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MonzaOggi
Spese per abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico PDF Stampa E-mail
Lunedì 10 Giugno 2019 09:24
trasporto L’abbonamento ai servizi di trasporto pubblico torna a essere un onere detraibile da inserire nella dichiarazione dei redditi e nel mod. 730. Con una norma già a regime a decorrere dall’ 1° gennaio 2018, il beneficio della detrazione Irpef del 19% sulle spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.
I beneficiari della detrazione sono i soggetti che si servono del servizio di trasporto pubblico per la propria mobilità quotidiana, quali studenti, lavoratori, pensionati, e spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per i contribuenti stessi, per un importo complessivo non superiore a 250 euro, per un risparmio complessivo di euro 47,50 ammissibile entro i limiti di capienza delle imposte dovute. In caso di mancato utilizzo della detrazione per incapienza, la parte eccedente si perde senza possibilità di rinviarne la fruizione all’anno successivo. Si tratta di una norma già in vigore negli anni 2008 e 2009 l’Agenzia ha chiarito che: il limite massimo di importo detraibile di 250 euro deve intendersi riferito cumulativamente alle spese sostenute dal contribuente per l’abbonamento proprio e dei familiari a carico e l’importo di 250 euro costituisce, inoltre, anche il limite massimo di spesa detraibile per ogni singolo abbonato al servizio di trasporto pubblico; pertanto, anche se il costo dell’abbonamento è suddiviso tra più soggetti, come ad esempio nel caso dei genitori che sostengano la spesa di 400 euro per l’abbonamento del figlio a carico, l’ammontare massimo di spesa detraibile da ripartire tra i genitori non può superare 250 euro.
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La lezione del professore Sgarbi PDF Stampa E-mail
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Mercoledì 05 Giugno 2019 07:59

sgarbiGiovedì 20 giugno - ore 21 - Piazza Roma - Portici Arengario

Torna a Monza il professor Vittorio Sgarbi, critico d’arte ed esteta, per una delle sue lectio magistralis. L’appuntamento con il pubblico - a metà tra uno spettacolo e una vera e propria conferenza – sarà dedicato alle bellezze e al patrimonio monumentale e architettonico della nostra città, spaziando tra storia, arte e letteratura. Le sue riflessioni partiranno dai monumenti più rappresentativi della Lombardia e, in particolare, di Monza fino all’esame di alcune opere custodite nei Musei Civici: un appuntamento da non perdere per scoprire o riscoprire alcuni degli aspetti inediti del nostro patrimonio artistico.

 
Tratto via Manzoni: asfalto e marciapiedi nuovi PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Giugno 2019 07:39
lavori via manzoniUn lavoro atteso da decenni, in una delle vie più trafficate della città. Dopo aver riasfaltato il primo tratto - da largo Mazzini all’incrocio di via Cavallotti nell’estate del 2018 da dove è passato Il Giro d’Italia di Ciclismo ora è la volta di arrivare fino all’incrocio con via Zucchi.
I lavori, per un investimento complessivo di 350.000 euro, partiranno lunedì 17 giugno, per concludersi l’ultima settimana di agosto: durante queste settimane il tratto stradale sarà completamente riasfaltato, con il rifacimento del sottofondo e la stesura del tappetino. Previsto il rifacimento anche di entrambi i marciapiedi in porfido. Per completare i lavori entro il mese di agosto si rende necessario chiudere interamente il tratto stradale.
Le ripercussioni sul traffico cittadino saranno significative, pertanto è fondamentale la collaborazione di ciascuno nella scelta dei percorsi alternativi. I tecnici del Comune installeranno l’apposita segnaletica già dalla prossima settimana, mentre mappe e percorsi alternativi saranno consultabili online sul sito del Comune di Monza Le novità più significative riguarderanno l’istituzione del senso unico di via San Gottardo da via Villoresi/Torneamento a via Cavallotti, in direzione di quest'ultima e l’inversione del senso unico lungo via Parravicini, da via Cavallotti a via Prina.
Mentre la circolazione in via Manzoni tra via Cavallotti e via Missori sarà interdetta, resterà possibile percorrere l’ultimo tratto tra via Missori e via Zucchi, che resterà chiuso solo le notti necessarie per la posa del tappetino d'usura in carreggiata. Sarà consentito l’accesso ai passi carrai per i residenti.
 
