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Manovra e bonus casa: un passo indietro sarebbe molto grave PDF Stampa E-mail
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Giovedì 19 Ottobre 2017 06:03
171019 mano con monete bigNon è ancora chiaro se ci sarà o meno una proroga del bonus mobili, la misura fiscale che permette una detrazione del 50% sull'acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati all'immobile oggetto della ristrutturazione, fino a un massimo di spesa di 10.000 euro. Da più fronti si richiede una proroga. Ed Emanuele Orsini, Presidente di FederlegnoArredo, ribadisce con forza la richiesta di prorogare questa importante misura fiscale, inserendola nella Legge di Bilancio 2018, oltre a chiedere che il bonus mobili diventi strutturale e quindi definitivo.
 
Si tratta infatti di un'agevolazione decisamente apprezzata dai consumatori italiani, come dimostrano i dati elaborati a partire delle dichiarazioni dei redditi della Consulta Nazionale dei Caf: dalla sua introduzione un totale di 860.000 italiani hanno beneficiato del bonus mobili, per una spesa di oltre 4,5 miliardi di euro.
"Non si tratta di un regalo alle aziende" – puntualizza Orsini – ma di uno strumento di politica industriale, che ha dimostrato di essere un incentivo all'economia reale e ha giocato un ruolo fondamentale nel far ripartire il mercato interno".
 
Se il nodo da sciogliere riguarda le risorse necessarie e quelle che il Governo potrà mettere a disposizione, va sottolineato che il bonus mobili non grava sulle casse dello Stato. "Si tratta di un provvedimento a costo zero – prosegue Orsini- che anzi ha creato gettito fiscale. Inoltre finora ha salvato oltre 10.000 posti di lavoro, garantendo un risparmio sulla cassa integrazione di circa 40 milioni di euro".
 
Senza dimenticare gli effetti positivi sulla filiera italiana dell'arredo. "Un passo indietro delle Istituzioni sarebbe davvero molto grave, anche considerando mesi di dialogo costante in cui è sempre stata sottolineata, trasversalmente, la bontà del provvedimento". sottolinea Orsini. "Non dimentichiamo che il nostro Paese è composto da imprese medio-piccole, l'80% delle quali vive di mercato interno. Rinunciare a questo strumento equivarrebbe a infliggere un colpo durissimo al tessuto imprenditoriale italiano. Senza il bonus mobili ci sarebbe un segno negativo del 2% in confronto all'anno precedente. Stiamo parlando di 300 milioni in meno di gettito IVA, che corrisponde a un calo dei consumi del 13%, senza parlare dei posti di lavoro a rischio".
 
FederlegnoArredo è la Federazione italiana delle industrie del legno a dell'arredo: fondata nel 1945, rappresenta oggi circa 2800 aziende nei confronti delle Istituzioni, delle Organizzazioni politiche, economiche, sindacali e sociali. La macro-filiera del legno-arredo in Italia occupa oltre 321.000 addetti e comprende 79.000 aziende, rappresentando il secondo settore italiano per numero di imprese. Nel 2013 si è fatta promotrice del bonus mobili.
 
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L' Editoriale

Non solo regali ......

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Asciugherà ogni lacrima

Non avranno più fame e non avranno più sete,

non li colpirà più il sole né alcuna arsura;

perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pascerà

e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita;

e Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi.

(Apocalisse 7:16-17 – La Bibbia)

Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi

e non ci sarà più la morte,

né cordoglio, né grido, né dolore,

perché le cose di prima sono passate.

 

Ad buon intenditor poche parole

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(Laura Giulia D’Orso) Esistono numerosi studi economici che analizzano l’impatto del cambio di un manager sulle performance di un’azienda. Le stime sono rilevate in genere nelle aziende quotate in borsa ma risultano ignote nelle aziende di dimensioni più piccole. I dati presi dallo sport non fanno eccezione: in particolare, quelli del calcio. In genere “il manager” che viene rimosso per primo e sostituito nel calcio è l’allenatore, che affronta il rischio dell’esonero. Si parla sempre più di leadership, di motivazione: il vero capo è colui che sa tirare fuori il meglio dai suoi collaboratori, creando un gruppo unito ed una missione da raggiungere. Nel calcio è cercare di vincere una partita, allora i giocatori non sono troppo diversi, ognuno con il proprio ruolo, dal team di un’azienda che punta alla realizzazione di un progetto di successo. I dati calcistici hanno quattro vantaggi, in particolare, per studiare questo fenomeno. Innanzitutto, la performance è misurata su base settimanale, attraverso tre semplici indicatori: vittoria, pareggio o sconfitta della squadra. Le scelte dell’allenatore sono osservabili da tutti, cioè i giocatori schierati ed il tipo di gioco adottato. Le competizioni calcistiche sono relativamente omogenee tra loro, confrontando tra loro squadre con gli stessi obiettivi Le caratteristiche importanti degli allenatori sono conosciute, come l’esperienza pregressa nello sport, l’età, e i risultati ottenuti in passato. Si possono estrarre da questi dati tre ipotesi La prima è la teoria del “senso comune”, secondo la quale un allenatore è il responsabile dei risultati deludenti di una squadra. La seconda teoria è quella del “circolo vizioso”: nonostante l’esonero, la squadra continuerà a fare male, a causa della confusione all’interno delle relazioni societarie. Il cambio allenatore avrà un effetto destabilizzante, in negativo. La terza teoria che tenta di spiegare il fenomeno dell’esonero prende il nome del “rito del capro espiatorio”. Un tecnico è allontanato solo per divergenze con la società ma ha l’appoggio dei tifosi, dei media e soprattutto dei suoi giocatori. Ma è davvero così o potrebbe trattarsi di una sorta di illusione ottica? I risultati del campo possono essere influenzati da diversi fattori, che non sono presi in considerazione da un approccio comparativo semplicistico. Innanzitutto, il nuovo allenatore e quello precedente non giocano contro gli stessi avversari, né un nuovo management ha per forza di fronte le stesse sfide di quello precedente. Ad esempio, è possibile che l’allenatore esonerato abbia iniziato la stagione affrontando gli avversari più forti, mentre il nuovo si trova lungo il percorso avversari meno forti. Oppure che il management abbia dato vita a un’opera di risanamento lacrime e sangue i cui effetti si vedranno solo in un futuro più lontano. Quindi, cambiare allenatore o management può essere del tutto inutile? Nel caso delle piccole e medie squadre gli studi dicono di si, porta incertezza. Da quanto il Monza Calcio è passato di mano ed i nuovi proprietari sono Silvio Berlusconi e l’ad. Galliani, la squadra non ha più vinto. I risultati positivi delle prime tre partite si sono trasformate in una sconfitta e due pareggi. Certamente non aiuta al gruppo, all’allenatore e allo staff tecnico, leggere e sentire da certa stampa nomi accostati a quello o a questo. Non aiutano sapere che già si cerca un nuovo allenatore o che lo staff potrebbe essere “invaso” da ex milanisti. Diamo perciò a Mister Zaffaroni ciò che è di Mister Zaffaroni: il merito di avere creato un gruppo unito, una missione da raggiungere, una leadership forte dello staff e ……. basta “sparate”.