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Comuni di Monza e Brianza e l’Ats stanno preparando. Le prime informazioni su Monza. PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Ottobre 2020 10:00

Ordine dei medici mbMonza e Brianza: piano per la vaccinazioni antinfluenzali, punti di vaccinazione

Punti di vaccinazione diffusi, anche in spazi inconsueti, appello al maggior numero di persone: è il piano anti-influenzale che i Comuni di Monza e Brianza e l’Ats stanno preparando. Le prima informazioni su Monza.

È quasi pronto il piano d’azione per vaccinare contro l’influenza il maggior numero possibile di persone in non più di due settimane definito da Ats, comuni brianzoli e medici di base. Per centrare l’obiettivo senza creare assembramenti a Monza i medici potranno somministrare le dosi in sei sedi individuate dall’amministrazione e non solo nei loro ambulatori.

Alcuni professionisti accoglieranno i pazienti all’ospedale Vecchio, già messo a disposizione dal San Gerardo, mentre altri li riceveranno in locali a Sant’Albino, a San Fruttuoso, a Triante e nella zona est della città.

Le vaccinazioni, se dall’Ats approveranno le proposte avanzate da piazza Trento e Trieste, verranno effettuate non solo in stabili di proprietà del municipio ma anche in strutture non sanitarie concesse da privati. Tutte, in ogni caso, garantiranno accessi indipendenti e la possibilità di mantenere il distanziamento sociale.

«Le abbiamo selezionate – spiega l’assessore alle Politiche sociali Désirée Merlini – sulla base della prossimità e della capillarità» per consentire alle persone di non allontanarsi troppo dal loro quartiere. «A fine agosto – aggiunge – ho contattato tutti i medici di famiglia per capire le loro esigenze, ma in pochi hanno risposto. Molti si organizzeranno fissando gli appuntamenti anche la sera, il sabato e la domenica» per cercare di completare la campagna il più rapidamente possibile.

Le sedi alternative, precisa il presidente dell’ordine dei medici brianzoli Carlo Maria Teruzzi, non saranno utilizzate da tutti gli operatori: «Ci stiamo attrezzando da quasi due mesi – afferma – chi ha uno studio in un cortile o al pianterreno di un condominio potrà gestire tranquillamente gli appuntamenti». Potrebbe, invece, diventare difficile ordinare i flussi per chi ha l’ambulatorio ai piani superiori di immobili residenziali: in quel caso le collocazioni indicate dal Comune costituiranno una risorsa preziosa. Quando scatterà la campagna vaccinatoria ogni medico comunicherà ai propri pazienti dove recarsi.

in Lombardia, dove l’operazione dovrebbe partire dopo la metà di ottobre, la Regione auspica che aderiscano almeno il 75% degli ultra sessantacinquenni, i bambini fino a sei anni, chi rientra tra le categorie a rischio tra cui operatori sanitari e insegnanti, chi soffre di malattie croniche quali quelle alle vie respiratorie.

«È sempre importante vaccinarsi – assicura Teruzzi – quest’anno lo è ancora di più in quanto non solo la popolazione sarà protetta dall’influenza, ma noi potremo discernere se i sintomi che saranno accusati nei prossimi mesi dai nostri assistiti» saranno causati dal virus stagionale o dal Covid-19. Il timore di poter rivivere i mesi devastanti della pandemia in caso di una seconda ondata dell’infezione dovrebbe far impennare il numero delle adesioni: «La gente è più attenta rispetto agli anni scorsi – conferma il presidente dell’ordine – molti stanno già telefonando per informarsi sulle modalità per prenotare il siero. Noi lo consigliamo a tutti, non solo agli anziani e ai bambini». Chi non rientra tra le categorie a rischio potrà acquistarlo nelle farmacie anche se il numero acquisito e distribuito dal ministero della Salute e che verrà distribuito ad ogni singola farmacia risulta veramente ridotto. 

 
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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