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La detraibilità dei premi assicurativi PDF Stampa E-mail
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Lunedì 27 Maggio 2019 09:29

polizzaUna delle novità del 2018 riguarda la detrazione del 19%, senza alcun limite di spesa, relativa ai premi assicurativi versati per coprire il rischio di eventi calamitosi, per unità immobiliari residenziali e relative pertinenze a prescindere dalla proprietà o diritto vantato sull’immobile. La detrazione sembrerebbe spettare al titolare della polizza e che non possa essere quindi attribuita, qualora la spesa sia stata sostenuta a favore di familiari fiscalmente a carico. Si attendono chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per certificare le somme corrisposte per premi assicurativi è necessario essere in possesso della ricevuta di pagamento del premio versato nell’anno di riferimento o dichiarazione dell’assicurazione attestante il pagamento dei suddetti premi e del contratto    di assicurazione oppure               dell’apposito     prospetto rilasciato dall’assicurazione, nel quale sono evidenziate le seguenti informazioni: dati del contraente e dati dell’assicurato, tipo e decorrenza del contratto e importi fiscalmente rilevanti.

I premi di assicurazione detraibili sono disciplinati dall’articolo 15, comma 1, TUIR, più precisamente: la lettera f), con riferimento ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, anche a tutela delle persone con disabilità grave, di invalidità permanente o di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana; dal 2018, ai sensi della successiva nuova lettera f-bis), con riferimento ai premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi, stipulate relativamente a unità immobiliari ad uso abitativo. Pertanto, a titolo esemplificativo possono rientrare in tale categoria terremoti, alluvioni, frane e uragani. Si sottolinea che pur essendo ormai diffuse le cd. polizze “multirischio”, in grado di coprire al contempo più rischi inerenti ad un medesimo immobile, ai fini della detraibilità, si ritiene che l’assicurazione interessata debba necessariamente effettuare un distinguo all’interno del premio versato, individuando puntualmente le somme destinate a coprire i vari rischi contemplati.

I premi di assicurazione sono caratterizzati da diversi limiti di detraibilità, a seconda dell’oggetto e della data di stipula del contratto. In particolare: i premi assicurazioni detraibili per un importo massimo di C 530 e riguardano: assicurazioni contro il rischio di morte o invalidità permanente non inferiore al 5% (stipulate/ rinnovate dal 2001) e assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni (stipulate/rinnovate fino al 2000); i premi assicurazioni detraibili per un importo massimo di C 750 al netto dei premi di assicurazione riportati al punto 1 e riguardano le assicurazioni contro il rischio di morte stipulate per tutelare persone con grave disabilità; i premi assicurazioni detraibili nel limite di C 1.291,14 al netto delle spese per le assicurazioni riguardano le assicurazioni contro il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana.

 
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L' Editoriale

Spegnete la televisione e vivete ... la creazione di due vite parallele

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 

panchina(Laura Giulia D'Orso). Negli anni '70 da più voci si denunciava il centralismo con cui i mezzi televisivi eludevano le distanze fisiche e culturali per imporre in sincrono e in ogni casa i modelli del «nuovo potere». Oggi il paradigma si è evoluto nella forma ancora più estrema nei social. Nel digitale la tirannide è liquida, istantanea, strutturale. Più che imporla faticosamente nel reale, la si impone forzando il suo involucro impomatato: la digitalizzazione. La nuova parola d'ordine ... digitalizziamo tutto!

La televisione e i suoi nipoti non sono però «un centro elaboratore di messaggi» in modo diretto.

La loro elaborazione sforna piuttosto rappresentazioni, mondi fatti e finiti.

Sui teleschermi non si discute ma si osserva la gente discutere, non si commentano gli eventi ma li si (ri)produce montando immagini, parole e suoni in un tutto coerente che mima tempi e modi della cognizione in presenza. Con la promessa di allargare lo sguardo su realtà altrimenti inaccessibili, le finestre telematiche le incorporano indistintamente nel bagaglio dell'esperienza e della memoria.

 

I «messaggi» passano nell'eccipiente di una narrazione internamente vera e perciò compatibile con le aspettative del pubblico «ben funzionante», le notizie nello storytelling, i giudizi, le emergenze, i bersagli della simpatia o dell'odio nella testimonianza, nel «caso» e nelle trame di Hollywood. Non sbaglia chi identifica in questi strumenti le innovazioni più decisive degli ultimi decenni.

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