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SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis PDF Stampa E-mail
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Sabato 27 Giugno 2020 09:39

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

 

Come non averci pensato prima!

 

Eppure le "rime buccali" sono la conditio sine qua non per la riapertura degli istituti scolastici e punto imprescindibile nelle azioni di prevenzione.

Esame di Anatomia Umana, secondo anno di Medicina, si parla di una “rima buccale limitata dalle labbra; di un vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, posteriormente dalle arcate mascellari, o meglio gengivo-dentali".

Insomma, molto più semplice del previsto, di altro non si tratta che della distanza tra bocca interna a bocca interna.

Nella bozza del documento sulle linee guida da adottare per la ripresa della scuola, adesso al vaglio della Conferenza Stato-Regioni, è stato inserito appunto questo esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. «Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione», si legge.

Adesso i Presidi ed i Dirigenti Scolastici saranno sicuramente più contenti!

 

 

Hanno facilitato loro la vita lavorativa, prima vagavano da mesi in cerca di indicazioni precise e di plexiglas, o almeno tentavano di ridurre i problemi legati allo spazio, successivamente per la distanza è arrivato il “consiglio” di un metro tra gli alunni considerando da "spalla a spalla".

Adesso mi immagino il controllo della “distanza”. Perchè è qui che viene la parte più complessa!

Consiglio: prendere un metro di quelli di alluminio ritraibili provvisti di aggancio iniziale, poi far sedere i ragazzini al loro posto e, all’apertura del vestibolo della bocca limitato anteriormente e lateralmente dalle labbra e dalle guance, apporre con gessetto una X arrivando ad altro vestibolo di fanciullo!

Semplice no!?

 
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L' Editoriale

CERCANDO DI ESSERE IMPARZIALI O ALMENO PROVANDOCI: PER ME E’ NO

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scheda(Laura Giulia D’Orso). Io voterò NO, è la prima volta che politicamente non tengo la mia scelta privata, ma dopo tentennamenti ed esitazioni io suggerisco: No.

Meglio essere netti e chiari in un Paese che di nettezza e chiarezza certamente non brilla quasi mai!

Le ragioni del mio No, del mio voto, ANDRANNO OLTRE QUELLE SENTITE, non sono quelle che ho letto o visto raccontare da più parti.

Non riguarda il fatto che, riducendo il numero dei Parlamentari, diminuirà la rappresentatività (il rapporto parlamentari/100.000 abitanti è oggi intorno al 1.0 circa come in Francia e Germania. Vincesse il sì l’Italia passerebbe a 0.7)

Non riguarda neppure il risparmio di qualche “milione” di euro, all’interno dell’immenso carrozzone della politica e degli Enti pubblici e della Pubblica Amministrazione. Quisquiglie direbbe Totò.

Non riguarda neppure la contrapposizione fra il populismo pentastellato e neppure riguarda il fatto che questo Referendum sia una scelta governativa contratta fra 5 stelle o Lega o FI che alla fine ha inglobato anche il PD, che ha deciso di tenerseli buoni i 5Stelle.

Nulla di tutto ciò.

La ragione del mio NO sta nel fatto che ogni volta che si discute di successive riforme del Parlamento (della Costituzione) nessuno spiega come funziona il Parlamento ed una Costituzione, quanto meno la nostra.

NESSUNO DICE QUANTI PARLAMENTARI SERVONO PER FARE “COSA”, per occuparsi di che, per risolvere problemi o quali guai, per dare prospettive e direttive al Paese Italia e alle Persone (e lo scrivo in maiuscolo, giusto per farmi dare della Sovranista).

Nei discorsi di tutti i politici non c’è stato un solo cenno a ragioni di efficienza del sistema!

Riduzione del numero dei Deputati da 630 a 400 e dei senatori da 315 a 200. Ma chi ha fatto i conti e in base a quali parametri?

Mi chiedo … perché 400 e non 391 o anziché 200 non 149?!

Sembrano numeri dati veramente a “caso”, con formazione a farfalla dell’allenatore Dino Banfi. Non c’è nulla di tutto questo. O forse sì?

La ragione del mio NO risiede nel fatto che ogni volta che si sente discutere di riforme del Parlamento guardando fisso le telecamere per essere convincenti non si percepisce forse la capacità di far comprendere come questi Signori vedranno l’Italia, la nostra Italia ma anche quella dei nostri figli fra, 5, 10, 20 anni.

Manca completamente uno studio responsabile ed approfondito sul “come” funziona il Parlamento. Certo, i Padri Costituenti, che allora erano le menti più brillanti del Paese, dopo la guerra avevano costituito un sistema di un certo tipo, con certi perché e lo avevano fatto con certe ragioni.

Condivisibili o meno che fossero quelle ragioni e quelle riflessioni (leggete per conoscenza gli Atti dell’Assemblea Costituente, articolo per articolo perché si capiva l’intento che ne stava dietro) avevano un ragionamento.

I nuovi “forse pretesi” costituenti chiedono a noi di esprimerci su ciò che loro dovrebbero conoscere molto meglio stando seduti su poltrone. E spieghino esattamente dopo cosa avrebbero deciso … se il bicameralismo perfetto con l’elezione diretta del capo dello Stato o il ritorno al proporzionale alla tedesca con soglia al … per cento. Perché come aggiungono tutti sottovoce, quasi gettato lì, “qualche aggiustino lo si dovrà fare alla Costituzione”.

Beh! da chi ha gestito e fatto funzionare l’Italia solamente a colpi di DCPM c’era da aspettarselo. La nostra non è la Costituzione "più bella del mondo" come si è d’uopo dire e ne sono cosciente ma se dovessi ritoccarla sceglierei altrove le nuove menti eccelse per metterci mano! … con tutto il rispetto.