoltre, bisogna aver portato a termine il percorso formativo previsto a seconda che si tratti, ovviamente, di volontariato diretto o indiretto.
 
Per maggiori informazioni sui corsi e le modalità di iscrizione si può visitare il sito www.legadelfilodoro.it, chiamare la sede di Lesmo, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 17.00, ai numeri 0039/6985800 – 335/5827689 o inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.