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Attualità
Antiriciclaggio: limite contanti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 18 Settembre 2019 13:20

Premessa130917 ministero finanze

Dal 1° settembre 2019 sono stati intrapresi i nuovi controlli, da parte della Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate, attesi dalla normativa antiriciclaggio e dal piano di lotta all’evasione fiscale. Le verifiche da parte del Fisco si avvieranno per ogni movimentazione di denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro eseguita nel corso del mese solare, anche se realizzata attraverso più operazioni singolarmente pari o superiori a 1.000 euro.


NOTA BENE - Le banche, Poste Italiane spa, gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di credito dovranno inviare, con cadenza mensile, una comunicazione all’UIF in caso di superamento del predetto limite mensile di 10.000, anche se riguardanti singole operazioni di importo pari o superiore a 1.000 euro.


 

Al fine di evitare intenti elusivi e quindi il “frazionamento” dei singoli movimenti, l’articolo 3 del provvedimento dell’UIF del 28 marzo 2019 prevede l’obbligo di prendere in considerazione anche le movimentazioni di denaro contante di importo

pari o superiore a 1.000 euro, a condizione che nello stesso mese sia raggiunta o superata la soglia complessiva di 10.000 euro.


Il predetto limite è completamente scollegato ed è fondato su presupposti diversi da quello che fa scattare l’infrazione nelle ipotesi di trasferimento di denaro contante, in favore di soggetti terzi, ed indipendentemente dalla causa, di importi pari o superiori a 3.000 euro.


Saranno sottoposti a controlli e verifiche non solo i clienti ritenuti sospetti, ma anche tutti quei soggetti che effettueranno operazioni occasionali, difficilmente riconducibili a rapporti continuativi in essere, nonché le operazioni eseguite dallo stesso soggetto in qualità di cliente o di esecutore (in quanto le operazioni effettuate dall’esecutore sono imputate al cliente in nome e per conto del soggetto per il quale ha operato).

La segnalazione riguarda i singoli movimenti mensili di importo pari o superiore a 10.000 euro.

 

ATTENZIONE! - Non si tratta dei soli prelievi, ma la comunicazione riguarda qualsiasi movimento in contanti, e quindi anche i versamenti.

OSSERVA - Il fine ultimo dei controlli sul contante non è solo quello di recepire la normativa antiriciclaggio, ma, soprattutto, quello di prevenire l’evasione fiscale, intensificando così i controlli della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

Questo perché l’uso di importi elevati di contanti fa presumere che le somme utilizzate o ricevute siano relative ad attività illecite, tra cui il lavoro nero e irregolare.

Soggetti non interessati dall’obbligo di comunicazione

I professionisti, già tenuti ad ulteriori adempimenti ai fini della disposizioni antiriciclaggio di cui al D.Lgs. n° 231/2007, non sono tenuti al nuovo obbligo.

Per professionisti si intendono:

a)  i soggetti iscritti nell'albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell'albo dei consulenti del lavoro;

b)  ogni altro soggetto che rende i servizi forniti da periti, consulenti e altri soggetti che svolgono in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi, ivi compresi associazioni di categoria di imprenditori e commercianti, CAF e patronati;

c)  i notai e gli avvocati quando, in nome o per conto dei propri clienti, compiono qualsiasi operazione di natura finanziaria o immobiliare e quando assistono i propri clienti nella predisposizione o nella realizzazione di operazioni riguardanti:

il trasferimento a qualsiasi titolo di diritti reali su beni immobili o attività economiche;


la gestione di denaro, strumenti finanziari o altri beni;

l'apertura o la gestione di conti bancari, libretti di deposito e conti di titoli;

l'organizzazione degli apporti necessari alla costituzione, alla gestione o all'amministrazione di società;

la costituzione, la gestione o l'amministrazione di società, enti, trust o soggetti giuridici analoghi;

d) i prestatori di servizi relativi a società e trust ad esclusione dei soggetti indicati dalle lettere a), b) e c).

SCHEDA PRATICA

Prelievi bancari > € 1.000

Caso

Nel corso del mese sono stati effettuati 4 prelievi bancari:

  • 3 di importo pari ad € 2.500
  • 1 pari ad € 3.000.

Soluzione

Tutte le singole operazioni hanno superato la soglia di 1.000 euro ed avendo effettuato prelievi frazionati nel mese in modo da superare la soglia complessiva di 10.000 euro, scatterà l’obbligo di segnalazione.

Prelievi bancari < € 1.000

Caso

Nel corso del mese sono stati effettuati 4 prelievi bancari:

  • 3 di importo pari ad € 800
  • 1 pari ad € 9.000.

Soluzione

In tale ipotesi il comportamento descritto non sarà segnalato all’UIF. Ciò in quanto i primi tre prelievi non hanno raggiunto, né superato la

soglia  di  1.000   euro  e  quindi   non  devono   essere  considerati  del
computo del valore complessivo.

