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Due dipinti di Renoir e Rubens recuperati a Monza PDF Stampa E-mail
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Venerdì 20 Luglio 2018 00:00
Recuperati i due dipinti di Renoir e Rubens che erano stati rubati a Monza il 20 aprile 2017 Conclusa dunque l’indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, coordinati dalla Procura di Monza che nel giugno scorso avevano arrestato cinque persone con l’accusa di furto dei due quadri ‘La Sacra famiglia’ di Rubens e ‘Le fanciulle sul prato’ di Renoir del valore di circa 26 milioni di euro. Erano stati rubati nell’aprile 2017 a un mercante d’arte a Monza Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i galleristi si erano incontrati con due dei cinque arrestati, che si erano finti facoltosi uomini d’affari ed erano riusciti ad organizzare un incontro con i venditori in un ufficio affittato a Monza sopra la sede del consolato dell’Albania nell’aprile del 2017. Quindi avevano caricato i quadri in auto ed erano riusciti a fuggire senza lasciare traccia.
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L' Editoriale

Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris. Macron disdice ogni impegno e segue con ansia l’evolversi del dramma. Le fiamme sono il tramonto forse definitivo dell'emblema di una città e di una nazione. A me piange il cuore come cattolica eppure vedo ipocrisia nel disperarsi francese. Non la Russia post comunista né i Paesi dell’allora blocco sovietico, bensì la Francia è la patria dell’ateismo oggi in Europa: una recente indagine, pubblicata sull’ultimo numero dell’autorevole bimestrale «Le Monde des religions», consegna ai nostri “cugini” la palma di Paese con il maggior numero di atei tra i propri abitanti. Infatti, il 14% dei francesi si dichiara “ateo convinto”, percentuale che sale al 25,4% quando si parla di persone “senza religione”.

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