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Benessere & Salute
Agenzia di controllo del sistema sociosanitario lombardo PDF Stampa E-mail
Domenica 17 Luglio 2016 19:57

150728 ospedale«Una ulteriore garanzia di efficienza dei servizi offerti ai cittadini, di cui raccoglierà le opinioni, e uno strumento utile per assicurare trasparenza, correttezza e risparmi in un settore delicato e complesso quale la sanità pubblica»: così Antonio Saggese, consigliere regionale del Gruppo “Maroni Presidente”, illustra la nuova Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario lombardo, prevista dalla riforma della Sanità regionale e della quale sono stati appena definiti scopi e struttura. Saggese è relatore delle determinazioni in ordine alla proposta dell’Agenzia in III commissione (Sanità e politiche sociali), riunitasi oggi per esprimere il parere di competenza sulla sede, la struttura organizzativa, il patrimonio, le risorse professionali e finanziarie del nuovo ente.

«Nella “mission” dell’Agenzia di Controllo, organismo tecnico-scientifico terzo e indipendente – spiega Saggese – rientrano la programmazione e il coordinamento delle attività delle strutture di controllo territoriali delle Agenzie di Tutela della Salute (ATS) e le valutazioni sulle procedure d’acquisto per l’affidamento di forniture di beni e servizi; ancora, il monitoraggio del sistema dei controlli operativi sulle attività dei soggetti erogatori, in relazione agli aspetti di efficienza, efficacia, qualità, appropriatezza ed economicità delle prestazioni e dei servizi erogati, il supporto alla predisposizione degli interventi di programmazione regionale sulla base degli esiti delle attività di controllo e la raccolta delle informazioni sulla soddisfazione degli utenti».

«Come si vede – riprende Antonio Saggese – l’attività assegnata all’ACSS è molto complessa e trasversale a tutte le componenti del sistema sanitario e sociosanitario: per questo il comitato di direzione e il direttore hanno condiviso la scelta di definire un programma di lavoro su una base triennale, con declinazione annuale, che vada ad affrontare per gradi tutte le tematiche citate dalla normativa. L’Agenzia conterà a regime al massimo 25 dipendenti, direttore compreso, e per il suo funzionamento la Regione stanzierà 2.800.000 euro all’anno».

 
Lo SLANCIO della Leva 1966 di Varedo PDF Stampa E-mail
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Domenica 26 Giugno 2016 14:22
160623-005 SLA e classe 1966(Paolo Mariani) Spesso le iniziative degne di nota sono frutto di coincidenza e casualità, senza alcuna pianificazione. Questo è capitato con la Leva 1966, che nell'occasione di festeggiare il mezzo secolo e ritrovarsi con amici, compagni di scuola e colleghi, ha deciso di non dimenticare i meno fortunati.
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Cesano a scena aperta 2016: tante iniziative per l'estate PDF Stampa E-mail
Venerdì 10 Giugno 2016 12:30
140201 Cesano Maderno-StemmaIl cartellone 2016 degli eventi di "...A scena aperta" si presenta, come ogni anno, ricco di iniziative: arte, cinema, teatro, cultura, musica, intrattenimento e momenti di socializzazione vengono proposti sotto un'unica regia - coordinata dall'Amministrazione Comunale - per un'estate 'tutta da vivere in Città sotto un cielo di stelle'.
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A Lesmo la lega del filo d’oro ha aperto le porte ai sostenitori PDF Stampa E-mail
Lunedì 23 Maggio 2016 21:58
160523 lega filo doro Giornata del SostenitoreL’Associazione italiana che da oltre cinquanta anni si prende cura delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali e delle loro famiglie, ha rinnovato il tradizionale appuntamento dedicato ai suoi sostenitori più fedeli invitandoli a visitare la sede di Lesmo.
Rossano Bartoli, Segretario Generale della Lega del Filo d'Oro: “Momento unico di incontro e condivisione con chi sostiene il nostro lavoro”
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L' Editoriale

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.