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RISTORAZIONE SCOLASTICA: DAL 13 OTTOBRE AL VIA IL NUOVO MENÙ Partirà il prossimo martedì 13 ottobre PDF Stampa E-mail
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Martedì 07 Aprile 2020 08:12

comune monzaPartirà il prossimo martedì 13 ottobre il nuovo menù nelle mense scolastiche della città che preparano una media di circa 5000 pasti al giorno per le scuole primarie e secondarie monzesi.

Il menù

Dopo le prime settimane di avvio - dove sono stati sperimentati i nuovi modelli organizzativi introdotti dal 23 settembre in 19 plessi e il 28 settembre in 8 plessi - il Comune ha concordato con l’azienda Sodexo le modalità di ristorazione valide in tutte le scuole dal 13 ottobre, reintroducendo il menù invernale in vigore fino all’anno scorso, organizzato su più portate e che comprende la distribuzione della frutta fresca.

Ispezioni e controlli

I tecnici del Comune hanno effettuato diversi sopralluoghi nelle scuole nei giorni scorsi per verificare la qualità del servizio, anche alla presenza dell’Assessore all’Istruzione Pierfranco Maffè, in collaborazione con il personale docente e con i commissari mensa: alcuni dei disguidi verificatisi nei primi giorni di avvio sono stati già risolti, sospendendo per esempio il menù temporaneo composto dai cosiddetti “pasti unici” e ripristinando il servizio completo di più portate, nel rispetto delle Linee d’indirizzo per un’alimentazione equilibrata, già in vigore.

E’ prevista, a breve, l’introduzione di vassoi biocompostabili per ridurre il consumo della plastica e, laddove sarà possibile, l’utilizzo di quelli lavabili e riutilizzabili.

Gli accorgimenti antiCovid

Restano confermate le norme già introdotte nelle scorse settimane relative al distanziamento e alla capienza ridotta dei refettori, che impongono il consumo del pasto su più turni per gli alunni e l’utilizzo di “vassoi multiportata” per limitare il passaggio delle addette mensa tra i tavoli e per velocizzare la distribuzione dei pasti.

Confermate, inoltre, le attività di sanificazione tra i turni mensa, secondo quanto stabilito dalle indicazioni sanitarie regionali e nel rispetto dei tempi scolastici.

Il Comune conferma che i maggiori costi derivanti dalla riorganizzazione del servizio e dalle misure di sicurezza anti-Covid sono interamente sostenuti dall'Amministrazione Comunale, senza alcun aggravio per le famiglie.

 
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L' Editoriale

LE DONNE & GLI UOMINI E DIO

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(Laura Giulia D'Orso) - Dopo che Adamo ed Eva furono espulsi dal Paradiso, ebbero figli, e figli dei loro figli. Riuniti a tavola una sera, sorse fra loro una discussione. L’avvio lo diede Calmana, che aveva scelto di fare la direttrice d’orchestra, ma che voleva farsi chiamare “direttore”. S’aprirono le cateratte del cielo, coi pareri più discordanti. Deborah redarguì la sorella tirando in ballo la dignità della Donna.
A quel punto, Caino, acquisita coscienza di sé, chiese che la di lui testa non fosse più chiamata al femminile, essendo egli maschio. Abele gli fece osservare che “testo” significava già altro, e che v’era rischio di confusione. Ma Caino, che la giurò proprio quella sera ad Abele, ribatté che allora avrebbe abolito il femminile per la milza, la lingua, la gola. Awan sorrise soddisfatta, e cominciò a contare quante cose di sé avrebbe appellato diversamente: fegato, cuore, rene, polmone. La gamba era già al suo posto, ma osservò che il braccio, l’orecchio e il ginocchio erano transgender, poiché al singolare suonavano maschi, mentre al plurale femmine. Le costole, invece, erano coerentemente femmine sempre e comunque, la qual cosa faceva arrabbiare assai Adamo, andato in crisi di identità sessuale e che ricorse ad uno psicologo, perché non capiva come potesse avere dentro di sé il pezzo fondante di Eva, lui che era maschio. Il piccolo Enos, allora, anima candida, si guardò attorno, e chiese come mai gli alberi avessero pressoché tutti nomi maschili.
La madre Azura gli fece presente che alle volte, da un albero maschio, nascevano frutti femmine: le mele, le pere, le banane, e che comunque parecchi fiori erano femmine, mentre altri maschi, eppur tutti graziosi. Deborah andò allora su tutte le furie, lamentando che il frutto del fico fosse invece rimasto aggrappato alla “Y”, e urlò: “Cielo e mare, perché devono essere maschi?”. ”Beh, se è per questo, perché la terra, le stelle e la luna sono femmine?”, rispose serafico Abele, che a quel punto decretò la sua condanna a morte, giacché Caino avrebbe preferito terro, stelli e luno. Insomma, ne venne fuori un putiferio che mancò solo di anticipare la Torre di Babele: mischiando maschi e femmine, a un certo punto, non si capì più nulla.
Fu a quel punto che spuntò il buon Dio, il quale disse: “Se v’ho fatto maschi e femmine, uomini e donne, avrò avuto le mie buone ragioni. Credo, fra l’altro, che in questo momento abbiate problemi un poco più seri di cui occuparvi. Chiamatevi pure come accidenti volete: l’importante è che non vi manchiate mai di rispetto, mai. Gli uni con gli altri!”.
P.S.: Ma chi l’ha detto che il Covid-19 è maschio? Ecco, apriamo una bella discussione sul fatto che “virus” è ingiusto, perché dovrebbe chiamarsi “vira” (è latino). Rimane il problema che “vira”, in italiano, è un verbo (1^ coniugazione, 3^ persona singolare del presente indicativo, o anche 2^ persona singolare dell’imperativo), o no? Va beh: inutile insistere. Non se ne esce. Forza allora a tutte le Donne. A quelle che sanno chi sono senza necessità di etichette e sostantivi concordanti oltre ogni ragionevolezza, e anche a quelle che di etichette e sostantivi hanno bisogno.