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“I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.”

(Laura Giulia D'Orso). Il 7 Aprile 2004 viene ritrovato l’aereo di Antoine de Saint-Exupéry abbatt...

Giovannini 2019

Si terrà lunedì 24 giugno come da tradizione alle ore 12.00 in Piazza Roma, sotto i portici dell’Are...

La morte si è portato via l’uomo, non la leggenda

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Spettacolo pirotecnico della Festa di San Giovanni: Lunedì 24 giugno dalle ore 22.00

Lunedì 24 giugno dalle ore 22.00 nell'area dell'Ex Ippodromo, in scena non solo fuochi d’artificio, ...

SUMMERMONZA2019»: l'estate è adesso

Sabato 8 giugno, con il Corteo storico, inizia la seconda edizione del «Summer Monza 2019», il gra...

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  • Giovannini 2019

    Lunedì 07 Agosto 2017 21:33
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  • Spettacolo pirotecnico della Festa di San Giovanni: Lunedì 24 giugno dalle ore 22.00

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Attualità
Monza Family: la Città a misura di famiglia PDF Stampa E-mail
Lunedì 28 Gennaio 2019 10:30

L’Assessore Désirée Merlini ha aperto il comune monzaprimo incontro operativo del tavolo «Monza Family» martedì 22 gennaio in Sala Giunta con i soggetti pubblici e privati del terzo settore. oltre al sindaco Dario Allevi, erano presenti i neo direttori generali di «Asst Monza», Mario Alparone, e di «Ats Brianza», Silvano Casazza oltre a Corrado Conforto Galli, vice Prefetto vicario di Monza e Brianza che hanno condiviso metodo e obiettivi del progetto, confermando il loro sostegno al percorso avviato.

Con il progetto «Monza Family» il focus è sul Welfare Community integrando i tradizionali servizi socio assistenziali con innovativi servizi alla persona e con quelli educativi. Siamo solo all’inizio di un cammino che potrà cambiare l’approccio alla cultura del “sociale” in una città che non ha paura di innovare, di anticipare i tempi e di consolidare esperienze in grado di collocarla tra i benchmark.

Compito del Comune è facilitare l’attivazione e il governo di questo processo. Il primo «passo» è l’apertura di un «tavolo» con tutti gli attori del territorio interessati: «un luogo di ascolto, confronto e lavoro condiviso su temi sociali per ottimizzare le risorse verso interventi efficaci a favore dei cittadini», spiega l’Assessore.

Si apriranno le fasi di «co – programmazione» e «co - progettazione», finalizzate ad individuare i bisogni da soddisfare, gli interventi, le modalità di realizzazione degli stessi e le risorse disponibili in tre tematiche: famiglie e minori, anziani e invecchiamento attivo, persone con disabilità, con un focus particolare sull’autismo.

«Monza.con», perché nessuno venga escluso

Nell’ambito di «Monza Family» sono due i progetti già partiti. Il primo «Monza.con», è un progetto di contrasto alla povertà nato con l’obiettivo di aiutare i più fragili, persone gravemente emarginate e senza dimora, ad essere inseriti in un programma ampio di aiuto e sostegno.

Aderiscono alla rete di «Monza.con»: Comune di Monza, Caritas Decanale di Monza, Congregazione Frati Minori - Madonna delle Grazie, San Vincenzo de Paoli, Chiesa Evangelica del Nuovo Giorno, Ordine Francescano Secolare, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, CityAngels Monza, Croce Rossa Italiana, Scout Monza, Associazione Avvocati di Strada, Comunità Nuova, Consorzio Comunità Brianza, Coop. Soc. Colce Lotta contro l’emarginazione, Gruppo Volontari per l’Inclusione Sociale - V.I.S. SPAZIO37 e Rete Pane e Rose.

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Auditorium “Angelo Gironi” Synlab CAM Monza Via Elvezia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 23 Gennaio 2019 12:48

Patologie osteoarticolari: trattamento chirurgico e trattamento riabilitativo

Dal 4 all’8 febbraio 2019 Synlab CAsynM Monza apre la sede a cittadini e medici con una serie di appuntamenti preziosi. I convegni, a partecipazione gratuita, si concluderanno con un rinfresco offerto a tutti i presenti. Per partecipare, è obbligatoria l’iscrizione alla Segreteria Organizzativa: Sig.ra Sara Casati – tel. 039 2397.450 – Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Synlab CAM Monza ha scelto di inaugurare un nuovo anno di importanti eventi con un’intera settimana dedicata alla fisioterapia, al benessere fisico e al movimento. Convegni e open day si susseguiranno sotto il titolo: “Porte aperte in Fisioterapia: muoversi bene per stare meglio”.

