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il Comune di Monza investe nel piano scuola PDF Stampa E-mail
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Sabato 07 Ottobre 2017 10:00

comune monzaQuasi due milioni di euro per le scuole «Puecher», «Zara», «Bachelet» e «Zucchi». Il Comune di Monza prosegue il suo piano di investimenti sulle scuole: «puntiamo a investire più risorse possibili per rinnovare e migliorare il patrimonio dell’edilizia scolastica cittadina», dichiara l’Assessore ai Lavori Pubblici Simone Villa.

Nuovi bagni alla «Puecher», alla «Zara» e allo «Zucchi». È di 450 mila euro l’investimento previsto per il rifacimento dei servizi igienici e la posa di nuovi serramenti della Scuola primaria «Puecher», che fa parte dell’Istituto Comprensivo «Anna Frank». Saranno rifatti i bagni anche della Scuola primaria «Zara», che fa parte dell’Istituto Comprensivo «Koiné». In questo caso è previsto anche il completamento della nuova copertura per un investimento di 500 mila euro. Nuovi servizi igienici in arrivo anche alla Scuola Media «Zucchi». Il progetto, finanziato con 750 mila euro, prevede il rifacimento dei servizi igienici e una nuova distribuzione degli stessi.

Palestra rifatta alla «Bachelet». Sarà completamente rifatta, invece, la pavimentazione della palestra della Scuola primaria «Bachelet» dell’Istituto Comprensivo «Salvo d'Acquisto». Il progetto prevede anche il rifacimento dei servizi igienici e degli spogliatoi della palestra e la posa di nuovi serramenti. 200 mila euro le risorse investite.

Investire sulla manutenzione per anticipare l’emergenza. «Si tratta di scuole costruite tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta che oggi ospitano quasi 1.400 studenti. Si tratta di strutture dove gli impianti dei servizi igienici sono quelli originari, spiega l’Assessore. Un patrimonio scolastico che ha bisogno di interventi per essere all’altezza degli standard qualitativi che ci aspettiamo dalle nostre scuole. Stiamo investendo molte risorse per restituire a studenti, famiglie e insegnanti scuole sicure e con spazi adeguati, in grado di incidere anche dal punto di vista ambientale e del risparmio energetico: progetti per anticipare l’emergenza e investire sulla manutenzione, su ciò che serve più che su ciò che appare. Ci auguriamo che anche il Governo possa stanziare nuovi fondi per l’edilizia scolastica». La Giunta lo scorso 23 dicembre ha approvato, per le quattro scuole, i progetti definitivi. Gli uffici sono ora al lavoro sui progetti esecutivi a cui seguirà il bando di gara e l’affidamento dei lavori. L’obiettivo è aprire i cantieri, d’accordo con i Dirigenti scolastici dei singoli Istituti, durante il periodo estivo.

 
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L' Editoriale

SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis

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(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

Come non averci pensato prima!

Eppure le "rime buccali" sono la conditio sine qua non per la riapertura degli istituti scolastici e punto imprescindibile nelle azioni di prevenzione.

Esame di Anatomia Umana, secondo anno di Medicina, si parla di una “rima buccale limitata dalle labbra; di un vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, posteriormente dalle arcate mascellari, o meglio gengivo-dentali".

Insomma, molto più semplice del previsto, di altro non si tratta che della distanza tra bocca interna a bocca interna.

Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola, adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, è stato inserito appunto questo esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge.

Adesso i Presidi ed i Dirigenti Scolastici saranno sicuramente più contenti!

Hanno facilitato loro la vita lavorativa, prima vagavano da mesi in cerca di indicazioni precise e di plexiglas, o almeno tentavano di ridurre i problemi legati allo spazio, successivamente per la distanza è arrivato il “consiglio” di un metro tra gli alunni considerando da "spalla a spalla".

Adesso mi immagino il controllo della “distanza”. Perchè è qui che viene la parte più complessa!

Consiglio: prendere un metro di quelli di alluminio ritraibili provvisti di aggancio iniziale, poi far sedere i ragazzini al loro posto e, all’apertura del vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, apporre con gessetto una X arrivando ad altro vestibolo di fanciullo!

Semplice no!?

 

L’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino

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(Laura Giulia D’Orso)

Dal “siamo tutti Italiani” all’”Europa s’è desta” il passo è stato breve. La Presidente tedesca della Commissione europea Ursula von der Leyen riesce sempre a spiazzare almeno metà degli Italiani!

Per chi è cresciuta conoscendo il testo dell’Inno di Mameli dalle Elementari ed uso il termine Elementari con orgoglio e non scuola primaria di primo grado, non perché giocasse la Nazionale di calcio, ma perché era ed è l’inno del nostro Paese, le parole nel solito italiano scolastico, all’inizio del primo giorno degli Stati Generali, (già il nome è tutto un programma, ripassare sul "Villari") voluti da Giuseppe Conte, è stata una pugnalata al cuore.

Solamente per ricordare che la citata strofa è dal 12 ottobre 1946 parte dell’inno nazionale d’Italia conosciuto anche come Canto degli Italiani, scritto nell’autunno del 1847 dallo studente e patriota genovese Goffredo Mameli e musicato a Torino da un altro genovese, Michele Novaro.

Preludeva alla guerra contro l’Austria, presentando numerosi riferimenti storici del passato. Ecco la spiegazione della strofa

Fratelli d’Italia

L’Italia s’è desta,

Dell’elmo di Scipio

S’è cinta la testa.

Publio Cornelio Scipione, detto l’Africano (253-183 a. C.), fu il generale e uomo politico romano vincitore sui Cartaginesi e su Annibale nel 202 a. C. a Zama (attuale Algeria); la battaglia decretò la fine della seconda guerra punica, con la schiacciante vittoria dell'Impero Romano.

L’Italia, ormai pronta alla guerra d’indipendenza dall’Austria, la Prussia e l'Ungheria, si cinge figurativamente la testa dell’elmo di Scipione come richiamo metaforico alle gesta eroiche e valorose degli antichi Romani.

Bene adesso mi pongo solamente una domanda; ma i politici si leggono prima i discorsi che i propri spin doctors, cioè i consulenti di comunicazione, scrivono? E se sì, non si pongono dei dubbi sul tipo di comunicazione che viene data all’utente finale?

Basita! Ecco allora spontaneo un sillogismo: l’Europa s’è desta sta alla Germania come l’Italien über alles sta a Berlino.