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Cresce il lavoro per le donne? Sono anche quelle che si formano di più PDF Stampa E-mail
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Sabato 07 Ottobre 2017 10:00
Barberis: "Le donne credono di più nella formazione ed il mercato del lavoro le premia." L'Istat ci dice che crescere l'occupazione ed in particolare quella delle donne.
 
Ma tra le motivazioni di una tale tendenza, certamente vi è anche la formazione: le donne si formano il 12% in più rispetto agli uomini. Ma non solo: mentre il 55% degli uomini che si formano lo fanno sulle materie "obbligatorie" come come sicurezza sul lavoro, il 54% delle donne ha partecipato negli ultimi 3 anni a corsi di formazione legati all'internazionalizzazione, alla comunicazione, al marketing ed al settore HR.
 
Addirittura su un panel di 500 formatori e formatrici (intervistati con metodo Cawi nel giugno 2017), il 59% ritiene che le donne abbiano avuto maggiori benefici o abbiano appreso meglio durante i corsi di formazione.
 
D'altronde, il 36% delle donne nella fascia di età dai 18 ai 30 anni mettono la "formazione" ai primi posti tra i requisiti del proprio posto di lavoro ideale (gli uomini scelgono per il 44% la possibilità di carriera).
 
"In un mondo del lavoro sempre più competitivo, la formazione è diventata una degli asset strategici sia per la crescita dell'azienda che per attirare nuovi talenti. E le donne sembra che se ne siano accorte prima degli uomini, formandosi di più nella fase precedente all'entrata nel mondo del lavoro, ma anche successivamente, con la formazione continua. - ha dichiarato Carlo Barberis. Presidente di ExpoTraining - I dati dell'Istat che indicano un lento ma comunque significativo aumento dell'occupazione in Italia, ci hanno anche mostrato come le donne stiano "cogliendo" meglio questo periodo storico, investendo sulla propria formazione e impegnandosi nella formazione continua. Addirittura se andiamo ad analizzare i dati sulle tipologie dei corsi, ci accorgiamo addirittura di un gap significativo ma i molti uomini che fanno formazione perché obbligatoria per legge e le donne che la vedono sopratutto come opportunità di crescita professionale personale.
 
E gli imprenditori in questa fase storica sanno che serve (e sempre di più servirà) personale capace di migliorarsi, aggiornarsi. Insomma, le donne credono di più nella formazione e la tendenza del mercato del lavoro le premia.".
 
Tutti i dettagli saranno raccolti nel primo "Libro Bianco sulla formazione continua in Italia", presso la prossima edizione di ExpoTraining, a FieraMilano il 25 e 26 ottobre prossimi. ExpoTraining è la più importante manifestazione italiana su formazione e lavoro, in collaborazione con Cgil, Cisl, Uil, con associazioni imprenditoriali, enti e società di formazione e la Regione Lombardia.
 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!