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Attualità
Al via a Monza la campagna Enpa contro l’abbandono PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Agosto 2020 09:06

Sensibilizzare l’opinione pubblica contro il triste fenomeno dell’abbandono estivo degli animali d’affezione. Questo lo scopo dell’iniziativa #NOABBANDONO2020, la campagna di comunicazione promossa dall’Enpa Monza Brianza (Ente Nazionale Protezione Animali),...

Sensibilizzare l’opinione pubblica contro il triste fenomeno dell’abbandono estivo degli animali d’affezione. Questo

cane

 lo scopo dell’iniziativa #NOABBANDONO2020, la campagna di comunicazione promossa dall’Enpa Monza Brianza (Ente Nazionale Protezione Animali), in collaborazione con il Comune di Desio ed estesa anche a tutti i Comuni del territorio brianzolo.

L’abbandono degli animali, oltre a rappresentare un comportamento incivile, è anche un reato perseguito in Italia secondo l’articolo 727 del Codice Penale: “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro […]” e rappresenta la causa primaria del randagismo. Anche la legge 189 del 2004 prevede la tutela degli animali: l’articolo 544-ter ne introduce il reato di maltrattamento con sanzioni ben piu’ im

pegnative.

Nonostante l’emergenza sanitaria e le disposizioni normative anticontagio, due sono le iniziative della campagna promossa da ENPA: la possibilità di diventare “Ambassador” della campagna #NoAbbandono2020 e quella di aggiudicarsi il simpatico kit da spiaggia ENPA.

“Abbandona ogni scusa. Contro l’abbandono, tolleranza zero”.

Come partecipare? Sul sito https://www.noabbandono2020.com/ è stato allestito uno speciale set fotografico digitale interattivo. Scatta sul set una foto con il tuo amico a quattro zampe, che potrai personalizzare e rendere unica attraverso gli esclusivi sticker e sfondi simbolo della campagna.

I partecipanti, registrandosi, riceveranno lo scatto tramite email e potranno condividerlo sui propri social con l’hashtag #noabbandono2020, diventando così i veri portavoce della campagna di sensibilizzazione.

 
SCUOLA: FINALMENTE E’ TUTTO CHIARO … LE RIME BUCCALI in primis PDF Stampa E-mail
Sabato 27 Giugno 2020 09:39

(Laura Giulia D’Orso) Vi assicuro che all’inizio ho avuto un attimo di smarrimento!

scuolaOvvero … prima avevo provato quasi un senso di sollievo all’annuncio sulla pagina ufficiale del MIUR delle linee guida per la riapertura delle scuole a settembre. Dopo quattro mesi di scuole chiuse, maree di bambini e genitori appresso (soprattutto per le scuole di primo ordine), ragazzi alienati dalla didattica a distanza, con metà dei programmi azzerati e con lacune difficilmente colmabili, con professori frustrati e sfiniti avevamo almeno una certezza: la data di riapertura, 14 settembre.

Ma … perché esiste in questo paese sempre un “ma” aggiunto ad un “modo indicativo di un tempo coniugato al futuro” ci dicono che il destino del ritorno sui banchi degli studenti sarà legato alle variabili leggi sul distanziamento sociale messe in atto dal Comitato Tecnico Scientifico basandosi sul “cruscotto” e soprattutto sulle "rime buccali".

Forse un riferimento d’annunziano, un accenno alla poesia bucolica del greco Teocrito, o un tipo di rima virginiana ripresa da Dante?

Escluso Shakespeare e la poesia successiva provenzale che usava una struttura metrica di 14 endecasillabi e non mi pareva perciò una unità di misura di distanziamento sono dovuta ricorrere alla mia “task force medica” privata e gratuita, mio fratello, mio padre e mio zio … medici!

