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Lega del Filo d'oro: 189.000 persone sordocieche in Italia PDF Stampa E-mail
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Giovedì 04 Maggio 2017 05:44
Nel Centro di Lesmo nel 2016 sono stati assistiti 43 utenti che vivono, oltre alla sordocecità, una difficile condizione di pluridisabilità. Senza l'intervento qualificato di equipe multidisciplinari che lavorano sulle abilità residue, il destino di queste persone è l'isolamento. Per sostenere l'attività di cura e assistenza delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie si può destinare il proprio 5x1000 alla Lega del Filo d'Oro.
In Italia, secondo uno studio realizzato dall'Istat in collaborazione con la Lega del Filo d'Oro, le persone affette da problematiche legate alla vista e all'udito sono 189 mila e il 16,2% vive nelle regioni del Nord Ovest. Il Centro Socio Sanitario Residenziale di Lesmo della Lega del Filo d'Oro è, da dodici anni, uno dei punti di riferimento per le persone sordocieche e pluriminorate sensoriali del Nord Italia. Nel 2016 la sede di Lesmo ha operato a pieno regime ospitando al suo interno 43 persone, mentre il Servizio Territoriale è stato di riferimento per 80 utenti e le loro famiglie.
Nella Sede lombarda della Lega del Filo d'Oro opera un'equipe multidisciplinare di specialisti e operatori qualificati che attua per ciascun ospite un progetto educativo-riabilitativo personalizzato funzionale ad acquisire maggiore autonomia personale e una migliore qualità di vita. Attualmente al Centro della Lega del Filo d'Oro di Lesmo il 63% degli utenti seguiti presenta da tre a più minorazioni con una richiesta sempre crescente da parte delle famiglie di ricevere assistenza qualificata; è quanto è emerso dal Bilancio 2016 presentato nel corso dell'Assemblea dei Soci della Lega del Filo d'Oro nei giorni scorsi.
"Il Centro di Lesmo rappresenta un punto di riferimento per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. E' nato proprio dall'esigenza delle famiglie di avere un Centro e un'equipe specializzata a cui rivolgersi nella loro regione – spiega il Segretario Generale della Lega del Filo d'Oro Rossano Bartoli – nel corso degli anni, il Centro Residenziale di Lesmo ha sempre operato a pieno regime, offrendo servizi specifici e attività di ricerca, di assistenza, educazione e riabilitazione. Per continuare ad erogare i nostri servizi è importante il sostegno di tutti.
Ma cosa vuol dire essere una persona sordocieca e quanto ne sanno gli italiani sulla sordocecità e sulle pluriminoraizoni? In base all'ultima indagine di AstraRicerche - realizzata a novembre 2016 per la Lega del Filo d'Oro – sembra che gli italiani non abbiano saputo rispondere con precisione in merito a queste gravi disabilità. Infatti, se da una parte, i nostri connazionali sono colpiti emotivamente (ben in 7 casi su 10) dalle disabilità sensoriali, dall'altra, solo 1 su 3 sa che la sordocecità non comprende solo la mancanza, parziale o totale, di vista e udito assieme, ma spesso è associata una difficile condizione di pluridisabilità grave. Solamente 1 italiano su 10 sa che essere una persona sordocieca comporta spesso anche una disabilità intellettiva, o che questo deficit può essere accompagnato anche da disabilità fisiche e motorie.
Erroneamente, si ritiene inoltre, che la causa della sordocecità sia l'età avanzata delle persone (58% degli intervistati) o che possa determinare una durata della vita inferiore alla media (quasi per 6 italiani su 10) o, addirittura, che si tratti di una disabilità rara che conta pochi casi nel nostro Paese (oltre 50% degli intervistati).
I
n realtà, dallo Studio Istat è emerso che in Italia le persone sordocieche sono 189 mila e quasi 10 mila i bambini e ragazzi  che convivono con almeno una delle due disabilità alla vista o all'udito.
In tutti i casi, la sordocecità è una disabilità resa ancora più complessa perché ad essa si associano più disabilità assieme. Infatti, oltre la metà delle persone sordocieche (il 51,7% del totale) presentano anche una disabilità motoria, per 4 disabili su 10 si riscontrano danni permanenti legati ad una insufficienza intellettiva e disturbi del comportamento e malattie mentali riguardano quasi un terzo delle persone sordocieche (il 32,5% dei casi). Nella maggioranza dei casi – 7 su 10 – le persone sordocieche hanno difficoltà ad essere autonome nelle più semplici attività quotidiane (lavarsi, vestirsi, mangiare, uscire da soli).
In particolare dal 2006 – anche grazie al contributo fondamentale dei fondi raccolti con il 5x1000 – l'Associazione ha potuto raddoppiare i propri servizi potenziando il numero dei centri, delle sedi territoriali e dei progetti di ricerca per offrire maggior sostegno alle persone sordocieche in Italia.
Per continuare a potenziare i propri servizi a favore delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie, la Lega del Filo d'Oro lancia la nuova campagna per il 5x1000 dal titolo "Il tatto, un mondo di sensazioni".
 
