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ENASARCO: definita la contribuzione per il 2018 PDF Stampa E-mail
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Sabato 10 Marzo 2018 15:54
ENASARCO ha recentemente definito la contribuzione applicabile per il 2018 ad agenti e rappresentanti di commercio rispetto alla quale, il prossimo 21.05.2018, scade il termine di pagamento relativo al primo trimestre 2018.
La contribuzione è suddivisa nelle seguenti fattispecie principali: 1. esercizio tramite ditta individuale e società di persone: in tal caso i contributi sono determinati applicando la specifica aliquota nel rispetto dei nuovi minimali/massimali di contribuzione; 2. esercizio tramite società di capitali: sono previste aliquote ad hoc a seconda dello scaglioe provviglioale applicabile (senza previsione di un massimale / minimale). Aliquote, minimi e massimali di ditte individuali o società di persone Come anticipato in premessa, gli agenti e rappresentanti di commercio operanti sul terriotirio nazionale sono tenuti alla contribuzione ENASARCO su tutte le somme spettanti in dipendenza del contratto di agenzia. Se l’attività di agenzia è esercitata in forma societaria, in presenza di 2 o più agenti illimitatamente responsabili, il contributo è dovuto per ciascuno di essi ed è suddiviso tra tali soci sulla base delle quote sociali o, se diverse, in misura corrispondente alle quote di ripartizione degli utili previste dall’atto costitutivo. Per ditte individuali e società di persone i contributi vanno determinati applicando l’aliquota alle somme spettanti nel rispetto di un minimale contributivo ed un massimale provvigonale annuo. Per il 2018 l’aliquota contributiva applicabile dalla casa mandante a tutte le somme dovute all’agente in dipendenza del rapporto di agenzia è pari al 16%, ripartita egualmente tra agente e preponente: Aliquota applicabile Suddivisione 16% (15,55% nel 2017) 8% a carico del preponente 8% a carico dell’agente Il massimale provvigionale per il 2018, invece, è il seguente: MASSIMALE PROVVIGIONALE Monomandatario Plurimandatario Massimale: 37.913 euro. Massimale: 25.275 euro. OSSERVA La contribuzione massima annua per agenti monomandatari è pari a 6.066,08, mentre per i plurimandatari è pari a 4.044 euro. Monomandatario 846 e Plurimandatario 423euro Esercizio dell’attività tramite società di capitali Agli agenti che esercitano l’attività in forma di SPA o SRL, la casa mandante determina il contributo dovuto applicando un’aliquota diversa a seconda dello scaglione provvigionale. Il versamento dei contributi sulle provvigioni dovrà essere effettuato solo a seguito dell’invio di una distinta da effettuare con modalità telematiche attraverso il portale www.enasarco.it. Con riferimento a tale comunicazione, l’agente ha l’obbligo di indicare tutte le provvigioni ricevute nel corso dell’anno, anche qualora siano irrilevanti ai fini contributivi (per effetto del raggiungimento del massimale, ad esempio). I versamenti dovranno essere effettuati tramite MAV o SDD entro le seguenti scadenze: MODALITA’ E TERMINI DI VERSAMENTO Primo trimestre 2018 21.05.2018,Secondo trimestre 2018 20.08.2018,Terzo trimestre 2018 20.11.2018, Quarto trimestre 2018 20.02.2019
 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.