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MonzaOggi
Seveso: i contagiati per “coronavirus” di cittadini residenti salgono a 66 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 03 Giugno 2020 05:52
Al 29 maggio scorso la Prefettura di Monza e della Brianza ha aggiornato il Sindaco di Seveso, Luca Allievi, riguardo al numero delle persone contagiate da virus Covid-19 residenti nel Comune. Il bollettino riporta ora 82 nominativi, di cui i deceduti sono rimasti 16.
 
Nelle ultime 96 ore, dunque, il numero dei contagiati è aumentato di 1 sola unità. Tra i 66 trovati positivi al tampone del “coronavirus” 4 sono attualmente assistiti a domicilio e 47 sono guariti. A coloro che sono ancora malati vanno gli auguri di pronta guarigione da parte della comunità sevesina.

Nonostante i dati trasmessi dalla Prefettura registrino una tendenza al miglioramento della situazione emergenziale, si invita a essere prudenti in occasione di tutti i necessari spostamenti. La Polizia Locale, la Protezione Civile comunale, nonché i Carabinieri e la Guardia di Finanza di stanza nel nostro Comune sono attivi nel verificare il rispetto degli obblighi imposti ai cittadini per contrastare e contenere la diffusione del “coronavirus”.
 
Con che diritto ingabbiate le emozioni ed il sapere dei nostri ragazzi PDF Stampa E-mail
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Venerdì 29 Maggio 2020 12:59

(Laura Giulia D'Orso). classeHo registrato lo sfogo di un docente delle medie, un docente “come noi di un’ altra generazione” (orgogliosi di appartenere a quei tempi) di cinquantenni già abilissimi con piattaforme ed internet che tecnicamente non hanno avuto problemi ad adattarsi.

Ma quei PC non potranno mai sostituire i VERI professori!

I robot restino robot e gli esseri umani vivano anche di passioni e sentimenti.

Quanti ricordi indelebili nei nostri anni di scuola, quante risate, quante ramanzine, quante insufficienze o bellissimi riconoscimenti e voti nel periodo di vita dei nostri studi, nelle nostre aule, durante le interrogazioni, i suggerimenti a … fin di bene. E quell’affetto infinito che ancora oggi ci porta a ritrovarci una volta o due all’anno dopo trenta anni invitando i nostri vecchi prof!

Questo docente, e trovo questo termine riduttivo, ha dedicato la sua vita a trasmettere conoscenza, non solo didattica ma anche e soprattutto esperienza ed interpretazione di vita. Compito e non lavoro, che per più di trenta anni ha svolto con serietà, passione e dedizione, un enorme tassello che rimarrà per sempre nella vita e nel futuro dei ragazzi che ha seguito.

Più che un compito oserei dire una vocazione propria anzi … una passione: insegnare ai ragazzi attraverso la scuola, con l’ausilio delle famiglie ad affrontare la vita, nel bene nel male, nelle difficoltà e nelle gioie, a prescindere dalla materia insegnata.

Certamente, durante questa pandemia, con grande sforzo e dispendio, tutti fra genitori, docenti e ragazzi si sono prodigati nel rende più “umano” ciò che umano non è e non sarà mai.

La didattica a distanza! Eppure la vita non è dentro un pc, ad uno schermo, tipo videogioco.

Come si riesce ad educare o a valutare, a trasmettere valori?»

Quello che si è insegnato dai corsi online non ha avuto nemmeno lontanamente profumo di complicità, di tatto, di rapporto interpersonale.

Cosa si dovrebbe valutare a distanza? Forse lo stato d’animo di sconforto o smarrimento dei ragazzi? Magari la frustrazione dei docenti che nella fatica immane di tenere i ragazzi concentrati sono terribilmente stanchi e delusi?

I docenti possono al massimo valutare il proprio stato d’animo, la serenità persa e non solo perché un maledetto virus ha rubato il sole, l’acqua e il cielo azzurro ma perché dietro ad un computer per i ragazzi si è potuto fare poco.

