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Equitalia: è impreciso dire "rottamazione" PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 02 Novembre 2016 07:25
150203 ministero finanze(Laura Giulia D’Orso) E’ iniziato il conto alla rovescia per la rottamazione degli interessi e more delle cartelle esattoriali con i debiti a ruolo relativi agli anni 2000-2015 prevista dal Decreto Fiscale. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre (approvazione D.L. 22 ottobre 2016 n. 193), data a partire dalla quale si contano i 90 giorni di tempo per aderire, questa approvazione, ribattezzata «rottamazione», in realtà è più una sorta di sanatoria parziale.
Viene data cioè la possibilità di cancellare il debito accumulato con Agenti della Riscossione (fra cui anche Equitalia) dopo la notifica delle cartelle di pagamento. Riguarda solamente interessi e more; resta quindi da pagare l’imposta vera e propria. Le domande per usufruire della sanatoria dovranno essere presentate quindi entro il prossimo 21 gennaio.

Le disposizioni normative prevedono che i debitori possano estinguere il debito senza corrispondere le sanzioni incluse nei carichi iscritti a ruolo, gli interessi di mora, ovvero le sanzioni e le somme aggiuntive di cui all’art. 27, comma 1 D.Lgs. 46/99 (sanzioni e somme aggiuntive ai crediti previdenziali), provvedendo al pagamento integrale delle somme affidate all’agente della riscossione a titolo di capitale e interesse e di quelle maturate a favore dell’Agente della Riscossione a titolo di aggio (da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo) e di spese di rimborso per le procedure esecutive, nonché di rimborso delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Cosa è possibile definire in via agevolata? La definizione agevolata riguarda le cartelle esattoriali, aventi come oggetto: Irpef, Ires, Irap, contributi previdenziali e assistenziali, l’imposta sul valore aggiunto (IVA), (tranne quella riscossa all'importazione). Rientrano nella “rottamazione” anche i ruoli emessi da Regioni, Province, Città Metropolitane e Comuni, quali ad esempio quelli relativi all’ICI o all’IMU.

Sulla cartella per violazione del codice della strada si pagherà per intero la sanzione, cioè la multa, escludendo comunque gli interessi e verranno comprese le maggiorazioni previste per i tardati pagamenti, dalla Legge di Depenalizzazione del 1981 (articolo 6, comma 11).

Non rientrano nella definizione agevolata le cartelle esattoriali collegate: l’imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione, le somme dovute “a titolo di recupero di aiuti di Stato” ai sensi dell’art.14 del Regolamento CE n°659/99, i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti; le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna; le sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada.

Per usufruire della sanatoria, ai fini della definizione agevolata il debitore manifesta all'Agente della Riscossione la sua volontà di richiedere la chiusura delle pretese creditorie, presentando entro il 22 gennaio 2017 una dichiarazione con le modalità e in conformità alla modulistica che lo stesso Agente della Riscossione pubblicherà sul proprio sito nei primi giorni di Novembre. Entro centottanta giorni dalla data di entrata del decreto introduttivo della sanatoria, l'Agente della Riscossione comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione di cui sopra l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate eventualmente richieste, il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.

I contribuenti possono ottenere un piano di dilazione massimo di 4 rate sulle quali sono dovute gli interessi nella misura del 4,5% (le prime due rate sono ciascuna pari ad un terzo e la terza e la quarta ciascuna pari ad un sesto delle somme dovute; la scadenza della terza rata non può superare il 15 dicembre 2017; la scadenza della quarta rata non può superare il 15 marzo 2018).
Importante ricordare che si decade dal beneficio della sanatoria in seguito al mancato pagamento o insufficiente o tardivo di anche una sola rata del piano di dilazione previsto.

Anche i contribuenti che hanno una dilazione in corso con gli Agenti della Riscossione o che hanno già pagato in parte il debito iscritto a ruolo, possono richiedere la definizione in via agevolata; è necessario però che gli stessi siano in regola con i versamenti con scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016. In questo caso tuttavia, ai fini della determinazione dell'ammontare delle somme da versare, si dovrà considerare esclusivamente gli importi già versati a titolo di capitale e degli interessi inclusi nei carichi affidati. In aggiunta, ai sensi dell'articolo 17 del Decreto Legislativo 13 aprile 1999, n. 112, si dovrà tenere conto anche dell’aggio e del rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento.