Il cosiddetto “bonus verde” PDF Stampa E-mail
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Giovedì 10 Gennaio 2013 21:01
bonus verdeNella Legge di Bilancio 2018/16, le nuove norme indicate all’art. 1, commi 12-15, della L. n. 205/2017, prevedono, limitatamente all’anno 2018, e senza alcun legame con gli interventi di ristrutturazione degli immobili, una detrazione IRPEF pari al 36% delle spese documentate, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 5.000,00 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, ripartite in 10 quote annuali di pari importo a partire dall’anno di sostenimento delle spese.
La detrazione IRPEF massima fruibile risulterà pari a 1.800,00 euro che, suddivisa in dieci rate annuali di pari importo, comporterà un risparmio di imposta di 180,00 euro all’anno. Il limite massimo di detrazione per il bonus verde di € 5.000,00 per singola unità abitativa (art.1, c. 12-15, Legge 205/2017) risulta essere in aggiunta alle spese di ristrutturazione che potranno essere effettuate nello stesso periodo sullo stesso immobile con il tetto massimo di € 96.000,00 (art. 16-bis del TUIR).
Ne consegue che il contribuente potrà usufruire della detrazione calcolata sul totale di 101.000. Coloro che potranno beneficiare della nuova detrazione denominata “bonus verde” sono: possessori di unità immobiliare di natura abitativa sulla quale sono eseguiti gli interventi, in base ai seguenti titoli: piena proprietà; nuda proprietà; altri diritti reali, quali l’uso, l’usufrutto, l’abitazione o il diritto di superficie; coloro che detengono l’unità immobiliare sulla quale sono eseguiti gli interventi sulla base di un idoneo titolo, quali per esempio il contratto di locazione o di comodato.
La detrazione spetta ai soggetti che abbiano sostenuto le spese.
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Il ritorno “green” del pluridecorato campione del mondo: Gianni Bugno PDF Stampa E-mail
Mercoledì 15 Maggio 2019 10:35

Giro EMentre ha già preso il via la quinta giornata del Giro d’Italia 2019, un mix fra tappe a cronometro e tappe di montagna in cui sembrano dominare fatica e salite, all’attenzione dei media si è spostata su alcune squadre “speciale”: il Giro d’Italia E - elettrico.

Sei produttori di bici, 10 team, 18 tappe, 60 ciclisti, 1.829 chilometri, 43.546 metri di dislivello positivo. Tutto in un evento: il Giro E, la cui prima edizione è iniziata domenica 12 maggio, per concludersi sabato 1 giugno, a Croce d’Aune. Dalla piana della Val Bisenzio a una delle salite che hanno fatto la storia del ciclismo. È tra questi opposti il cuore del Giro E, un evento che non è una corsa ma ne ha tutti i requisiti, che passa da zero a 2.623 metri, dal mare alle vette.

Sì proprio così. Ai margini delle 23 tappe si sta svolgendo il giro E = elettrico. Gianni Bugno, il pluridecorato campione del mondo su pista e su strada e indimenticata maglia rosa per tutto il giro d’Italia del 1990, Giro d’Italia del 1991 e 1992, un Giro delle Fiandre, due volte campione del Mondo è tornato alla veneranda età di 52 anni a prendere parte al Giro 2019 con una sua squadra. Le tappe che vedranno affiancare alle biciclette da competizione tradizionale quelle “E”, saranno altre e tutte particolari. Quella assegnata nella prima tappa inaugurale, è stata vinta proprio da Team BiKe for Dream poi ci sarà quella di Orbetello.

Non esiste Giro in cui non si assegni una maglia al vincitore e così è anche per l’E-Giro d’Italia. In questo caso Viola, relativa alla classifica generale è andata al Team BiKe for Dream, di cui Bugno fa parte, poi c’è quella arancio per la prova di regolarità, conquistata dalla Toyota Team, quella rossa per gli sprintisti conquistata dalla Team E-powers factory  e quella verde per la squadra più giovane, in questo caso la Kilocal-Selle.

I partecipanti sono 60 e ci sono i grandissimi del ciclismo: Bugno, Edit Pucinskaite (tre Mondiali, tre giri d’Italia una Milano-Sanremo, una Parigi Roubaix., Max Lelli, uno che si faceva la Tirreno Adriatica  a 22 anni come fosse una passeggiata, 9° ai Mondiali di Ciclismo in Giappone, terzo al Giro del ’91 dopo Chiappucci, Daniele Colli.

Non è solo una nuova sfida, è una nuova visione per rendere più sostenibile la mobilità. Infatti tra gli sponsor quest’anno al Giro c’è anche l’Automobile Club che sta promuovendo in tutto il mondo il campionato Mondiale di Formula E denominato ABBFormula E. pensando ad un futuro forse più ecocompatibile.

