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L’omaggio di Monza al grande Rossini PDF Stampa E-mail
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Giovedì 14 Settembre 2017 05:43

rosssiniIl 2018 è stato dichiarato “Anno Rossiniano” nel 150esimo anniversario della morte del grande compositore italiano, scomparso in Francia il 13 novembre 1868.


In programma un fitto calendario di eventi in molte città italiane, grandi e piccole: oltre a Pesaro, sua città natale, anche Lugo di Romagna, città del padre Giuseppe; Bologna, dove studiò musica nel liceo filarmonico; Faenza, dove nel 1807 fu maestro di cembalo; Napoli, Venezia, Milano, città nei cui teatri coronò i suoi più grandi successi, fino a Parigi dove visse per oltre vent’anni, in Boulevard des Italiens, con la seconda moglie Olympe.

Monza e Rossini. Anche la città di Monza partecipa all’anno Rossiniano con una ricca programmazione di eventi, a partire dal mese di settembre fino a dicembre, volti a raccontare Rossini nei suoi poliedrici aspetti, coinvolgendo diverse associazioni culturali monzesi. La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune di Pesaro.

“Monza partecipa a pieno titolo alle celebrazioni rossiniane insieme a tante città italiane - spiegano il Sindaco Dario Allevi e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Longo – Tra Gioachino Rossini e i monzesi vi è infatti un legame speciale, considerando che le sue opere furono molto apprezzate dal pubblico del nostro Teatro Sociale oltre ad essere le più rappresentate nel primo ventennio di vita del teatro stesso, dominando la scena senza rivali”.

In particolare “Il barbiere di Siviglia” fu l’opera rossiniana più vista a Monza Teatro Sociale, programmata fino al 1920: per oltre un secolo, dunque, questo spettacolo accese gli entusiasmi e le emozioni del pubblico monzese e non. Inoltre l’amicizia con il poeta Giovanni Rajberti, chirurgo all’ospedale San Gerardo, accrebbe il trait d’union tra Monza e il Maestro.   

Le associazioni culturali coinvolte. Sono impegnate nell’organizzazione della rassegna monzese: Associazione Mnemosyne, Amici dei Musei, Associazione Mazziniana Italiana, Casa della Poesia, Italia Nostra, Centro Documentazione Residenze Reali, Università Popolare Monzese, Pro Monza, Centro Studi Liberi nell’Agorà, Accademia Italiana della Cucina, Amici della Musica, Sporting Club, Corale Monzese, Soffio di Artemisia.

GLI APPUNTAMENTI

Domenica 16 settembre - Museo del Teatro alla Scala
Visita guidata alla mostra dedicata a Rossini al Museo del Teatro alla Scala. A cura di Pro Monza. A pagamento.

Domenica 23 settembre ore 18, 30 - La cantina della Monaca
“Aperitivo rossiniano” aperitivo con bevande e pietanze, seguendo le ricette più amate da Rossini, La cantina della Monaca
A cura di Associazione Mnemosyne.  Ingresso a pagamento.

Sabato 29 settembre ore 17 - Primo Piano Nobile, Villa Reale
“Le feste in Villa Reale ai tempi di Eugenio de Beauharnais con le musiche di Rossini”. Conferenza al Primo Piano Nobile Villa Reale.
A cura di Centro Documentazione Residenze Reali. Ingresso gratuito.

Venerdì 12 ottobre ore 21 - Sala Maddalena
“Rossini e il Risorgimento” conferenza con esecuzione di brani musicali, Sala Maddalena. A cura di Associazione Mazziniana Italiana. Ingresso gratuito.

Giovedì 25 ottobre ore 21 - Teatro Binario 7.
“Tutto Rossini! in parole e musica” spettacolo teatrale e musicale, Teatro Binario 7. A cura di Università Popolare Monzese. Ingresso libero.

Venerdì 26 ottobre – Duomo di Monza
“Stabat Mater”, concerto per soli, coro e orchestra.
A cura di Corale Monzese. Ingresso libero.

Domenica 28 ottobre ore 16,30 - Musei Civici
“Metafore rossiniane” azione scenica con arie tratte da “Armida” e brani di letterati che si sono ispirati ai temi rossiniani, Sala del’900 – Musei Civici. Ingresso al museo a pagamento, iniziativa inclusa nel prezzo.

Sabato 17 novembre ore 10, 30 - Biblioteca dei ragazzi
“La gazza ladra” narrata con la valigia dei racconti, il Kamishibai“ laboratorio artistico per bambini dai 5 agli 11 anni. Biblioteca dei ragazzi, Sistema Bibliotecario Urbano.
A cura di Associazione Mnemosyne, in collaborazione con Il soffio di Artemisia. Ingresso libero.

Lunedì 19 novembre ore 10 per le scuole ore 21 per la cittadinanza - Teatro Binario 7.
“Il Barbiere di Siviglia” riduzione dell’opera rossiniana proposto alla mattina per le scuole e alla sera per la cittadinanza. Teatro Binario 7.
A cura di Associazione Mnemosyne. Ingresso a pagamento.

Sabato 24 novembre ore 16,30 - Sala Maddalena
“Gioachino Rossini e la cultura artistica del XIX secolo” conferenza, Sala Maddalena. A cura di Italia Nostra. Ingresso libero.

Venerdì  30 novembre ore 20 - Salone delle Feste Sporting Club Monza
“A cena con Rossini” cena in tre atti con arie d’opera, letture sceniche e prelibatezze enogastronomiche. Salone delle Feste Sporting Club Monza
A cura di Accademia della Cucina delegazione di Monza e Brianza, in collaborazione con Associazione Mnemosyne. Ingresso a pagamento.

Domenica 2 dicembre ore 16,30 - Cappella Reale, Villa Reale
“Rossini sacro” concerto di arie tratte dalla Petite Messe solennelle, inframmezzate dalla lettura degli “Inni sacri” di Alessandro Manzoni. Cappella Reale, Villa Reale. A cura di Casa della Poesia. Ingresso libero.

Venerdì 21 dicembre ore 21 - Teatro Binario 7
“Crescendo rossiniano” spettacolo teatrale e musicale incentrato sulla vita di Gioachino Rossini. Teatro Binario 7. A cura di Centro Studi Liberi nell’Agorà.
Ingresso libero per le scuole.

Data creazione: 04 settembre 2018

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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.