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Webinar gratuito online dedicato a tutta la cittadinanza - 20 novembre 2020 - dalle 18.00 alle 19.15 PDF Stampa E-mail
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Lunedì 16 Novembre 2020 12:44

Violenza economica: come riconoscerla, prevenirla e superarla

La violenza economica su una donna è una delle declinazioni della violenza di genere, meno facile da riconoscere rispetto alla violenza fisica: si esercita quando le si vuole impedire di essere autonoma nell’accesso e nell’utilizzo delle risorse economiche, quando le si nega di avere un lavoro e di avere un’entrata finanziaria personale, quando infine il denaro viene usato come strumento di controllo (CADMI, 2018).

Diverse indagini indicano che questa violenza è presente in Italia: che rapporto ha con altri tipi di maltrattamento, come riconoscerla e superarla, come educare le giovani generazioni a prevenirla.

Durante questo webinar ascolteremo le voci di esperti ed esperte che da anni affrontano il tema:

Gaia Vicenzi, psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, sessuologa clinica e consulente del Tribunale di Pavia, parlerà degli strumenti base della mediazione per prevenire e superare la violenza economica; Paola Bongini ed Emanuela Rinaldi, docenti dell’Università di

Milano-Bicocca, affronteranno il rapporto femminile con il denaro sotto differenti profili; il giudice Gianfranco D’Aietti si soffermerà sui problemi economici legati alla separazione; Giulia Marchese da Città del Messico cercherà di offrire una prospettiva internazionale della questione.

Inoltre, la prospettiva di Global Thinking Foundation, tramite Alessandra Maci, introdurrà a una rinnovata cultura di cittadinanza economica.

Programma:

Saluti Istituzionali

Maria Alberta Mezzadri, Presidente Fidapa Bpw Italy Sezione Monza e Brianza

Modera

Cecilia Gandini, Socia Young Fidapa Bpw Italy Monza Brianza

Conflitto economico e riduzione delle risorse nelle separazioni e divorzi

Gianfranco D’Aietti, Docente di Informatica Giuridica, già Magistrato

Competenze finanziarie e differenze di genere

Paola Bongini, Università degli Studi di Milano-Bicocca

La mostra “Libere di Vivere” e i fumetti come strumenti educativi

Alessandra Maci, Global Thinking Foundation

Violenza economica e importanza della mediazione

Gaia Vicenzi, Keynote Speaker, Psicologa , Psicoterapeuta e Sessuologa

Perché le donne hanno paura di parlare di denaro?

Emanuela E. Rinaldi, Università degli Studi di Milano-Bicocca

Modalità di violenza contro le donne: uno sguardo internazionale

Giulia Marchese, Goethe Universität Frankfurt am Main, Universidad Nacional Autónoma de México.

 

 
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L' Editoriale

BabiJ Jar, il massacro mai citato

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

(Laura Giulia D'Orso). La Storia non va mai dimenticata. Cercate cosa è stato il massacro di Babij Jar in una Ucraina compiacente. Andate a guardare cos’è ed anche chi vi partecipò. Avrete una lontana idea (forse) di quel che è accaduto. Dei sentimenti violentati. Dell’atrocità. Della violenza assoluta. Della disperazione. Dell’Uomo tradito dai suoi simili. Dell’uomo nudo di fronte a Dio. Di Dio che resta inerte e non si capisce perché.

Risponderete con Auschwitz. Con Mathausen. Con il ghetto di Varsavia. Certamente, molto più noti. Conosciuti a tutti. Ma Babij Jar è più impressionante e meno citato. E’ lo sterminio di un popolo solo nel loro contesto abitativo.

27 gennaio, è la Giornata della Memoria. S’alzano voci discordanti, che reclamano il ricordo di altre vittime. Giusto. Tutte le altre vittime devono essere ricordate, intendo dire. Non che “quelle vittime” siano dimenticate sol perché altre vittime lo sono state. E’ un tema di prospettiva: nel più ci sta il meno, ma mai il contrario.

Non sono di religione ebraica (e non saprei dirvi perché però “israeliana mi sento un po’, ogni tanto”. 

Perché è difficile per me, ancora non nata allora, pensare a quel che è successo, al fatto che l’Europa intera abbia ritenuto di “soprassedere”, al fatto che la Germania non abbia MAI pagato quel debito di Guerra. (che non avrebbe, ben inteso, dato indietro le persone uccise).

Al fatto che la riunificazione della Germania sia stata vista come una “conquista”. E che oggi quella Germania riunita governi in buona sostanza proprio l’Europa. Singolare. O forse, più semplicemente, diabolicamente sono i cicli della storia da cui non si è imparato molto!

Due Popoli mi hanno sempre stupìto quando si salutano, quello americano e quello israeliano: ti guardano negli occhi e dicono God bless you (Dio ti benedica) e Shalom Aleichen (che la pace sia con voi)!

Qualcosa vorrà pur ricordarci