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Il carsharing cresce sempre più velocemente: car2go festeggia oltre tre milioni di clienti PDF Stampa E-mail
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Venerdì 09 Febbraio 2018 20:47
 Il pioniere del carsharing espande ulteriormente la sua leadership di mercato e cresce sempre più rapidamente
 Olivier Reppert, CEO di car2go: "Le cifre mostrano in modo incisivo quanto il servizio offerto da car2go sia popolare nelle città".
 Le tre sedi che vantano il maggior numero di clienti car2go sono Chongqing (237.000 clienti), Berlino (223.000 clienti) e Madrid (196.000)
 Milano e Roma rientrano nella top ten delle città car2go con più utenti
Stoccarda - car2go continua il suo percorso di crescita e dimostra quanto il carsharing a flusso libero sia sempre più di tendenza. Solo 16 mesi dopo aver conquistato il traguardo dei 2 milioni di clienti in tutto il mondo, il pioniere e leader di mercato nel settore del carsharing a flusso libero ha già raggiunto la tappa successiva: a gennaio car2go ha superato i 3 milioni di clienti.
 
Aumenta a dismisura, dunque, il numero di persone che condividono i circa 14.000 veicoli car2go in tutto il mondo, disponendo così di una mobilità individuale, flessibile e sostenibile. Lo dimostrano gli intervalli di tempo sempre più brevi con cui car2go riesce ad aggiungere un nuovo milione al conteggio dei suoi utenti globali: car2go nasce come progetto pilota a Ulm nel 2008 e dopo sei anni raggiunge il "primo milione"; dopo altri due anni e mezzo, nel settembre 2016, arriva il "secondo milione"; il "terzo milione" di clienti car2go viene raggiunto infine dopo solo un anno e quattro mesi.
 
"Il raggiungimento dei tre milioni di clienti e lo sviluppo dinamico del servizio dimostrano in modo incisivo quanto il carsharing flessibile di car2go sia sempre più richiesto nelle città. L'incremento dei clienti del 30% nel solo 2017, parla da sé. E il potenziale di ulteriore crescita è enorme: alcuni studi ipotizzano che il numero di clienti del carsharing aumenterà di cinque volte nei prossimi anni", afferma Olivier Reppert, CEO di car2go Group GmbH. "Non è un caso che car2go sia il primo operatore di carsharing a superare il traguardo dei tre milioni di clienti: grazie ad una app intuitiva, recentemente premiata dal Time Magazine, grazie al processo di noleggio particolarmente veloce e flessibile e grazie alle vetture premium di smart e Mercedes-Benz, sottolineiamo con forza i nostri elevati standard che assicurano una customer experience unica", spiega Olivier Reppert.
 
I tre milioni di clienti car2go sono distribuiti su 26 città in tre continenti. La maggior parte dei clienti car2go si trova in Europa (1,72 milioni). Segue il Nord America con 1,04 milioni di utenti. In Cina, dove il servizio è presente nella città di Chongqing, 237.000 clienti utilizzano car2go. Chongqing è quindi la città car2go che vanta il maggior numero di clienti al mondo, seguita da Berlino (223.000) e Madrid (196.000). La top ten è completata da Amburgo (184.000), Milano (170.000), Roma (166.000), Vancouver (155.000), Vienna (142.000), Calgary (120.000) e dalla Renania (117.000).
 
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L' Editoriale

Noi che .... anche senza treccine

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(Laura Giulia D'Orso). Noi che non avevamo smartphone, tablet e connessioni per riprenderci in corteo e farci selfie ma quando dovevamo comunicare usavano il telefono di quel “toscanaccio” di Antonio Meucci.

Noi che, se non eravamo figli unici, ci “passavamo” i vestiti, i cappotti, e … le scarpe si facevano risuolare. (E’ nato così l’abbigliamento unisex!!!)

Noi che avevamo un solo paio di scarpe da ginnastica (si badi bene…. ginnastica e non sneaker) e che venivano usate prettamente a scuola in palestra).

