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Monza Family: la Città a misura di famiglia PDF Stampa E-mail
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Lunedì 28 Gennaio 2019 10:30

L’Assessore Désirée Merlini ha aperto il comune monzaprimo incontro operativo del tavolo «Monza Family» martedì 22 gennaio in Sala Giunta con i soggetti pubblici e privati del terzo settore. oltre al sindaco Dario Allevi, erano presenti i neo direttori generali di «Asst Monza», Mario Alparone, e di «Ats Brianza», Silvano Casazza oltre a Corrado Conforto Galli, vice Prefetto vicario di Monza e Brianza che hanno condiviso metodo e obiettivi del progetto, confermando il loro sostegno al percorso avviato.

Con il progetto «Monza Family» il focus è sul Welfare Community integrando i tradizionali servizi socio assistenziali con innovativi servizi alla persona e con quelli educativi. Siamo solo all’inizio di un cammino che potrà cambiare l’approccio alla cultura del “sociale” in una città che non ha paura di innovare, di anticipare i tempi e di consolidare esperienze in grado di collocarla tra i benchmark.

Compito del Comune è facilitare l’attivazione e il governo di questo processo. Il primo «passo» è l’apertura di un «tavolo» con tutti gli attori del territorio interessati: «un luogo di ascolto, confronto e lavoro condiviso su temi sociali per ottimizzare le risorse verso interventi efficaci a favore dei cittadini», spiega l’Assessore.

Si apriranno le fasi di «co – programmazione» e «co - progettazione», finalizzate ad individuare i bisogni da soddisfare, gli interventi, le modalità di realizzazione degli stessi e le risorse disponibili in tre tematiche: famiglie e minori, anziani e invecchiamento attivo, persone con disabilità, con un focus particolare sull’autismo.

«Monza.con», perché nessuno venga escluso

Nell’ambito di «Monza Family» sono due i progetti già partiti. Il primo «Monza.con», è un progetto di contrasto alla povertà nato con l’obiettivo di aiutare i più fragili, persone gravemente emarginate e senza dimora, ad essere inseriti in un programma ampio di aiuto e sostegno.

Aderiscono alla rete di «Monza.con»: Comune di Monza, Caritas Decanale di Monza, Congregazione Frati Minori - Madonna delle Grazie, San Vincenzo de Paoli, Chiesa Evangelica del Nuovo Giorno, Ordine Francescano Secolare, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, CityAngels Monza, Croce Rossa Italiana, Scout Monza, Associazione Avvocati di Strada, Comunità Nuova, Consorzio Comunità Brianza, Coop. Soc. Colce Lotta contro l’emarginazione, Gruppo Volontari per l’Inclusione Sociale - V.I.S. SPAZIO37 e Rete Pane e Rose.

Demenza, supporto a pazienti e famiglie

Il tavolo Dementia Friendly Community, invece, è uno spazio di lavoro e confronto con l’obiettivo di promuovere processi di inclusione a favore delle persone affette da demenza e delle loro famiglie. Hanno aderito al tavolo: Comune di Monza, ATS Direzione Socio-Sanitaria, ASST Direzione Generale, Ordine dei Medici della Provincia di Monza e della Brianza, Associazione Alzheimer Monza e Brianza, Cooperativa Nuovo Solco, RSA Bellani, La Meridiana Due Cooperativa sociale, RSA San Pietro, ASST Geriatria S. Gerardo, ASST Dipartimento Ricca Responsabile UOS Dimissioni Protette e Valutazione Multidimensionale, CSV Cazzaniga e Farmacie.

Il prossimo appuntamento con Monza Famil» è fissato per martedì 12 febbraio 2019 all’Urban Center, via Turati, 6 con tutte le associazioni di volontariato del territorio.

 
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L' Editoriale

Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris. Macron disdice ogni impegno e segue con ansia l’evolversi del dramma. Le fiamme sono il tramonto forse definitivo dell'emblema di una città e di una nazione. A me piange il cuore come cattolica eppure vedo ipocrisia nel disperarsi francese. Non la Russia post comunista né i Paesi dell’allora blocco sovietico, bensì la Francia è la patria dell’ateismo oggi in Europa: una recente indagine, pubblicata sull’ultimo numero dell’autorevole bimestrale «Le Monde des religions», consegna ai nostri “cugini” la palma di Paese con il maggior numero di atei tra i propri abitanti. Infatti, il 14% dei francesi si dichiara “ateo convinto”, percentuale che sale al 25,4% quando si parla di persone “senza religione”.

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