 

 

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lunedì 15 giugno 35mila mascherine chirurgiche certificate distribuite gratuitamente in 10 farmacie PDF Stampa E-mail
Giovedì 11 Giugno 2020 10:09

Da lunedì 15 gmascherina.JPG 268651658iugno 35mila mascherine chirurgiche certificate saranno distribuite gratuitamente nelle »dieci farmacie comunali.

Si tratta della prima tranche di 100mila dispositivi di protezione messi a disposizione ai propri concittadini dal Comune di Monza in collaborazione con FarmaCom.

In una prima fase a ciascuna delle dieci farmacie comunali saranno consegnate 3.500 mascherine chirurgiche per un totale di 35 mila.

Le farmacie distribuiranno una confezione da dieci per ogni cittadino che la richiederà.

Sarà sufficiente presentarsi in farmacia con la carta d’identità o la tessera sanitaria per dimostrare la residenza a Monza.

Esaurite le mascherine chirurgiche la seconda fase riguarderà la distribuzione di 65 mila protezioni per il volto.

La distribuzione dovrà avvenire nel rispetto delle misure in vigore per il contenimento dell'epidemia da Coronavirus: si dovranno, dunque, evitare assembramenti e bisognerà mantenere la distanza di sicurezza tra le persone in fila di almeno un metro.

 
Orgoglio lombardo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 22 Maggio 2020 14:11
RegLomb

(Laura Giulia D’Orso)“Un bel tacer non fu mai scritto”. Voi del M5s e Ricciardi “non ci avete fatto niente”!

Ieri, al limite della macchietta politica di paesi del terzo mondo …ma forse lo stiamo diventando, il deputato M5s Ricciardi ha attaccato il modello Lombardia, provocando la reazione rabbiosa dei deputati dell’opposizione. Lo scontro si è protratto per qualche minuto, finché il Presidente Fico ha optato per sospendere la seduta.

Disgustoso!

Da osservatrice e da “lombarda”.

Vede On. Ricciardi, non si sceglie dove nascere, né i propri genitori, ma si può scegliere dove vivere!

E noi lombardi lo abbiamo scelto con determinazione e consapevolezza e forse anche le migliaia di cittadini del sud che vengono accolti nelle nostre città e nella nostra regione ogni anno!

E abbiamo scelto anche consapevolmente un nostro Governatore e NOI abbiamo votato per scegliere a chi affidarci per amministrare e dirigere.

Lei ha qualche mandato popolare per attaccare e “chiacolare”?

Non credo proprio.

Da chi è stato messo lì?

Da quale popolo di elettori ha avuto il mandato di andare in un Parlamento non eletto ed avere la parola per attaccare la Lombardia, i suoi abitanti, tutti noi, il nostro dolore e anche il nostro sistema?

Non la annoio con i dati della nostra economia e del nostro tessuto imprenditoriale o del nostro Pil rispetto al resto dell’Italia, non mi interessa!

Oggi parlo solo del dolore enorme e delle ferite che una pandemia, che ha attaccato dove si addensa di più la popolazione, ha lasciato (sperando non torni), segni indelebili che chi non ha provato sulla sua pelle non capirà mai lontanamente.

Ognuno faccia il suo, continui a fare il regista a Pietrasanta o il direttore artistico del Momofest di Massa, con tanto di augurio di un’ottima carriere degna dei più grandi registi italiani, ma l’arte, il talento ed il dono della Politica, nel senso più alto del termine la lasci a chi ha più competenza e conoscenza.

Le ricordo che stava al governo nazionale valutare dall’alto che cosa stava funzionato e cosa no e, nell’emergenza, ad estendere la pratica migliore laddove si poteva migliorarne una!

Tra una diretta Facebook, un’intervista soffietto e una soffiata ai giornali, invece il Governo ha fatto esattamente il contrario di quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione: anziché sostituirsi agli organi locali per tutelare l’incolumità della nazione di fronte alla pandemia, ha abbandonato le regioni, liberandosi così del peso di prendere decisioni e scaricando poi le responsabilità.