Calcolo degli importi con decimali

Caso

Un cliente effettua nello stesso mese due operazioni di versamento in contanti di importo pari ad:

  • € 7.000,80
  • € 2.999,80

Soluzione

Gli importi devono essere recisi all’unità di euro prima di effettuare il

calcolo dell’importo complessivo.    Pertanto andranno sommati     i  due
importi troncati, cioè € 7.000 ed € 2.999, il cui ammontare risulta essere sotto la soglia che fa scattare la comunicazione.


 

 

Conti correnti diversi intestati allo stesso soggetto

Caso 4

Un cliente   è intestatario  di   due   rapporti  presso  lo   stesso   istituto

bancario e, nel corso dello stesso mese solare, effettua:

  • un prelievo di contanti pari ad € 7.500 dal 1° conto
  • un versamento in contanti di € 7.500 sul 2° conto.

Soluzione

Le   movimentazioni    complessive   ammontano   ad        15.000   e,

conseguentemente, dovranno essere segnalate entrambe le operazioni.

Diverse operazioni con ruoli differenti

Caso 5

Un soggetto effettua le seguenti operazioni:

Soluzione

Entrambe  le operazioni   dovranno essere    comunicate   in

somma complessiva supera la soglia di 10.000 Euro.

quanto

la

 
Via Manzoni riapre al traffico dopo ilavori estivi PDF Stampa E-mail
Venerdì 23 Agosto 2019 07:06

via manzoni fine lavori focusLa prima macchina passerà nella notte tra domenica 25 e lunedì 26 agosto. Riapre, dopo poco più di due mesi di cantiere, via Manzoni. «Abbiamo rispettato i tempi e, al ritorno al lavoro o a scuola, i monzesi si troveranno a percorrere una delle porte d’ingresso della città completamente riqualificata», dichiara soddisfatto l’Assessore ai Lavori Pubblici Simone Villa.

Il cantiere. I lavori, iniziati lo scorso 17 giugno, hanno consentito di riasfaltare completamente la strada, con il rifacimento del sottofondo e la stesura del tappetino. Rifatti anche entrambi i marciapiedi in porfido nel tratto compreso tra via Cavallotti e via Missori. L’investimento complessivo di 350 mila euro per un totale di oltre 500 metri di lunghezza. Disagi limitati grazie ai percorsi alternativi. «Per completare i lavori entro il mese di agosto – spiega l’Assessore – abbiamo dovuto chiudere interamente il tratto stradale. Le ripercussioni sul traffico cittadino sono state importanti, ma il “piano del traffico” che abbiamo pensato ha retto bene e non abbiamo registrato grandi problemi. Ciò grazie, soprattutto, ai cittadini che, con grande spirito di collaborazione, hanno scelto con saggezza i percorsi alternativi appositamente predisposti. Nell’ottica di contenere al massimo i disagi anche i lavori notturni si sono concentrati in un’unica giornata».

 

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Salvate il Soldato M49 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 24 Luglio 2019 10:12

orso(laura G. D'Orso). M49 non si trova e … per fortuna. Ad oggi non ci sono sondaggi disponibili tra i sostenitori dell’orso M49 e i favorevoli all’abbattimento ma l’orso trentino in fuga, con sentenza di possibile condanna a morte, negli italiani suscita decisamente più simpatia che paura. L’ipotesi di abbattimento che pende sul capo di M49 come una spada di Damocle è sbagliata.

“È pericoloso” dicono lassù nelle valli, eppure non ha mai attaccato l’uomo. È un animale “problematico” e “potenzialmente” aggressivo, scrive l’Istituto superiore per la ricerca ambientale, ma non è un buon motivo per farlo fuori se si avvicina ai centri abitati. Se poi ha scavalcato una recinzione con sette fili a 6mila volt non significa certo che rappresenti una minaccia per l’uomo, come sostiene la Provincia di Trento. Ma nella visone omocentrica moderna che vuole l’uomo empiricamente al centro dell’universo si è mancato di sottolineare che l’orso in questione altro non è che a “casa” propria, sulle sue montagne. Se gli esseri umani si sono spinti oltre i confini infiniti di un orso maschio che in un giorno percorre migliaia di chilometri, l’errore non è dell’orso ma nell’uomo che non ha ancora capito che nulla può contro la Natura. E’ come cercare di uccidere uno squalo perché i surfisti possano divertirsi fra le onde, o mettere sotto chiave tutte le vipere in modo che i cercatori di funghi non vengano morsi quando tentassero di coglierli.

“Cammina alla velocità di un uomo, se è scappato in piena notte non sarà lontanissimo, ma senza radiocollare non sarà facile trovarlo”. Se spareranno? E’ presto per parlarne, dipenderà dalla situazione”.

In contatto ci sono il Presidente della Provincia, la Protezione civile, pattuglie della forestale e gli agenti (anche quelli della cinofila) che stanno cercando in una vasta area M49, l’orso catturato la scorsa notte in val Rendena dopo l’ordinanza firmata dalla Provincia. Neanche Igor il Russo causò così tanto allarmismo!

Come l’animale sia riuscito realmente a scappare è un mistero, qualcosa di “davvero inusuale”. Quella gabbia doveva essere sicura, in dodici anni nessun orso era mai scappato. “E’ un sistema comprovato da Ispra e ministero dell’Ambiente, per cui è davvero inusuale che sia potuto succedere”. Si difendono. Un recinto con pareti di quattro metri e una serie di fili elettrificati da 7.000 volt.

