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Un “ospedale pu-pazzesco”: progetto con i Clown della Croce Rossa e gli operatori del Sism PDF Stampa E-mail
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Venerdì 24 Marzo 2017 21:54
Un tricheco a cui curare il mal di denti e un orso bianco a cui fare una flebo. Ma anche conigli, istrici e cagnolini, ognuno con la propria patologia. Lunedì 20 marzo sono stati quasi 160 i peluche curati da trenta tra Clown della Croce Rossa Italiana e operatori del Sism, il Segretariato italiano studenti di medicina, alla presenza di altrettanti bambini delle classi prime, seconde e terze. Alla scuola elementare Volta il progetto dedicato all’ospedale “pu-pazzesco” è entrato nel vivo: ieri negli spazi della palestra è stata allestita una sorta di nosocomio, con tanto di tavolo per il triage e reparti di medicina, chirurgia, ortopedia e farmacia, a cui i bambini e i rispettivi pupazzi sono stati indirizzati a seconda delle patologie riscontrate.

Un progetto nuovo per la Cri di Monza, che intende avvicinare i più piccoli al mondo della sanità, ed educarli a non temere visite in ospedale, medici e corsie e che ha subito suscitato l'interesse dei docenti e degli allievi della scuola. Lo patrocinano il comune di Monza e la Fondazione Comunità Monza e Brianza.

Lunedì 3 aprile in programma il momento conclusivo del progetto, dedicato alla discussione dell’attività con le classi coinvolte e alla raccolta dei disegni, realizzati in ricordo della giornata trascorsa all’interno dell’ospedale pu-pazzesco. Il materiale sarà poi esposto e premiato a fine maggio, durante la festa della Cri di Monza.
 
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L' Editoriale

Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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