Non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive sui crediti previdenziali; il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell'eventuale dilazione ancora in essere precedentemente accordata dall'Agente della Riscossione.

Anche qualora l’ammissione al beneficio determina un saldo a debito pari a zero visto il venir meno dell’obbligo di pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, il contribuente deve comunque presentare la richiesta di accesso alla sanatoria secondo le modalità descritte sopra.

 
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L' Editoriale

L'elogio della mela

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-align: justify;">(Laura Giulia D’Orso). Aiuto, da oggi mi si è allargato il paniere! Lo ha deciso con fermezza l’Istat. Nel 2018 entreranno cinque nuovi prodotti: l'Avocado, il Mango, i Vini liquorosi, la Lavasciuga, il Robot aspirapolvere e ne usciranno la Telefonia pubblica, il Canone Rai (che rientra dalla finestra sotto forma di bolletta dell’elettricità) ed il Lettore Mp4. Mi è venuta l’ansia. Ho aperto il frigo ma tra gli alimenti da me acquistati ho avuto la certezza non ci fossero né il mango né l’avocado.
E adesso?! Sarà, ma qualcosa non mi torna. Resto basita da una tal richiesta di frutta tropicale stile hipster qui in Italia. Per meglio farci comprendere l’Istat, sul suo sito, scrive che “I prodotti di prima necessità del paniere ed il peso loro attribuito sono definiti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi della popolazione”. La fonte principale è l'indagine che l’Istat svolge sui consumi coinvolgendo circa 28mila famiglie italiane (?). Sono però utilizzate anche altre fonti, interne (stime di contabilità nazionale, indagini su commercio estero e produzione industriale) ed esterne (dati ACNielsen, Banca d'Italia), per assicurare un'accurata copertura informativa.
Così perplessa svolgo la mia piccola indagine personale. Munita di penna e taccuino resto ad osservare per un’oretta buona, nel reparto di ortofrutta di un noto centro commerciale, il cestone degli avocado esposti. Di avventori neanche l’ombra! Attendo invano, vanno a ruba le arance, banane, pere, kiwi ma gli avocado non se li fila nessuno!. Il giorno dopo, al mercato del giovedì, alla mia richiesta di tre manghi e due avocado mi sento “cusa te s’è drè a dì?. Grazie tutto a posto, è per il paniere … Risposta un po’ alterata:“anca mò, ab’bjamo nà sporta!
Ci spiegano che l’Europa ha raddoppiato il consumo di avocado nel corso degli ultimi sei anni, raggiungendo ben 0,75 chilogrammi pro capite annui (Fonte: Rabobank su dati UN Comtrade) prima viene l’Olanda, ultima l’Italia con 0,25 chilogrammi. Poi, a ben cercare, scopro che il 2018 sarà l’anno dell’avocado, e che a Rimini, i principali attori della produzione e del commercio mondiale di avocado e mango si daranno appuntamento a Macfrut, un evento unico a livello internazionale. Si chiamerà “Tropical Fruit Congress”, primo summit in Europa dedicato a questa tipologia di frutti esotici, alla Fiera di Rimini il 10 e 11 maggio 2018. Leggo che si svolgerà una due giorni per esplorare le attuali tendenze del mercato, dei consumi e degli scambi, ampliando lo sguardo anche agli sviluppi scientifici, alle tecnologie e ai metodi di vendita di prodotti sempre più richiesti nei mercati globali primo fra tutti i Messico. Due i prodotti al centro del Congresso: Avocado e Mango.
E allora mi sorge un dubbio, senza nulla togliere al guacamole, alle maschere di bellezza e alle virtù salutiste ed alternative di una filosofia di vita “veg” perché non rivalutiamo la nostra vecchia e cara mela di casa nostra!
 
 
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