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Disoccupazione in calo in Italia: il commento di ALDAI-Federmanager PDF Stampa E-mail
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Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
ALDAI-Federmanager guarda con cauto ottimismo ai dati sull'occupazione, analogamente a quanto esplicitato dal Ministro Poletti.
Intendiamo sottolineare in particolare l'aspetto delle donne manager.
Dai risultati dell'indagine "Le donne dirigenti oggi" realizzata dal Gruppo Minerva ALDAI-Federmanager in collaborazione con il Centro 'Carlo F. Dondena' dell'Università Bocconi di Milano, è emersa una disparità a livello di carriera e seniority dimostrata dal fatto che "nell'80% dei casi, le manager intervistate hanno dichiarato di avere un superiore di sesso maschile, mentre solo il 59% dei colleghi maschi ha un superiore diretto" – afferma il Presidente ALDAI-Federmanager Romano Ambrogi. Inoltre dalle ultime indagini sul tema delle quote rosa BCG ha evidenziato un gap ancora importante: le donne che raggiungono posizioni di vertice sono il 22%, a fronte di una media europea del 29%.
 
"Questo dato – continua Ambrogi - si incrocia perfettamente con la recente indagine ISTAT poiché, nonostante il picco massimo di quote rosa di questo giugno (l'occupazione femminile sfiora il 50% in Italia, ovvero il valore più alto dal 1977), bisogna comunque far fronte al ritardo con il resto dei Paesi dell'Unione Europea".
Inoltre, sempre dai dati del medesimo sondaggio, risulta che tra gli aspetti importanti per la carriera di una donna spiccano la "flessibilità nei tempi di lavoro" con il 70% delle preferenze a pari merito con i "servizi di supporto alla donna che lavora". A seguire lo "smartworking" con il 68% e "welfare aziendale" al 66%.
Le donne manager, sempre più proattive nei confronti del lavoro, dimostrano un orientamento moderno in linea con gli aspetti europei sia da un punto di vista economico sia da un punto di vista familiare.
 
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L' Editoriale

Il mio Presepe

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(Laura Giulia D’Orso). Quest’anno ho deciso di fare due Presepi, uno in casa ed uno in ufficio. E ho deciso intenzionalmente di farlo perché è un simbolo, il mio simbolo, il simbolo della mia casa. In un paese dove sembra che costruire un Presepe sia quasi un’offesa verso le altre culture io non lo credo. In quel Presepe ci sono io, c’è la mia cultura, c’è il mio passato ed il mio presente e vorrei ci fosse il mio futuro. Ci sono i miei valori, c’è la mia civiltà e tutto questo ….. è nel mio Paese. Non offende un bambino in una mangiatoia che scappa con la famiglia da Erode, non offende un bambino che nasce in una grotta osannato da angeli ed umili pastori. Suvvia, non può offendere nessuno! Il mio Presepe è particolare. Mi è stato portato tanto tempo fa da Betlemme, da un prete al seguito del cardinale Carlo Maria Martini. Piccolo, di porcellana, fragile ed indifeso in quel viaggio aereo come lo è quella piccola famiglia che rappresenta. Quel Bambino non chiede regali costosi, non vuole omaggi adulatori, non ama il consumismo e regali costosi, non pasteggia con pranzi prelibati, con onerose pietanze per la cena.
Anzi, resta stretto nel tepore delle braccia di Sua Madre.
Poi con il tempo il mio piccolo Presepe si è arricchito di altri due piccoli Gesù che maestre molto capaci ed intelligenti dei miei figli hanno fatto plasmare da mani infantili con il Das, quella pasta per modellare che forse oggi non si usa neanche più. E così il Presepe è diventato suo malgrado Uno e Trino. Un solo Dio e tre Persone divine: Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto racchiuso in venti centimetri quadrati: la mia cultura, la mia Fede, la mia religione, la mia vita.

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Se Starbucks non conosce bene la storia d’Italia

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(Laura Giulia D’Orso) Correva l’anno 1882 e il governo italiano guidato da Depretis comprava la Baia di Assab dalla società Rubattino per 104.100 lire. Lo Stato Italiano decideva quindi di avviare la sua politica coloniale seguendo l’esempio di altri stati europei come la Francia, il Belgio e l’Inghilterra. Da un lato, c’era il desiderio di non essere assenti dalla spartizione del continente africano, dall'altro c’era la reale necessità di trovare uno sbocco alla sovrabbondanza della popolazione.

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