Noi che conoscevamo a memoria la toponomastica della nostra città, ma non solo, anche quella del capoluogo più vicino perché, gambe in spalla, ce le siamo percorse tutte a piedi, sviluppando orientamento ed istinto, senza bisogno del navigatore (al limite c’era “tuttocittà”).

Noi che avevamo un solo cappotto pesante, uno leggero e quando aprivamo l’armadio per scegliere un vestito per qualche occasione non esclamavamo mai che non avevamo nulla da indossare quando i capi trabordavano dalle ante chiuse a forza.

Noi che non ci facevamo investire in città o chiamare dai genitori cento volte per la cena perché non avevamo gli auricolari nelle orecchie a tutto volume.

Noi che avevamo uno o due televisori al massimo ma non pagavamo immense cifre per lo streaming, per i canali via satellite, per gli abbonamenti al calcio, ai film, alle serie tv e sentivamo 90’ minuto la domenica e andavamo al cinema solo nelle ricorrenze, per non creare polveri sottili che poi avremmo inalato!

Noi che abbiamo sempre mangiato a chilometro 0, pane con burro, nutella o salame e non facevamo venire dall’altro emisfero con gli aerei (vedi scie chimiche!!!) come i “radical chic” il Guacamolo, i Burrito, il Kebab, il Pisco, i Donats.

Noi che per comprare qualsiasi cosa entravamo in un negozio e se ci andava bene e ci piaceva lo compravamo, non usavamo e-commerce e non avevamo bisogno di fare arrivare qualcosa ordinandolo on-line da distanze siderali per poi rispedirlo indietro perché non era la misura giusta o non era quello che ci eravamo immaginati.

Noi che a scuola si studiava geografia astronomica e sapevamo che le era glaciali erano state almeno 5 (vd. Charpentier e Warren) e che nel Protozoico c’erano state variazioni dell’orbita terrestre che avevano mutato il clima surriscaldandolo. (non mi risulta ci fossero già in circolazione automobili o caldaie o fabbriche o plastica)

Noi che fino a quando non abbiamo messo “su famiglia” non avevamo problemi di comprare auto diesel euro 6, benzina rossa, verde o gpl ma usavamo i mezzi pubblici intrisi d’inverno di quel bel “bagnato” che trasudava da alito e sudore a piccole gocce sui finestrini appannati.

Noi che vogliamo tutti un mondo migliore ma che non ci facciamo strumentalizzare!

p.s. Firma anche tu la petizione: non volere più le cannucce quando ordini un cocktail al bar, bevi dal bicchiere!

 

Nomen Omen - Sanremo 2019

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Non ne faccio sicuramente una questione di italiano o non italiano, il pezzo di Mahmood poteva cantarlo anche un fiorentino con l'accento toscano incallito, o romano “de” Trastevere, solo che il motivo che ha vinto questa edizione del festival è di una bruttezza assoluta. Questo è il mio parere da “giornalista”, ma visto che il parere della Stampa e della Giuria tecnica (decisamente poco competente per quel compito), vale un …. sacco (anche se non si è capito quanto), allora mi permetto di giudicare. Se si pensa che adesso rappresenterà l’Italia all’Eurofestival, beh gli faccio proprio gli in bocca al lupo.
Ultimo è piaciuto al pubblico, questo è un dato di fatto! Visto che Dandini, Bastianch & company al limite si limiteranno a comprare un cd, vedo più commercializzabile il pezzo del ragazzo romano che ….. scusate tanto non è proprio l’ultimo dei “barlafüs” e accettate il mio lombardismo.
Nato a Roma ha seguito tutto il percorso di studi al Conservatorio Santa Cecilia, fondata nel 1556, incentrato sullo studio del pianoforte e poi della composizione, inizia a scrivere e comporre canzoni già all'età di quattordici anni. Il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, conosciuto in tutto il mondo accademico musicale, opera in ambito nazionale ed internazionale, svolge un’opera attenta, seria, e professionale nello sviluppo dei talenti sul territorio, realizza attività di formazione.
Il tempo è un ottimo misuratore di torti e ragioni. Basta aspettare. Diceva già tempo addietro Mark Twain: «se votare facesse qualche differenza non ce lo lascerebbero fare».