Certamente alcuni hanno imparato attraverso i video tutorial ad essere po’ più esperti in tecnologia ma non hanno avuto le mani per accarezzare i ragazzi quando dall’altra parte dello schermo li hanno visti piangere, né hanno percepito l’odore della loro felicità quando con gli occhi hanno detto “Prof, ho capito” perché in videoconferenza ci si vede ma non ci sente con il cuore, non ci si emoziona con uno sguardo!

Avete mai pensato cosa significhi per un bambino o un ragazzino rimanere chiuso a casa, senza amici, compagni, senza scherzare, senza ridere delle battute sciocche del più burlone della classe?

Un ragazzo che non può interagire fisicamente con un altro suo simile fisicamente ed umanamente è un ragazzo con le ali tagliate e non può volare.

E su cosa si dovrebbe valutare? Mi facciano capire tutti questi esperti.

Su come abbiano fatto a resistere? Su come abbiano continuato a dire “Prof ci manca, ci mancano i compagni?” Oppure lo si dovrebbe valutare su un programma che non è stato finito?

Arriverà settembre e speriamo che veramente tutto venga cambiato.

Il nuovo Dl non funziona. I ragazzi sono persone umane, sono la vita con le emozioni forti dell’età che stanno vivendo. La vita non la si può mettere dentro una scatoletta di un PC.

… «Margie lo scrisse perfino nel suo diario. Sulla pagina che portava la data 17 maggio 2157: Oggi Tommy ha trovato un vero libro!». Comincia così «Chissà come si divertivano», un racconto del 1955 del maestro della fantascienza, Isaac Asimov, in cui Margie e Tommy, 11 e 13 anni, trovano in soffitta un libro. Quell’oggetto, in cui le parole «non si muovono», è un reperto archeologico, sostituito da più di un secolo dai «telelibri», testi che scorrono sullo schermo tv come i titoli di coda di un film.

Ma la sorpresa è ancora più grande quando i due scoprono che il libro parla di qualcosa a loro ignoto: la scuola. Nel 2157 ci sono infatti solo i «Maestri Meccanici», robot individuali che, in camera, spiegano e verificano: «La cosa che Margie odiava soprattutto era la fessura dove doveva infilare i compiti. Le toccava scriverli in un codice perforato che le avevano fatto imparare a sei anni, e il maestro meccanico calcolava i voti a velocità spaventosa».

E a settembre del 2020 la scuola esisterà ancora?

 
Orgoglio lombardo PDF Stampa E-mail
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Venerdì 22 Maggio 2020 14:11
RegLomb

(Laura Giulia D’Orso)“Un bel tacer non fu mai scritto”. Voi del M5s e Ricciardi “non ci avete fatto niente”!

Ieri, al limite della macchietta politica di paesi del terzo mondo …ma forse lo stiamo diventando, il deputato M5s Ricciardi ha attaccato il modello Lombardia, provocando la reazione rabbiosa dei deputati dell’opposizione. Lo scontro si è protratto per qualche minuto, finché il Presidente Fico ha optato per sospendere la seduta.

Disgustoso!

Da osservatrice e da “lombarda”.

Vede On. Ricciardi, non si sceglie dove nascere, né i propri genitori, ma si può scegliere dove vivere!

E noi lombardi lo abbiamo scelto con determinazione e consapevolezza e forse anche le migliaia di cittadini del sud che vengono accolti nelle nostre città e nella nostra regione ogni anno!

E abbiamo scelto anche consapevolmente un nostro Governatore e NOI abbiamo votato per scegliere a chi affidarci per amministrare e dirigere.

Lei ha qualche mandato popolare per attaccare e “chiacolare”?

Non credo proprio.

Da chi è stato messo lì?

Da quale popolo di elettori ha avuto il mandato di andare in un Parlamento non eletto ed avere la parola per attaccare la Lombardia, i suoi abitanti, tutti noi, il nostro dolore e anche il nostro sistema?

Non la annoio con i dati della nostra economia e del nostro tessuto imprenditoriale o del nostro Pil rispetto al resto dell’Italia, non mi interessa!