llLunedì 4 febbraio, alle ore 19:30 presso l’Auditorium “Angelo Gironi” di Synlab CAM Monza, si inaugurerà ufficialmente questa collaborazione con la cittadinanza con il convegno dedicato all “Attività fisica e benessere della colonna vertebrale”, che vedrà al tavolo dei relatori Alberto Angelini – Direttore Sanitario Polidiagnostico Synlab CAM Monza, Carlo M. Teruzzi – Presidente OMCeOMB, Andrea Molteni – Coordinatore Fisioterapisti e Responsabile Medical Fitness Fisioterapia Synlab CAM Monza, Alessandro Brambilla – Fisioterapia Synlab CAM Monza, Davide Tornese – Responsabile Unità Operativa Riabilitazione 1 IRCCS – Istituto Ortopedico Galeazzi Milano, Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, Specialista in Medicina dello Sport, Synlab CAM Monza, Feliciantonio Di Domenica, Direttore Unità Riabilitazione Ortopedica Clinica Talamoni Lecco, Responsabile del Reparto di Riabilitazione Ortopedica Synlab CAM Monza.

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Scuole: iscrizioni per l'anno 2019/20 PDF Stampa E-mail
Lunedì 07 Gennaio 2019 10:54

scuolaDal 7 al 31 gennaio 2019 sono aperte le iscrizioni alle classi prime delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado per l'anno scolastico 2019/2020. Il Ministero ha predisposto una procedura informatica disponibile all’indirizzo web www.iscrizioni.istruzione.it o sul portale MIUR, attraverso il sistema “iscrizioni on line”. Dal 27 dicembre è possibile effettuare la registrazione per ottenere le credenziali di accesso al servizio.

Sono escluse dalla procedura on line solo le scuole dell’infanzia e le scuole paritarie di ogni ordine e grado, per le quale le iscrizioni si effettueranno, come ogni anno, presso le segreterie.

 
La notte di San Silvestro PDF Stampa E-mail
Domenica 16 Dicembre 2018 11:45
 

La notte di San Silvestro, vigilia di Capodanno, corrisponde alla notte tra il 31 dicembre e il 1º gennaio (Capodanno). Essa è celebrata in diversi modi a seconda della nazione. Si chiama così in quanto il 31 dicembre il santo che si festeggia è appunto san Silvestro papa. Il 31 dicembre viene spesso anche erroneamente chiamato Capodanno, pur trattandosi in realtà solo della vigilia di esso.

 

Silvestro I (... – Roma, 31 dicembre 335) è stato il 33º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica dal 314 alla sua morte. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Grazie ad una serie popolarissima di leggende (prodotte soprattutto nel medioevo) fu considerato in passato colui che convocò il primo concilio ecumenico di Nicea e riuscì a convertire Costantino il Grande, imperatore romano, e quindi vero "fondatore della Chiesa".
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L' Editoriale

Guida semiseria alla sobrietà ... piccole avvertenze per il maschio italico

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura G. D'Orso).… premetto che per l’argomento trattato “nessun essere di razza umana maschile” è stato da me maltrattato durante la stesura di questa piccola guida!

Tutte le città italiane hanno due facce, una sonnacchiosa, chiusa, fredda e ventosamente pigra in inverno e l’altra chiassosa, schiamazzante e vivacemente affollata da giugno in poi, soprattutto quando si aggiunge la chiusura delle scuole. Chi ci vive e lavora, da un po’ di anni deve farci i conti. Lo sa e ... aspetta smarrito. Arriva giugno e … la città non è più la sua.

Se in inverno, sotto la pioggia o fra la nebbia gelida, chiunque si imbattesse in un altro suo simile, risulterebbe in grado di ricostruire l’albero genealogico fino a quattro generazioni (e ci includo la cassiera dell’Unes vicino all’ufficio), ecco che da giugno in poi, tutto ciò che esiste di umanamente calpestabile, prati, aiuole e monumenti compresi, sono presi d’assalto da orde di persone di cui non hai mai visto neppure lontanamente il viso.

Sono turisti? Viaggiatori? Ospiti? Stranieri? Magari sono anche solamente gli autoctoni locali che si sono “vestiti” da vacanzieri”.

I residenti, lavoratori inclusi, tradendo una leggera insofferenza procedono la loro faticosa esistenza cercando di sopravvivere! Eppure creare una guida “fashion” proprio per coloro che una volta all’anno si liberano dal giogo delle nebbie padane e si godono il periodo di sole, potrebbe essere utile per il quieto vivere.

E’ inutile sottolineare che Anna Wintor fondatrice e redattrice di Vogue, tratterebbe a stento un’espressione vagamente sgomenta nel vedere un qualsiasi uomo che si rechi al lavoro in versione “brianzolo-in-vacanza-a-Rimini” e non me ne vogliano né i brianzoli né i riminesi! Se il mondo fosse un posto giusto, ma l’ho già appurato da anni che non lo è, non dovreste più indossare in città quell’abbigliamento vagamente  mix tra Ibiza e Rio de Janeiro durante il carnevale.