L’unica cosa di nazionale che ha fatto il governo Conte, oltre a spiegarci nel dettaglio quando avremmo potuto ritirare personalmente una pizza da asporto, è stata l’imposizione del lockdown a tutta l’Italia, comprese le zone senza alcun contagio, quando avrebbe dovuto chiudere soltanto la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna. E, peraltro, lo ha anche fatto ma a scoppio ritardato, lasciando tre giorni di tempo a chi stava al nord di portare nottetempo il virus dove non c’era.

Nei due mesi di quarantena in casa, il governo non ha prodotto nessun piano nazionale per i tamponi, per i test sierologici, per il tracciamento dei positivi e la liberazione dei negativi.

Le mascherine vengono distribuite dalla Gazzetta dello Sport o dai Tabaccai ma non dalla Protezione Civile. Dei guanti e dei rilevatori di temperatura non ne parliamo neppure.

Avendo totalizzato insufficienze ampie su tamponi, test, tracciamento, mascherine e guanti, a questo punto sono in molti gli italiani che potrebbero rispondere di sì alla domanda «lei ritiene di fare meglio?» (cit. Presidente Conte, ultima conferenza stampa) e credo che parecchi avrebbero fatto meglio.

 

Siamo arrivati, così ad oggi, il governo ha presentato il decreto legge, Adesso, scaricando ancora le responsabilità, le regioni italiane possono emanare altrettante ordinanze con cui prendere atto delle scelte del governo oppure modificare le disposizioni del decreto, e alcune lo hanno già fatto, aggiungendo confusione a confusione.
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L' Editoriale

I Lombardi

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D'Orso)

In Lombardia fin da piccolo impari che:

“Non ce la faccio – non si può dire.

“Non ci riesco – non esiste.

“Sono stanco” … non è mai abbastanza!

Ecco come sono i Lombardi nel bene o nel male a seconda di come

li vuoi guardare!

Testa bassa e lavorare.

I Lombardi, quelli veri, chiamati per scherzo Polentoni, sì, perché era la

polenta che si mangiava in tempi di difficoltà. Ma offendersi, mai.

Sì, perché la polenta è ruvida e dura fuori, con quella crosticina che si forma

quando si raffredda ma dentro dolce ed avvolgente.

I Lombardi sono così: dentro sono buoni, con il cuore tenero, fieri delle cose

rassicuranti: acqua sale e farina gialla.

I Lombardi ci sono.                                                                                                                                                                                

Sempre.

Silenziosi ma presenti, su loro puoi contare, sempre.

Molti non li sopportano, lo si percepisce, ma se te ne innamori … beh allora

sei spacciato perché sarà per sempre.

Piange la Lombardia, in silenzio e con orgoglio.

Lo fa senza rumore per non disturbare, con toni semplici e concreti.

Tenendo gli occhi bassi e la testa piena di mille pensieri, cercando soluzioni.

Passano le ambulanze con le sirene accese e i lombardi sentono e continuano.

Se la Lombardia si potesse abbracciare lo farei adesso, forte.

Non mollare, non lo hai mai fatto.

Ricordi? Non si può dire “non ce la faccio”

“non riesco” qui non esiste”

“sono stanca! non è mai abbastanza, ancora un po’”!

Una regione non si misura dalla sua lunghezza e larghezza ma dall’ampiezza

delle sue visioni e se decidi di sceglierla come “casa” devi sapere che

devi essere all’altezza dei suoi sogni!

 

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso). “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Cit. Goebbles  -  il ruolo delle fake news

La minoranza di coloro che leggeranno la frase la attribuirà ad un certo Joseph Goebbles. Altri la cercheranno su internet. Inoltre, navigando online, risulteranno richiami di articoli tipo quello, apparso nel 2016 sul Fatto Quotidiano: Gaffe di Farinetti: “Come diceva Goethe, a forza di ripetere una roba questa diventa vera. Ma la frase era di Goebbels!”

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