Oggi parlo solo del dolore enorme e delle ferite che una pandemia, che ha attaccato dove si addensa di più la popolazione, ha lasciato (sperando non torni), segni indelebili che chi non ha provato sulla sua pelle non capirà mai lontanamente.

Ognuno faccia il suo, continui a fare il regista a Pietrasanta o il direttore artistico del Momofest di Massa, con tanto di augurio di un’ottima carriere degna dei più grandi registi italiani, ma l’arte, il talento ed il dono della Politica, nel senso più alto del termine la lasci a chi ha più competenza e conoscenza.

Le ricordo che stava al governo nazionale valutare dall’alto che cosa stava funzionato e cosa no e, nell’emergenza, ad estendere la pratica migliore laddove si poteva migliorarne una!

Tra una diretta Facebook, un’intervista soffietto e una soffiata ai giornali, invece il Governo ha fatto esattamente il contrario di quanto previsto dall’articolo 120 della Costituzione: anziché sostituirsi agli organi locali per tutelare l’incolumità della nazione di fronte alla pandemia, ha abbandonato le regioni, liberandosi così del peso di prendere decisioni e scaricando poi le responsabilità.

L’unica cosa di nazionale che ha fatto il governo Conte, oltre a spiegarci nel dettaglio quando avremmo potuto ritirare personalmente una pizza da asporto, è stata l’imposizione del lockdown a tutta l’Italia, comprese le zone senza alcun contagio, quando avrebbe dovuto chiudere soltanto la Lombardia, il Piemonte e l’Emilia Romagna. E, peraltro, lo ha anche fatto ma a scoppio ritardato, lasciando tre giorni di tempo a chi stava al nord di portare nottetempo il virus dove non c’era.

Nei due mesi di quarantena in casa, il governo non ha prodotto nessun piano nazionale per i tamponi, per i test sierologici, per il tracciamento dei positivi e la liberazione dei negativi.

Le mascherine vengono distribuite dalla Gazzetta dello Sport o dai Tabaccai ma non dalla Protezione Civile. Dei guanti e dei rilevatori di temperatura non ne parliamo neppure.

Avendo totalizzato insufficienze ampie su tamponi, test, tracciamento, mascherine e guanti, a questo punto sono in molti gli italiani che potrebbero rispondere di sì alla domanda «lei ritiene di fare meglio?» (cit. Presidente Conte, ultima conferenza stampa) e credo che parecchi avrebbero fatto meglio.

 

Siamo arrivati, così ad oggi, il governo ha presentato il decreto legge, Adesso, scaricando ancora le responsabilità, le regioni italiane possono emanare altrettante ordinanze con cui prendere atto delle scelte del governo oppure modificare le disposizioni del decreto, e alcune lo hanno già fatto, aggiungendo confusione a confusione.
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CoronaVirus: mutui per società sportive PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Maggio 2020 10:41

L'Istituto per il Credito Sportivo ha previsto per le Associazioni e le Società Sportive Dilettantistiche, una serie di interventi straordinari per sostenere le attività danneggiate dall’epidemia.

La prima misura Mutuo Light Liquidità, assistita dalle agevolazioni dei Fondi Speciali, consentirà loro di accedere a finanziamenti a tasso zero e senza garanzie, fino a 25 mila euro.

Da lunedì 18 maggio 2020 le ASD e le SSD, iscritte al Registro CONI o alla Sezione parallela CIP e regolarmente affiliate a Federazioni Sportive Nazionali e Paralimpiche, Discipline Sportive Associate ed Enti di Promozione Sportiva da almeno 1 anno, potranno accedere alle misure di sostegno collegate all’emergenza epidemiologica COVID-19.

I finanziamenti, della durata massima di 6 anni, vanno da un importo minimo di 3 mila euro a un massimo di 25 mila euro e comunque in misura non superiore al 25% dell’ammontare dei ricavi risultanti dall’ultimo bilancio o rendiconto approvato.