E qui iniziamo con la prima e forse più importante regola aurea: nudo si gira a casa propria (vale sia per i ragazzi che per le ragazze). Indecenza a parte, ogni essere umano ha sempre un amico “maitre d’élégance” che partorisce la stessa frase da anni: “vestiti leggero tanto nelle città afose non se ne accorge nessuno, pure se giri nudo!”. Perciò la conseguenza è che “il passeggio buono” di una volta, lo “struscio” degli anni ’60, il quadrilatero della moda, si trasforma così per molti nell’autostrada A14, quella che, per intenderci, porta da Bologna al Gargano transitando verso lidi assolati e caoticamente festaioli.

Sembrerebbe scontato ma non lo è. Da giugno a settembre infatti in città ormai è quasi abitudine imbattersi in persone che entrano nei negozi e nei supermercati vestiti nello stesso identico modo in cui andrebbero vestiti in spiaggia. (salvo poi tonsilliti causa aria condizionata “sparata a palla” ovunque ci sia un posto chiuso).

Sarebbe ottimale che, oltre al senso del decoro, si potesse indossare anche quello della misura.

Camicie di lino, abiti destrutturati, chemisier di cotone, avete solo l’imbarazzo della scelta, l’importante è che almeno un po’ siate coperti.

Altro tasto veramente dolente: la canottiera. Cito testualmente dall’Enciclopedia Treccani: “canottiera: indumento intimo senza maniche, di filo di cotone o lana, simile a quelle del canottaggio da indossare sotto l’abbigliamento”. RIPETO, SOTTO.

Qualunque altro utilizzo è inspiegabile. Eppure all’arrivo dei 28  gradi, è tutto un proliferare di canottiere aderenti e scolorite. Comprendo bene la necessità di stare comodi o freschi, ma per quello c’è il letto di casa, o il divano magari similpelle che appiccica! Quelle “canotte” spesso schiacciate su addomi prominenti, muscolosi o tatuati che lasciando intravedere tutto il “sotto-avambraccio”, andrebbero ritirate al mittente.

Vi assicuro che una camicia bianca di cotone fa mille volte di più la sua bella figura e, se proprio volete affascinare il gentil sesso, e vi “selfate” in continuazione o vi postate in versione estiva su Instagram, una camicia di lino è sempre molto attuale! (non sbottonata per tre quarti, per favore).

Parliamo adesso di borse e marsupi, sì perché gli stilisti già da tempo hanno sdoganato la borsa per il maschio. Ma che ci mettete dentro?! Un uomo riesce con abile capacità di sintesi a riempire un portafoglio e basta! Le borse lasciamole alle donne e i marsupi ai marsupiali, mica siete dei canguri o degli opossum! Neanche Gucci ce l’ha fatta a convincermi che il marsupio sia un accessorio chic e costosissimo (on line il negozio te lo regala solamente a 890 euro, un affarone!)  Chi siete voi per insistere su questa strada? Se proprio volete portavi dietro qualcosa di più ingombrante come telefono, i-pad o chiavi del maniero di proprietà, uno zainetto discreto e maschile sarà sufficiente.

Ma cosa può esserci peggio del marsupio cittadino in un caldo pomeriggio assolato milanese? La ciabattina di gomma. Essa oramai vive di luce propria; si è insinuata nelle moltitudini di piedi piatti che brulicano e strascicano per la città, silenziose ed invisibili come i pokemon. Un tempo usate nelle docce delle palestre o in spiaggia, la ciabatta ha raggiunto la vetta della popolarità quando l’ha indossata per la prima volta Gisele Bundchen, top model brasiliana. Vorrei sottolineare TOP MODEL,  se voi non siete come lei (1,80 di altezza per 86-61-86) e non sono i numero del Lotto ma le sue misure o, come il suo sexy marito Tom Brady, beh in città lasciatele a casa per la doccia.

Anche i bermuda, se non avete più dieci anni, in città evitateli. Lo so che anche loro sono stati rivisitati dagli stilisti con giacca e camicia ma non danno un’immagine professionale. Pensate se in ospedale o in tribunale il medico che vi visita o il magistrato che vi giudica si presentassero così vestiti, credo perderebbero di credibilità.  Se proprio però non potete fare a meno del pantaloncino corto, che sia due dita sotto il ginocchio. (né hot pant, né pinocchietto). Il galateo per non sbagliare suggerisce “un pantalone lungo e morbido in un tessuto estivo per eccellenza come il lino”. Vi farà fare sempre un figurone.

E se dopo aver letto tutto ciò aprite l’armadio sconsolati, non preoccupatevi non c’è mai un limite a questa pazza moda estiva, sempre che la Ferragni e Fedez siano d’accordo!

 

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.