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"Avvicinare Leonardo"13 aprile al 19 maggio, Cappella Reale della Reggia di Monza

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    Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
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    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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Benessere & Salute
Allerta caldo: rischio disidratazione PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Agosto 2017 21:31
Mai così caldo da 150 anni. L'eccezionale ondata di caldo che infiamma l'Italia porta con sé rischi soprattutto per la salute e il benessere del corpo. A rischio sono le categorie delicate  come donne, anziani, bambini e sportivi inesperti. Concentrazione, performance fisiche, affaticamento, senso di nausea e nei casi peggiori tachicardia e ipertensione sono i rischi più importanti legati alla disidratazione: per questo ogni categoria deve bere in relazione all'età e alle condizioni psicofisiche del proprio organismo.
È quanto riporta In a Bottle (www.inabottle.it) in un focus sul giusto approccio alla prima ondata di caldo.
 
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Lega del Filo d'oro: 189.000 persone sordocieche in Italia PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Maggio 2017 05:44
Nel Centro di Lesmo nel 2016 sono stati assistiti 43 utenti che vivono, oltre alla sordocecità, una difficile condizione di pluridisabilità. Senza l'intervento qualificato di equipe multidisciplinari che lavorano sulle abilità residue, il destino di queste persone è l'isolamento.
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"Cartellino rosso" alla disidratazione: ecco come influisce sulle performance di arbitri e sportivi PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Aprile 2017 21:43

Una lieve diminuzione dei livelli di idratazione può peggiorare le performance sportive e quelle mentali.

Uno studio mette in evidenza che può anche favorire gli errori degli arbitri

Una leggera disidratazione (2% del peso corporeo) influisce non solo sul rendimento atletico ma anche sulle capacità cognitive influenzando le decisioni degli arbitri: a dimostrarlo è uno studio[1] apparso sulla rivista Journal of Athletic Training riportato da HydrationLab.it (www.hydrationlab.it/news). Gli studiosi hanno preso in esame i comportamenti degli arbitri in occasione dei Mondiali di Calcio che si sono svolti in Brasile nel 2014, mettendo in evidenza che il clima caldo e il conseguente aumento del rischio di disidratazione potrebbero aver influenzato le decisioni prese durante la competizione.

Il cervello è infatti un organo ad elevata attività metabolica e come tale, per funzionare al meglio, necessita di una corretta e costante idratazione, soprattutto quando le attività svolte richiedono una particolare concentrazione, come per l’arbitraggio. Inoltre bisogna considerare che gli eventi sportivi, svolgendosi a diverse latitudini, sottopongono arbitri e giocatori a condizioni ambientali che possono essere molto diverse tra loro. Per questo motivo risulta fondamentale valutare e prestare attenzione alla quantità di acqua da assumere.

“La quantità di acqua necessaria per conservare l’equilibrio idrico dell’organismo per uno sportivo dipende da diversi fattori, come il tipo di attività praticata, la sua durata e le condizioni climatiche, e può oscillare tra il litro e mezzo e i tre al giorno” - spiega il Dott. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation, e aggiunge – “Gli effetti che una scarsa idratazione produce sulle capacità cerebrali dell’individuo possono variare, a seconda del livello di disidratazione, dalla leggera stanchezza mentale, al mal di testa fino ad influenzare le abilità intellettive e ad ostacolare lo sviluppo dei processi cognitivi”.

Ma idratarsi correttamente è fondamentale non solo per gli sportivi di professione, bensì anche per chi lo sport lo pratica solo per passione. L’acqua svolge infatti per il nostro organismo un’importantissima funzione di termoregolazione, che ci consente di mantenere la temperatura interna costante intorno ai 37 gradi.

La temperatura corporea interna aumenta quando pratichiamo attività sportiva ma non solo, anche fattori ambientali, come il tasso di umidità, ad esempio, possono limitare la capacità del nostro corpo di eliminare il calore in eccesso per mezzo della sudorazione.” – afferma il Dott. Alessandro Zanasi, esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e membro della International Stockholm Water Foundation, e aggiunge - “Per comprendere l’importanza della funzione di termoregolazione assolta dall’acqua basti pensare che durante l’attività sportiva, in condizioni climatiche caldo umide il corpo può arrivare a produrre una quantità di calore fino a 10-15 volte superiore a quella prodotta a riposo, con un conseguente aumento dei livelli di temperatura corporea che senza la sudorazione potrebbe raggiungere il grado ogni 5 minuti”.

Quando la temperatura corporea aumenta, la sudorazione consente quindi all’organismo di disperdere l’energia calorica in eccesso. Tale meccanismo provoca tuttavia anche l’eliminazione di acqua e sali minerali che se non reintegrati potrebbero portare il corpo a disidratarsi: bere è quindi fondamentale per controbilanciare la perdita di liquidi e sali minerali indotta dalla sudorazione. A questo va aggiunto che un corpo disidratato produce meno sudore e rallenta il tasso di svuotamento gastrico, accrescendo ancor di più il livello di disidratazione[2]. È bene quindi per chi pratica attività sportiva prestare attenzione all’idratazione anche prima dell’allenamento, possibilmente scegliendo la tipologia di acqua più adatta alle proprie esigenze.

“Se è importante bere prima e durante l’allenamento, per un recupero più efficace è consigliabile anche scegliere il tipo di acqua da assumere considerandone le specifiche proprietà. Per un reintegro idrico rapido sono ad esempio indicate acque con un apporto salino contenuto, perché assimilabili in tempi molto veloci” – suggerisce il Dottor Zanasi - “Diversa invece la tipologia di acqua consigliata al termine dell’attività fisica: sono da privilegiare acque minerali con un residuo fisso più elevato che permettono un maggior apporto di sali, la cui assimilazione avviene in tempi più lunghi, quindi ideali per il recupero”.

Per ulteriori informazioni su sport e idratazione, consultare i seguenti articoli pubblicati su Hydrationlab.it/news:

- L'importanza dell'idratazione quando si va a sciare (https://www.hydrationlab.it/news/sci-bere-acqua)

- L'importanza di una corretta idratazione per i piccoli sportivi (https://www.hydrationlab.it/news/corretta-idratazione-cervello)

- Corretta idratazione e attività mentale (https://www.hydrationlab.it/news/corretta-idratazione-cervello)



[1] J Athl Train. 2016 Mar;51(3):264-6. doi: 10.4085/1062-6050-51.3.04. Epub 2016 Feb 16. Hydration: The New FIFA World Cup's Challenge for Referee Decision Making? Houssein M1,2, Lopes P3, Fagnoni B1, Ahmaidi S1, Yonis SM2, Leprêtre PM

[2] Consensus Paper “Acqua e salute. Come l’acqua protegge e migliora la salute nei suoi vari aspetti”, FEMTEC, p. 80

 
Un “ospedale pu-pazzesco”: progetto con i Clown della Croce Rossa e gli operatori del Sism PDF Stampa E-mail
Venerdì 24 Marzo 2017 21:54
Un tricheco a cui curare il mal di denti e un orso bianco a cui fare una flebo. Ma anche conigli, istrici e cagnolini, ognuno con la propria patologia.
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.