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L' Editoriale

Il Peso di una Valigia

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(Laura Giulia D'Orso). Passano uomini e donne senza nome né volto. Hanno avuto solamente il permesso di recuperare qualche cosa di personale dalle loro case che probabilmente saranno abbattute. Una vita passata fra quattro mura forse anche comprate con sacrificio, in una zona dove notte e giorno senti il fragore delle auto e dei camion che sembra ti passino in soggiorno. Quattro mura neanche tanto sicure come un tetto sulla testa che adesso non hanno più. Ognuno trascina una valigia piena di “loro”. Difficile scegliere cosa portare e cosa lasciare.

Grazie a Dio, io non sono fra quelle persone, la mia casa sarà ancora là quando tornerò ma mi sono domandata cosa avrei stipato nella mia valigia se fosse capitato a me. Non è stato semplice; ma poi ho compreso: solamente ciò che è stata la mia esistenza, il mio passato. Avrei preso tutti gli album di foto della mia famiglia, un pugno di “preziosi” che ricordano eventi felici, i miei libri del liceo, la trilogia di Dante del Sapegno, quelli con la copertina verde di storia dell’arte dell’Argan, quelli di Italiano del Pazzaglia, la mia vita, la mia conoscenza, le mie origini, ciò che sono. Scriveva Robert M. Edsel in Monumnets Men: “Puoi sterminare una generazione di persone, radere al suolo le loro case, troveranno una via di ritorno. Ma se distruggi i loro conseguimenti e la loro storia, è come se non fossero mai esistite, solo ceneri, che galleggiano.”

E se quel maledetto ponte che conosco molto bene, su cui sono transitata tante volte da bambina, fosse stato sotto il mio controllo, sarei lì a scavare a mani nude, almeno per ridare i corpi di chi non c’è più a familiari che piangono un loro disperso.

 

Ruspadana, tanto rumore per nulla, direi

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(Laura Giulia D’Orso). Quando si parla di videogiochi violenti o che si pensi istighino alla violenza quasi sempre si finisce a discutere di quanto essi in realtà possano stimolare o aumentare comportamenti violenti nelle persone. E’ di ieri la notizia che la Apple ha ritirato in via precauzionale un giochino dal suo Store digitale creato da tre giovanissimi tra cui un monzese di 26 anni, chiamato Ruspadana. Ovviamente “nomen omen” il giochino, easy nella grafica, tanto da ricordare “Mister Mario” è basato su un tema molto attuale e prende spunto dalle felpe di Matteo Salvini con ruspa stampata. Il gruppo di amici/colleghi che, per inciso, sono fra le menti informatiche più capaci, che hanno superato una difficile selezione per essere presi dalla Apple, in Italia, lo hanno sviluppato a Napoli. Si trovava sull'App Store gratis e consisteva nel "ripulire" la Pianura Padana da omini neri, si immagina immigrati, per potersi poi godere lo spettacolo delle Alpi. Dopo una serie di polemiche il giochino è scomparso dallo Store. Tanto rumore per nulla, direi. Per due motivi ben precisi. Avete mai digitato su google il termine ”spara tutto”?