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Aggiornate le Linee Guida sulle Fibre Artificiali Vetrose (FAV) PDF Stampa E-mail
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Domenica 20 Novembre 2016 22:53
Su proposta del Ministero della Salute, con l’approvazione finale della Conferenza Stato/Regioni del 10 novembre 2016, è stato aggiornato il testo “Le Fibre Artificiali Vetrose (FAV) – Linee guida per l’applicazione della normativa inerente ai rischi di esposizioni e le misure di prevenzione per la tutela della salute”, punto di riferimento per istituzioni e addetti ai lavori.
Per FIVRA (Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate), l’associazione di produttori di lane minerali, si tratta di un tassello importante che conferma le norme attualmente in vigore a livello europeo e contribuisce all’utilizzo in sicurezza dei materiali isolanti più utilizzati al mondo (lana di roccia e lana di vetro per isolamento).

L’aggiornamento si è reso necessario per recepire le ultime novità comunitarie in materia di etichettatura dei prodotti e attribuzione del codice CER ai rifiuti.

Il testo risultante conferma il ruolo delle Note Q e R del Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP): è sufficiente la conformità ad una sola delle due affinché le fibre siano classificate non pericolose:

  • Nota Q: la fibra ha superato con successo un test di bio-solubilità
  • Nota R: la fibra ha un diametro medio ponderato (DLG-2ES) superiore a 6 micron
La novità più importante delle nuove Linee Guida riguarda le modalità per l’attribuzione del codice CER ai rifiuti costituiti da FAV.

L’identificazione del corretto codice (17.06.03*, rifiuto pericoloso, o 17.06.04, rifiuto non pericoloso), segue ora i medesimi criteri contenuti nel Regolamento CLP: se la fibra è conforme alla Nota Q o R, il rifiuto avrà codice CER 17.06.04 (rifiuto non pericoloso), altrimenti avrà codice CER 17.06.03* (rifiuto pericoloso).

A tal riguardo, una novità importante introdotta dalla nuove Linee Guida è che la Nota R dovrà essere verificata analiticamente, mentre la Nota Q dovrà essere verificata per via documentale, essendo in tal caso sufficiente quanto contenuto nelle schede sicurezza che accompagnano i prodotti in lana minerale.

In altri termini, in fase di smaltimento rifiuti le lane minerali prodotte dai soci FIVRA non devono essere sottoposte ad alcuna ulteriore verifica: sono automaticamente riconosciute come rifiuti non pericolosi. Questo risultato è importante perchè evita la realizzazione di ulteriori test, senza compromettere l’assoluta sicurezza degli operatori e degli utenti.

“Siamo soddisfatti nel vedere aggiornato alle più recenti disposizioni comunitarie il documento che riunisce tutte le norme inerenti le lane minerali – dichiara Gianni Scotti, Presidente di FIVRA.

Con questo ultimo aggiornamento è ora chiaro che la conformità alla Nota Q, come dichiarata nelle schede di sicurezza dei materiali isolanti dei soci FIVRA, è sufficiente per garantire, anche a fine vita, la totale sicurezza delle lane minerali.

Ricordo che, per tutte le lane minerali prodotte e distribuite dai soci FIVRA la conformità alla Nota Q è certificata da EUCEB, ente terzo che verifica la conformità della fibra nel tempo.

Auspico che questa certezza, unita al mix di prestazioni (protezione dal freddo, dal caldo, dal rumore, dal fuoco) che solo le lane minerali possono offrire, consenta di aumentare anche in Italia il mercato dei materiali isolanti, in modo da allinearci ai paesi europei più virtuosi che usufruiscono già dei benefici sociali, economici ed ambientali che la coibentazione degli edifici può offrire alle nostre famiglie e alle nostre città”.

Le nuove Linee Guida confermano altresì che per l’istallazione e la rimozione di lane minerali conformi alla Nota Q o R è sufficiente l’applicazione delle norme base di prudenza: maschera protettiva, guanti, occhiali e indumenti da lavoro. Per le FAV classificate pericolose, invece, sono necessarie maggiori precauzioni.


Informazioni su FIVRA

FIVRA (Fabbriche Isolanti Vetro Roccia Associate) è l’associazione italiana dei produttori di lane minerali (lana di roccia e lana di vetro per isolamento) che si propone di promuovere in Italia l’utilizzo delle lane minerali come materiali coibenti destinati all’edilizia ed all’industria, allo scopo di contribuire in maniera rilevante al risparmio energetico, alla riduzione delle emissioni di CO2 e a tutti i benefici sociali, economici ed ambientali che genera la coibentazione degli edifici.
 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!
 
 
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