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Benessere & Salute
A Vimercate il Progetto Iside per fertilità e infertilità di coppia PDF Stampa E-mail
Venerdì 07 Febbraio 2020 15:13
I medici del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi a fianco del “Progetto Iside – La Fertilità e Infertilità di coppia” per informare i cittadini sulla preservazione della fertilità. Il primo appuntamento – con il Dott. Mario Mignini Renzini e la Dott.ssa Zucchetta del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi - si terrà lunedì 10 febbraio presso l’Auditorium della Biblioteca di Vimercate
 
Secondo un recente studio scientifico , il 56% dei ginecologici italiani crede erroneamente che il limite dell’età fertile della donna sia tra i 44 e i 50 anni e che la procreazione assistita possa sempre sopperire ai problemi di infertilità. Le pazienti ignorano che già dai 35 anni la fertilità declina rapidamente e anche i medici di base sono insufficientemente informati su questo tema per poter dare alle pazienti il giusto supporto.
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Oggetto: Biogenesi - PMA: paure e stress emotivo del partner maschile PDF Stampa E-mail
Giovedì 12 Dicembre 2019 06:59
Si crede che il futuro papà, a differenza della futura mamma, abbia meno bisogno di supporto psicologico quando ci sono difficoltà ad avere figli: nulla di più sbagliato
Ne parliamo con il Prof. Mario Mignini Renzini, Direttore Medico del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi e Responsabile dell'Unità Operativa di Ginecologia presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, del Gruppo San Donato. Professore presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Milano Bicocca
 
La Riproduzione Medicalmente Assistita è un’esperienza difficile da affrontare, nella prassi si presta grande attenzione alla necessità della donna per garantirle il giusto appoggio anche a livello psicologico. Spesso si chiede anche al partner di dedicarle particolari cure e di sostenerla in questo difficile percorso. Affrontare questa esperienza però non è facile nemmeno per il partner maschile e sottovalutare il suo bisogno è un grave errore.
 
“L’uomo soffre nel non riuscire a formare una famiglia, ma preferisce celare i suoi pensieri per dare appoggio alla sua compagna, per sostenerla al meglio in questo lungo e difficile percorso, che spesso prevede il ricorso alla fecondazione assistita.” spiega il Prof. Mario Mignini Renzini, Direttore Medico del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi e Responsabile dell'Unità Operativa di Ginecologia presso gli Istituti Clinici Zucchi di Monza, del Gruppo San Donato. Professore presso la Scuola di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Milano Bicocca. “Le paure che l’uomo si vede costretto ad affrontare sono molteplici: non riuscire a conoscere la paternità, il rischio che la donna che ama non riesca mai a provare la gioia della maternità, la possibile perdita di equilibrio all’interno della coppia in caso di fallimento, la messa in discussione della propria virilità. Si sente inutile e passivo in una situazione a cui vorrebbe trovare una soluzione, soffre per la perdita di intimità nella coppia, dove l’assenza di bambini si fa onnipresente, si sente diverso dai suoi amici già padri. Ma, nell’esperienza con i pazienti, risulta evidente che in questa difficile situazione l’uomo ritenga inappropriato preoccuparsi per i suoi sentimenti e cominci a chiudersi in sé stesso con l’unico desiderio che il trattamento vada a buon fine.”
 
Quel che diventa sempre più evidente è che l’infertilità comporta uno stress emotivo anche per gli uomini, indipendentemente dalla gravità della condizione di infertilità. L’uomo soffre di uno stress indiretto, determinato dalla fatica che la partner è costretta a sopportare, sottoponendosi ai trattamenti, non potendo far nulla per evitarlo e potendo essere d’aiuto solo con il supporto emotivo.
 
“La capacità procreativa dell’uomo è culturalmente e socialmente legata al concetto di mascolinità e alla qualità del suo seme. Per questa ragione l’esperienza di infertilità - con i relativi esami e terapie – può costituire un vero e proprio trauma per alcuni uomini, al punto da innescare delle difficoltà sessuali e reazioni psicosomatiche, che vanno dall’impotenza al calo del desiderio.” continua il Prof. Mario Mignini Renzini. “A differenza delle donne, però, gli uomini tendono ad evitare di affrontare le emozioni relative al problema, investendo all’esterno - ad esempio sul lavoro - le proprie gratificazioni e scaricando tensioni negative e ansie.”
 
