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RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre

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IL GRANDE IMPEGNO DEI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DURANTE L’EMERGENZA

 La situazione emergenziale determinata dall’epidemia di “coronavirus” ha messo a dura prova il Co...

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Benessere & Salute
Le vaccinazione dei i sevesini si terranno al nuovo “hub” di Meda PDF Stampa E-mail
Giovedì 15 Aprile 2021 19:49
Con Decreto del Direttore Generale Welfare di Regione Lombardia n. 4933 del 12 aprile 2021 il nuovo centro per le vaccinazioni anti-Covid19 di via Cialdini di Meda, presso il palazzetto dello sport, che nei giorni scorsi ha ospitato anche i cittadini di Seveso “over 80”, è stato riconosciuto come centro vaccinale massivo. Il nuovo “hub” servirà la popolazione di Meda, Seveso, Barlassina e Cabiate.
Nei prossimi giorni il centro vaccinale massivo di Meda sarà inserito nel sistema di prenotazioni di Poste Italiane. Da quel momento sarà possibile registrarsi per la vaccinazione.
 
“Ringrazio Regione Lombardia – dichiara il sindaco di Seveso, Luca Allievi - e l’amico e collega sindaco di Meda, Luca Santambrogio, che si è veramente prodigato senza sosta per ottenere questo importante risultato per i cittadini delle nostre comunità”.
 
Comprare senza glutine in pandemia: in Lombardia vicinanza e qualità vincono sul prezzo PDF Stampa E-mail
Giovedì 08 Aprile 2021 20:05
Varietà, qualità e vicinanza: sono queste le caratteristiche che guidano i celiaci lombardi nei loro acquisti. È quanto emerge da un’analisi dei dati raccolti nella tesi del Dr. Alberto Livio condotta in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Lombardia. Inaspettatamente, a ricoprire meno importanza è il prezzo. E se prima del lockdown 6 su 10 prediligevano i negozi convenzionati con il SSN per il vasto assortimento di prodotti, con le restrizioni sugli spostamenti sono cambiate anche le priorità della comunità gluten free
 
Fra DPCM, mascherine obbligatorie e coprifuoco, il Covid-19 ha rivoluzionato tutte quelle piccole azioni quotidiane che si è sempre teso a dar per scontate, come, ad esempio, fare la spesa. Se l’emergenza sanitaria l’ha complicata per tutti, per le persone celiache ha rappresentato un ulteriore ostacolo verso l’approvvigionamento di alimenti senza glutine. Premesso che i canali distributivi presenti in Lombardia sono tre, ovvero farmacia, GDO e negozi convenzionati con il SSN, esistono diverse motivazioni che spingono il cliente a preferire un determinato servizio ad un altro. Da un recente questionario svolto nell’ambito della tesi realizzata dal Dr. Alberto Livio dal titolo: “Analisi delle performance dei servizi per l’erogazione dei prodotti per Celiaci: un focus sul modello lombardo”, emerge che il prezzo non è un fattore di particolare importanza nell’acquisto di prodotti gluten free. Questo perché la quasi totalità dei celiaci lombardi utilizza interamente i buoni spesa messi a disposizione dal SSN e più della metà ritiene che l’importo stabilito sia sufficiente a coprire il fabbisogno mensile. In particolare, i membri della comunità gluten free in Lombardia sono disposti a spendere di più per avere un vasto assortimento fra cui scegliere e prodotti di qualità; due caratteristiche che i partecipanti alla rilevazione considerano punti di forza dei negozi specializzati. Non a caso, nella scala delle priorità dei parametri che portano i celiaci lombardi ad utilizzare questo canale, la varietà delle marche offerte è al primo posto (88%), seguita dalla qualità dei prodotti (84%). Inoltre, in Lombardia i negozi convenzionati sono il metodo di approvvigionamento più utilizzato: il 63% fa quasi sempre acquisti tramite questo canale e, se possibile, lo sceglie anche in tempi di pandemia. Fra questi Michele Bonalume della provincia di Lecco, celiaco come la figlia: “Durante il lockdown ho fatto più acquisti in un negozio specializzato a 300 metri da casa rispetto al supermercato”. Ma la limitazione della libertà negli spostamenti ha portato con sé dubbi e incertezze sulle modalità di accesso ai punti vendita specializzati, che l’Associazione Italiana Celiachia (AIC) Lombardia ha saputo chiarire creando una sezione informativa apposita sul proprio sito web e rispondendo alle domande più comuni degli utenti.
 
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Croce Rossa Italiana – Comitato di Villasanta presenta "Spazio Ascolto" PDF Stampa E-mail
Giovedì 04 Marzo 2021 12:17
"Mettere al centro l'essere umano è da sempre il nostro imperativo": queste le parole del Presidente della Croce Rossa Italiana Francesco Rocca. Un concetto che la Croce Rossa Italiana – Comitato di Villasanta ha messo in pratica, attraverso l'iniziativa "Spazio Ascolto": un salotto virtuale dove i volontari possono confrontarsi e discutere liberamente, sotto la guida della psicologa Lorenza Magni. Perché i volontari sono anzitutto persone con un'individualità, delle fragilità e delle debolezze.
 