Ma questo è un … signor orso, non levi la libertà a chi nasce libero di muoversi per chilometri e scalare dirupi o alberi centenari trentini.

Una diffida, affinché non si dia nessun ordine di abbattimento dell’orso M49 è stata inviata dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente agli uffici della Provincia di Trento. “Nessuna istruttoria fin qui elaborata dagli uffici, in collaborazione con Ispra, ha mai valutato il tema dell’uccisione dell’esemplare – sottolinea il ministro Costa – Il fatto che sia scappato dall’area attrezzata per ospitarlo non può giustificare un intervento che ne provochi la morte.” Il presidente Fugatti moduli legittimamente il suo intervento.”

L’orso di 3 anni è considerato responsabile di numerosi danneggiamenti al patrimonio zootecnico e di tre tentativi di intrusione in locali produttivi o privati ed era stato al centro delle polemiche proprio ai piani alti del ministero dell’Ambiente.

Il braccio di ferro per la cattura di M49, durato diverse settimane, aveva chiamato in causa anche l’Enpa, che il 29 giugno ha lanciato l’hashtag #salvinisalvalorso per un appello con oltre 35mila adesioni. Solo il ministro dell’Interno sarebbe potuto intervenire per bloccare la cattura dell’orso sul quale ormai pende l’ordine di sparare a vista.

Insieme ad altre associazioni ambientaliste, come la Lac (Lega Abolizione Caccia) era stata lanciata una petizione per evitare la sua cattura. Ora invece sui social è stato lanciato l’hashtag #fugaperlalibertà da coloro che fanno il tifo per la vita dell’animale.

L’hanno rinchiuso e lui, a dispetto delle misure a dire dei responsabili più restrittive del carcere bis dei capi mafiosi se ne è fatto un baffo e solo dopo tre giorni è amabilmente evaso, fuggito. Dovremmo forse preoccuparci di più dell’incompetenza e della poca abilità di chi non ha saputo valutare i giusti accorgimenti per allestire un recinto sicuro. Non serve un ingegnere, ma una normale competenza zoologica.

In ogni caso l’evasione della “primula rossa” con tanto di delibera sull’abbattimento di M49 non è necessario perché si può aggirare l’ostacolo.

             Uno: organizzando un recinto idoneo.

             Due: catturando il parente di Yoghi e Bubu e spostandolo lontano, per esempio con la vicina Slovenia che dispone di un territorio meno antropizzato, dal quale era arrivato per ripopolare le vallate italiane del Trentino. (l’orso, unico “immigrato che scappato da una struttura protetta senza aver ucciso nessuno viene dichiarato passibile della pena di morte!). Così fanno in Usa e Canada collaborando per il trasbordo di animali fra uno stato all’altro.

             Tre: con gli orsi bisogna predisporre strategie di gestione controllate. Con l’emotività non si gestisce un bel nulla. Se in Abruzzo i montanari convivono da centinaia di anni con gli orsi e i lupi significa che una strada possibile esiste. Certo, non si tratta di teneri leprotti e quindi nella convivenza, vanno messi in conto anche problemi, che nel caso dei plantigradi prevedono mosse preventive.

Sappiate inoltre che nelle città italiane si rischia di più nell’incontro di certi cani feroci e male gestiti dai proprietari. L’orso, non considera l’uomo una preda e il più delle volte scappa e probabilmente anche M49 farebbe lo stesso se non lo spaventassero.

Se un orso attacca è perché ha la percezione di doversi difendere o, se madre, difendere la prole.. Può succedere che abbia i piccoli. Infine la contabilità: in montagna uccidono di più l’impreparazione, l’ineguatezza delle attrezzature, i pericoli sottovalutati. E … i funghi: ogni anno muoiono 35 fungaioli, dispersi o in un burrone.

Perciò spero in una lunga vita a M49. #fugaperlalibertà

 
Memorial Chester Bennington PDF Stampa E-mail
Martedì 16 Luglio 2019 07:59
Volantino1Conferenza stampa di presentazione del “Memorial Chester Bennington" mercoledì 17 luglio, alle ore 18.30, presso la Sala Bizzozero del Municipio. Il “Memorial Chester Bennington" è un progetto socio-culturale che si svilupperà nella serata del 26 luglio attraverso un dibattito sul tema del disagio psicologico e la successiva esibizione di una tribute band dei Linkin Park, il cui frontman, Chester Bennington appunto, si è tolto la vita due anni fa a causa della depressione. Durante la serata, che ha ottenuto un importante contributo dalla Regione Lombardia, saranno raccolti fondi da devolvere in beneficenza.
 
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L' Editoriale

L'umanità è diventata litigiosa per volontà.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Anche gli animali litigano, ma per qualcosa o qualcuno, ovvero per fame, per difendere i cuccioli, per il controllo del branco o di un territorio. E alla fine uno dei due litiganti, spesso, muore. Non obbediscono ad alcuna legge se non quella della natura. Non professano alcun credo, storia o cultura: seguono, semplicemente, il loro istinto.

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