“Io consiglio alla coppia di mantenere aperto il dialogo e di affrontare insieme un percorso psicologico. L’uomo, al pari della donna, ha bisogno di essere guidato e aiutato per superare questa prova e sentirsi capito e ascoltato è fondamentale.” conclude il Prof. Mario Mignini Renzini. “Presso i nostri centri, che operano in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, è sempre disponibile un servizio di supporto psicologico al quale la coppia può accedere sia prima che durante il trattamento”.
 
Chi è Biogenesi
Biogenesi è il principale centro di procreazione medicalmente assistita (PMA) in Italia, con sedi operative a Monza, presso gli Istituti Clinici Zucchi del Gruppo San Donato, e Ponte San Pietro, in Provincia di Bergamo. Biogenesi opera in convezione con il Servizio Sanitario Nazionale, l’accesso ai trattamenti avviene senza alcun tempo di attesa.
 
Incontro formativo per ginecologi e medici di base sull'infertilità PDF Stampa E-mail
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Martedì 11 Giugno 2019 14:08
Calo della natalità e accesso a informazioni affidabili e specifiche sull’infertilità per ginecologi e medici di base: due tematiche strettamente connesse
Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi organizza a Monza venerdì 14 giugno un corso di formazione sul tema
 
Secondo un recente studio scientifico, il 56% dei ginecologici italiani crede erroneamente che il limite dell’età fertile della donna sia tra i 44 e i 50 anni e che la procreazione assistita possa sempre sopperire ai problemi di infertilità. Le pazienti ignorano che già dai 35 anni la fertilità declina rapidamente e anche i medici di base sono insufficientemente informati su questo tema. Il Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, parte del Gruppo San Donato, organizza un incontro per condividere con ginecologi e medici di base i percorsi di prevenzione, diagnostici e terapeutici per la sterilità di coppia
 
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I 5 benefici di una doccia fredda PDF Stampa E-mail
Venerdì 31 Maggio 2019 22:04
Per gli esperti l’acqua fredda a contatto con il nostro corpo contribuisce, tra le altre cose, a potenziare il sistema immunitario e sciogliere lo stress e l'ansia
 
Esiste una correlazione tra benessere e doccia in acqua gelata. Il dermatologo australiano Stephen Shumack, insieme alla giornalista Esther Han, ha stilato i 5 benefici di una doccia fredda per l’organismo e non solo.
E’ quanto riporta In a Bottle in un focus sul rapporto tra acqua e benessere
 
Innanzi tutto,  il dermatologo consiglia di fare una doccia fredda nel minor tempo possibile: invece di bagnarsi dall'alto verso il basso, il dottore consiglia di iniziare con i piedi, quindi passare alle gambe e alle braccia, per giungere poi ai capelli e al resto del corpo.
Una delle prime cose che il professor Shumack consiglia ai suoi pazienti affetti da dermatite o acne è di sostituire le docce bollenti con quelle veloci e fredde. Le persone affette da eczema hanno potuto vedere un miglioramento già dopo pochi giorni, mentre i pazienti con acne lo hanno notato in poche settimane. "La pelle produce un olio naturale chiamato sebo che lubrifica lo strato superficiale della cute e la mantiene liscia, morbida ed elastica", ha affermato. "L'acqua calda ‘sgrassa’ la pelle, come quando si versa dell’olio sul banco della cucina che si può rimuovere con l’acqua calda, ma non con quella fredda".
 
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L' Editoriale

Cina vs Italia: ospedali e gara di velocità

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Paolo Mariani) Fermo restando il massimo rispetto per tutti coloro che si sono prodigati e ancora si stanno impegnando in questa situazione di emergenza i paragoni tra l’allestimento dei padiglioni fieristici di Bergamo e Milano con la costruzione dell’ospedale Huoshenshan sono impropri. In ciascuno dei due casi il lavoro è encomiabile. Entrambi sono stati realizzati in una situazione di emergenza, ma ciascuna delle due soluzioni parte da un modo diverso di affrontare e gestire il problema.