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Da “Salute Donna” un nuovo ecografo a Cantù PDF Stampa E-mail
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Domenica 12 Novembre 2017 21:16
L’ “Associazione Salute Donna Onlus” dona un nuovo ecografo al  reparto di Riabilitazione cardiorespiratoria dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù.
La cerimonia si è svolta sabato 11 novembre alle 11 nella struttura di via Domea 4 dove la presidente Anna Mancuso l’apparecchiatura è stata ufficialmente consegnata all’Unità operativa di riabilitazione cardiorespiratoria diretta dal dottor Antonio Paddeu.
Alla cerimonia erano presenti rappresentanti istituzionali e e il direttore generale della Asst Lariana, Marco Onofri.
“Questa apparecchiatura è stata acquistata  grazie a parte del ricavato dello spettacolo organizzato il 30 ottobre al teatro Manzoni di Monza che ha fatto il tutto esaurito – commenta la presidente Anna Mancuso –. È un’apparecchiatura molto importante e preziosa per i pazienti che accedono alla struttura di Cantù”.

Una struttura all’avanguardia nel settore della riabilitazione cardiorespiratoria dove vengono indirizzati anche i pazienti oncologici provenienti da diversi ospedali della  provincia di Milano.
Il ricavato dello spettacolo “Il nostro canto libero” servirà a coprire due dei quattro progetti promossi da “Salute Donna Onlus” per l’anno 2017-2018 (oltre all’acquisto dell’ecografo per la riabilitazione dell’ospedale di Cantù anche la ristrutturazione  e l’arredo della sala d’atteso della Senologia dell’Istituto dei Tumori di Milano, il progetto M.O.I.R.A per l’aiuto psicologico ai pazienti in chemioterapia e l’acquisto di un macchinario di pressoterapia per il reparto di Riabilitazione dell’Istituto dei Tumori di Milano). Gli altri due progetti verranno realizzati il prossimo anno.
 
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.