Contenuto Principale

FISE ARE accoglie con plauso l'approvazione del Ddl Concorrenza

Fise Are, Associazione Imprese Servizi di Recapito Postale e Parcel accoglie con plauso l'approvaz...

Disoccupazione in calo in Italia: il commento di ALDAI-Federmanager

ALDAI-Federmanager guarda con cauto ottimismo ai dati sull'occupazione, analogamente a quanto esplic...

Gli adolescenti temono l'intelligenza artificiale

A Teen Parade di Radioimmaginaria gli adolescenti hanno parlato del loro futuro lavorativo e di ro...

Previsioni di assunzioni in crescita in Italia

Cresce al 3% la previsione di assunzioni in Italia per il prossimo trimestre I datori di lavoro m...

Vendite a domicilio in aumento

Il presidente di Univendita Ciro Sinatra: «Risultati migliori rispetto al commercio tradizionale, ...

  • FISE ARE accoglie con plauso l'approvazione del Ddl Concorrenza

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:28
  • Disoccupazione in calo in Italia: il commento di ALDAI-Federmanager

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
  • Gli adolescenti temono l'intelligenza artificiale

    Domenica 10 Settembre 2017 20:48
  • Previsioni di assunzioni in crescita in Italia

    Giovedì 14 Settembre 2017 05:43
  • Vendite a domicilio in aumento

    Martedì 19 Settembre 2017 06:09

Scelti da Noi

Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Assoprovider scrive al ministro Calenda: «Incentivi e sgravi anche per i piccoli operatori telefonici» PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Lunedì 07 Agosto 2017 21:12
Assoprovider, l'associazione di provider indipendenti, scrive al ministro dello Sviluppo Economico affinché siano considerati tra gli attori degni di essere coinvolti nel piano di digitalizzazione del Paese (banda Ultra Larga, industria 4.0) anche le diverse migliaia di piccole aziende italiane che si occupano di TLC e del digitale italiano.
 
Dino Bortolotto, presidente Assoprovider: «Ripensiamo i contributi per le frequenze licenziate, con misure a costo zero per accelerare il business dei piccoli provider italiani»
 
Assoprovider - con questa lettera aperta - chiede al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda di considerare tra gli attori degni di essere coinvolti nel piano di digitalizzazione del Paese (banda Ultra Larga, industria 4.0) anche le diverse migliaia di piccole aziende italiane che da diversi decenni si occupano di TLC e del digitale italiano.
 
Si tratta di operatori economici tipici del tessuto imprenditoriale italiano, che ISTAT certifica essere costituito per il 95% da imprese con meno di 15 addetti. Più di 5.000 PMI delle TLC che generano complessivamente un giro di affari annuo superiore al Miliardo di Euro con importanti ricadute nell’indotto e nell’occupazione (specialmente giovanile). Le sole Aziende associate ad Assoprovider sviluppano un giro d’affari di 150milioni di euro pur rappresentando poco meno del 10% delle PMI impegnate nel settore TLC. Si disegna così un importante comparto del mondo delle telecomunicazioni che finora non ha mai usufruito di aiuti economici da parte dello Stato e che chiede al Governo di facilitare, con semplici misure, l’accelerazione degli investimenti che stanno facendo con il Fixed Wireless e la fibra ottica sul territorio.
Giova ricordate che sono queste le aziende che hanno contribuito realmente e in modo significativo alla riduzione del digital divide nelle zone a bassa densità abitativa, ossia quelle che vengono unanimemente considerate a fallimento di mercato dalle Big Telco. Grazie al modello di business "ad alto rapporto benefici/costi" delle PMI, costituito da una filiera corta e di prossimità con il territorio, sono possibili significativi ritorni economici anche in zone poco popolate.
 
Per consentire lo sviluppo di questo percorso virtuoso, Assoprovider chiede che vengano sanate alcune storiche distorsioni anti competitive nella  gestione delle risorse collettive, come ad esempio lo sono le frequenze licenziate (tecnicamente usate per le connessioni radio di tipo "punto a punto").
 
Assoprovider sottolinea che esiste un patrimonio collettivo composto da milioni di "tratte licenziate" che è tuttora utilizzato per meno di un centesimo delle sue possibilità, dovuto soprattutto al fatto che  viene caricato di contributi amministrativi annuali tra i più cari d'Europa (circa il doppio del più caro paese europeo). Con questa distorcente soglia d’ingresso, si ottiene l’effetto che rimangano sottoutilizzate e ad appannaggio solo delle Big Telco che possono permettersi di occupare dette frequenze.
Rimodulare opportunamente questi contributi amministrativi - oltre ad accrescere il gettito dei contributi stessi per via dell'ampliamento della platea di soggetti interessati ad accedere al parco frequenziale - darebbe ai piccoli operatori nuove opportunità di crescita e quindi maggiore copertura digitale al Paese, con l'opportunità di creare un maggior numero di posti di lavoro diretti e indotti.
Questa che proponiamo è una misura di facile attuazione con benefici per le casse dello, che può esser attuata per decreto ministeriale. Contiamo quindi che il Ministro confermi la sua dinamicità nell’attuazione delle iniziative volte alla digitalizzazione del Paese, attuando misure “inclusive” di questi attori essenziali per lo sviluppo del Paese, rappresentato dalle PMI delle Telecomunicazioni.
 
Il presidente
ASSOPROVIDER
Dino Bortolotto
ASSOPROVIDER - Associazione Provider Indipendenti
 
Ricerca / Colonna destra
Segui i nostri feed per essere sempre aggiornato!

L' Editoriale

L'elogio della mela

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

 
-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!