 
Modello 730 e Modello Redditi Persone Fisiche PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Maggio 2019 07:24
Potranno utilizzare il modello 730/2019 coloro che sono pensionati o lavoratori dipendenti e assimilati o che percepiscono indennità sostitutive di reddito di lavoro dipendente, i restanti contribuenti dovranno avvalersi della dichiarazione dei redditi Persone Fisiche.
A partire dal 15 Aprile 2019, il modello 730 precompilato è messo a disposizione del contribuente, in un’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it . E’ opportuno iniziare la raccolta dei dati e dei documenti, al fine di provvedere per tempo e nel miglior modo possibile alla predisposizione del modello e dei relativi versamenti.
Si ricorda che tutta la documentazione dovrà essere consegnata in sede di appuntamento in fotocopia o in formato pdf. 
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L' Editoriale

L’uomo che scoprì come dialogare con Dio

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Si racconta che Johann Sebastian Bach fosse un uomo chiuso e di pochissime parole, per dialogare con lui bisognava conoscere solamente la musica. Conobbe sua moglie in una chiesa ad Amburgo, lei giovane cantante ventenne, lui organista oramai quarantenne, nella Chiesa di Santa Caterina. Lui era da solo, intento a provare nel silenzio freddo, senza pubblico. Lei rimase invisibile agli occhi di lui e restò lì per ascoltare quel linguaggio celestiale che egli dedicava a Dio.

Poi con lo spegnersi delle ultime note i loro sguardi si incontrarono. Nel dicembre del 1721, lui la chiese in sposa e lei accettò sapendo che non c’era per lui altro che Dio e la sua musica.

A pensarci bene, da sempre, solamente Amore e Musica sono le lingue primordiali che tutti gli uomini di tutti i tempo possono comprendere e con cui possono comunicare, senza l’ambiguità delle parole, solo sette note, 88 tasti tra cui 52 bianchi e 36 neri, semitoni cromatici o diatonici.

E lui di essi viveva.

Il giorno insegnava musica agli studenti a costo di fatica e sacrifici economici e Anna Magdalena mescolava la sua anima alla sua.

Conoscerlo non era stato facile per lei. Lui poche parole e tanti pentagrammi, lavorava di giorno e di notte i suoi occhi erano dedicati a comporre, scriveva spartiti al buio di una candela anche quando cominciò a soffrire di cataratta. Allora fu lei sotto dettatura a continuare per lui.

Non vendette mai uno spartito, la musica composta erano come uno scambio epistolare fra lui ed il Divino, fra lui e Magdalena. Niente parole solo musica fra loro.

Si spense a sessantacinque, dopo aver dato la possibilità a Dio di venire sulla terra fra gli uomini. In vita aveva composto un libretto in cui erano annotati tutti i suoi brani e Magdalena lì prese in consegna, e a lei sembrava che rileggendo quegli spartiti composti per lei, lui fosse ancora, che non potesse morire mai.

Si dice che succeda sempre così “chi vede Dio poi resti cieco”.

Dopo dieci anni fu il suo turno, richiamata a Dio sepolta e dimenticata.

Dovettero passare anni perché un certo Felix Mendelsshon, riscoprisse gli spartiti del maestro.

La musica, si sa non si addice ai sordi di spirito e Bach aveva scritto in un tempo troppo poco maturo. Lui aveva compreso in anticipo che dialogare fra un uomo e una donna era la sublimazione dell’unione, anche senza parole. Musica che avevate messo entrambi al servizio di Dio.

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Parigi val bene una Messa

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Siamo alla fine del ‘500, la Francia è dilaniata dalla guerra civile. Combattevano tra loro Enrico di Navarra, Enrico III ed Enrico di Guisa da qui il soprannome della “guerra dei tre re”. Il dilaniare del conflitto provocò un enorme spargimento di sangue e, alla fine, a uscirne vincitore fu Enrico di Navarra, il quale divenne il primo re appartenente al ramo dei Borboni a conquistare la monarchia di Francia.
La tradizione richiedeva che colui che si apprestasse a salire sul trono fosse cattolico. Per Enrico di Navarra ciò avrebbe potuto costituire un problema, dal momento che egli era ugonotto e, quindi, di religione protestante. Da qui il detto “Parigi val bene una messa”: insomma, pur di diventare re valeva la pena di convertirsi alla religione cattolica. E così Enrico di Navarra diventò Enrico IV di Francia.
 
15 aprile 2019. Nella notte un incendio devasta Notre Dame de Paris.