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Nuova RSA "Vico Mercati" apre a Vimercate PDF Stampa E-mail
Lunedì 15 Febbraio 2021 22:32
È pronta ad accogliere i primi ospiti la nuova residenza Anni Azzurri Vico Mercati di Vimercate. La struttura offre 120 posti letto dedicati all'assistenza all'anziano, garantisce uno scrupoloso protocollo anti Covid, personale socio-sanitario interamente vaccinato e una stanza dedicata agli incontri con i famigliari.
E' pronta ad aprire le sue porte ed accogliere i primi ospiti la residenza sanitaria assistenziale Anni Azzurri 'Vico Mercati' di via Rossino a Vimercate. Offrirà 120 posti letto per incrementare l'offerta dei servizi socioassistenziali dedicati agli anziani sul territorio.
 
I lavori erano già terminati la scorsa primavera ma l'arrivo della pandemia non aveva permesso l'ingresso dei primi ospiti. Oggi la struttura è attrezzata per poter accogliere persone autosufficienti e non, per soggiorni brevi o lunghi periodi, e garantisce un triage all'ingresso pensato per minimizzare il rischio di contagio sia per gli ospiti sia per gli operatori che vi lavorano.
 
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L' Editoriale

LE DONNE & GLI UOMINI E DIO

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(Laura Giulia D'Orso) - Dopo che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso, ebbero figli, e figli dei loro figli. Riuniti a tavola una sera, sorse fra loro una discussione. L’avvio lo diede Calmana, che aveva scelto di fare la direttrice d’orchestra, ma che voleva farsi chiamare “direttore”. S’aprirono le cateratte del cielo, coi pareri più discordanti. Deborah redarguì la sorella tirando in ballo la dignità della Donna.
A quel punto, Caino, acquisita coscienza di sé, chiese che la di lui testa non fosse più chiamata al femminile, essendo egli maschio. Abele gli fece osservare che “testo” significava già altro, e che v’era rischio di confusione. Ma Caino, che la giurò proprio quella sera ad Abele, ribatté che allora avrebbe abolito il femminile per la milza, la lingua, la gola. Awan sorrise soddisfatta, e cominciò a contare quante cose di sé avrebbe appellato diversamente: fegato, cuore, rene, polmone. La gamba era già al suo posto, ma osservò che il braccio, l’orecchio e il ginocchio erano transgender, poiché al singolare suonavano maschi, mentre al plurale femmine. Le costole, invece, erano coerentemente femmine sempre e comunque, la qual cosa faceva arrabbiare assai Adamo, andato in crisi di identità sessuale e che ricorse ad uno psicologo, perché non capiva come potesse avere dentro di sé il pezzo fondante di Eva, lui che era maschio. Il piccolo Enos, allora, anima candida, si guardò attorno, e chiese come mai gli alberi avessero pressoché tutti nomi maschili.
La madre Azura gli fece presente che alle volte, da un albero maschio, nascevano frutti femmine: le mele, le pere, le banane, e che comunque parecchi fiori erano femmine, mentre altri maschi, eppur tutti graziosi. Deborah andò allora su tutte le furie, lamentando che il frutto del fico fosse invece rimasto aggrappato alla “Y”, e urlò: “Cielo e mare, perché devono essere maschi?”. ”Beh, se è per questo, perché la terra, le stelle e la luna sono femmine?”, rispose serafico Abele, che a quel punto decretò la sua condanna a morte, giacché Caino avrebbe preferito terro, stelli e luno. Insomma, ne venne fuori un putiferio che mancò solo di anticipare la Torre di Babele: mischiando maschi e femmine, a un certo punto, non si capì più nulla.
Fu a quel punto che spuntò il buon Dio, il quale disse: “Se v’ho fatto maschi e femmine, uomini e donne, avrò avuto le mie buone ragioni. Credo, fra l’altro, che in questo momento abbiate problemi un poco più seri di cui occuparvi. Chiamatevi pure come accidenti volete: l’importante è che non vi manchiate mai di rispetto, mai. Gli uni con gli altri!”.
P.S.: Ma chi l’ha detto che il Covid-19 è maschio? Ecco, apriamo una bella discussione sul fatto che “virus” è ingiusto, perché dovrebbe chiamarsi “vira” (è latino). Rimane il problema che “vira”, in italiano, è un verbo (1^ coniugazione, 3^ persona singolare del presente indicativo, o anche 2^ persona singolare dell’imperativo), o no? Va beh: inutile insistere. Non se ne esce. Forza allora a tutte le Donne. A quelle che sanno chi sono senza necessità di etichette e sostantivi concordanti oltre ogni ragionevolezza, e anche a quelle che di etichette e sostantivi hanno bisogno.