Tra gli interventi previsti anche misure fino a 300 mila euro in favore delle Federazioni Sportive Nazionali, degli Enti di Promozione Sportiva e delle Discipline Sportive Associate che verranno attivati da lunedì 25 maggio.

https://www.creditosportivo.it/covid19/mutuoliquidita/mutuolightliquiditaASDSSD.html

 
Autorizzazione entro 10 giorni per occupazione spazi esterni PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Maggio 2020 08:39
comune monzaLa Giunta monzese sta correndo contro il tempo per offrire già nei prossimi giorni un aiuto importante e concreto ai ristoratori e commercianti monzesi.
Il Sindaco Allevi ringrazia per la leale collaborazione di tutti i gruppi consiliari che hanno voluto accorciare il più possibile i tempi di discussione del provvedimento approvato ieri sera,19 maggio.
E' stato approvato dopo un'ora e presentato alla conferenza dei Capogruppo. Oggi approderà in Commissione Consiliare per la prima illustrazione e già giovedì sarà sottoposto al voto dell'aula.
Un iter velocissimo che dimostra compattezza d'intenti storica: l'obiettivo è offrire subito, soprattutto a bar e ristoranti. la possibilità di allestire quei tavoli all'aperto che potranno parzialmente compensare quelli persi all'interno per le misure di contenimento della diffusione del Covid-19.
Il Comune si impegnerebbe a rilasciare l'autorizzazione entro soli 10 giorni  e gli esercenti potrebbero occupare gli spazi esterni fino al 100% in più rispetto alla superficie attuale del proprio locale. 
 
Monza riapre: tutte le novità da martedì 19 maggio PDF Stampa E-mail
Mercoledì 20 Maggio 2020 07:45

Sempre nel rispetto della collaborazione fattAlleviiva che richiediamo ai Monzesi a partire da martedì, 19 maggio, riapriranno i cancelli del Parco di Monza, secondo i consueti orari estivi.

L’ingresso sarà consentito  da tutti i varchi esistenti solo a pedoni e biciclette, mentre Viale Cavriga resterà interdetto al traffico veicolare.

Il Parco e i Giardini Reali saranno aperti tutti i giorni, sabato e domenica compresi, e l’accesso sarà consentito rispettando le regole già note: obbligo di mascherina e di mantenimento delle distanze di sicurezza; divieto di assembramento, di attività ludico ricreative e di pic-nic.

“Abbiamo programmato un piano di potenziamento dei controlli – spiega il Sindaco Dario Allevi – ma è evidente che gli agenti non potranno essere dappertutto: le parole d’ordine, quindi, restano prudenza e senso civico. Guai ad abbassare la guardia!”.

Piattaforma ecologica, Boscherona, giardini e aree verdi: riaprirà dal 19 maggio la piattaforma ecologica di Viale delle Industrie con i consueti orari, mentre proseguirà ancora sino al 22 maggio la possibilità di ritiro degli sfalci verdi a domicilio.

Sempre dal 19 maggio è prevista la riapertura di 38 aree verdi e giardini della città (elenco in allegato) oltre al Parco della Boscherona.

I restanti giardini verranno aperti progressivamente nei prossimi giorni, mentre resta interdetto ovunque l’accesso alle aree gioco.

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L' Editoriale

“Potevano scegliere fra il disonore e la guerra …”

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

(Laura Giulia D’Orso)
Historia magistra vitae. Non dovremmo mai dimenticarlo ed invece, senza lungimiranza, dagli errori o dagli avvenimenti passati, sembra si resti estrani e non si impari nulla!
 
29 - 30 settembre 1938, Monaco, Germania. L'oggetto della Conferenza, tenutasi circa l’anno precedente lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, verteva sulle rivendicazioni tedesche della regione dei Monti Sudeti, posta in territorio cecoslovacco, ma abitata prevalentemente da popolazione di etnia tedesca. L’“Accordo di Monaco” con il quale Francia e Regno Unito cedevano alle richieste della Germania di Hitler, fu siglato dai principali uomini politici dell’epoca, Daladier e Chamberlain.

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